FAO: COLDIRETTI, DA ACETO DI BANANA A GIN DI ALGHE, A ROMA LA BIODIVERSITA’ DEI MERCATI CONTADINI MONDIALI
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comunicato stampa
Coldiretti autorizza la libera e gratuita pubblicazione della foto: "I prodotti della biodiversità dai cinque continenti all'assemblea mondiale dei mercati contadini della World farmers market coalition con la Coldiretti a Roma"
12 luglio 2024
BIODIVERSITA’: COLDIRETTI, CONTADINI DI TUTTO IL MONDO A ROMA, DAI MERCATI UN NUOVO MODELLO DI CIBO SOSTENIBILE
Venerdì e sabato assemblea della World Farmers Markets Coalition alla presenza dei ministri Tajani e Lollobrigida
Con oltre 70 associazioni rappresentative da 60 paesi, 20.000 mercati coinvolti, 200.000 famiglie agricole e oltre 300 milioni di consumatori, la World Farmers Markets Coalition apre la sua assemblea che per due giorni si e' tenuta all’interno del mercato di Campagna Amica del Circo Massimo a Roma alla presenza, tra gli altri, del ministro degli esteri Antonio Tajani, del ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida (presente nella mattinata di sabato), del sindaco di Roma Roberto Gualtieri oltre che del Presidente di Coldiretti Ettore Prandini e del Segretario Generale di Coldiretti Vincenzo Gesmundo.
Nata nel 2021 su impulso di Coldiretti e Campagna Amica, la WorldFMC è un'organizzazione non-profit che fa parte dei dieci progetti selezionati nell'ambito del Programma Food Coalition della Food and Agriculture Organization (Fao). In poco tempo è diventata un punto di riferimento sulle tematiche internazionali del cibo locale, anche grazie all’esperienza italiana dei mercati contadini, con la rete di Campagna Amica che si propone oggi come modello a livello mondiale per aiutare le economie dei Paesi più poveri, a sviluppare filiere alimentari “dal basso” per difendere la democraticità del cibo e riappropriarsi dei processi decisionali a vantaggio della collettività. Un esempio è il MAMi (Mediterranean African Markets Initiative), finanziato dal ministero degli Esteri e della Cooperazione internazionale e svolto dal Ciheam Bari con la collaborazione della World Farmers Markets Coalition e Campagna Amica, che prevede la creazione di una rete di mercati in Tunisia, Egitto, Kenya, Libano e Albania.
Mentre le catene globali controllate dalle multinazionali, che spingono i cibi ultraprocessati, sfruttano territori e risorse, la maggior parte dell'umanità è nutrita da filiere alimentari di prossimità.
Uno studio di IPES-Food, intitolato "Food from somewhere: building food security and resilience through territorial markets", rivela che oltre il 70% della popolazione mondiale è alimentata da piccoli produttori e reti di agricoltori, che utilizzano meno di un terzo delle terre agricole e delle risorse globali.
Per questo, agricoltori da tutto il mondo, istituzioni, tecnici ed esperti nel campo dell'agricoltura e dello sviluppo comunitario, condivideranno esperienze all'interno di una comunità globale di pratiche dei mercati agricoli.
Rappresentanti di oltre 30 paesi e regioni diverse, tra cui Bangladesh, Brasile, Canada, Stati Uniti, Uganda, Vietnam, solo per citarne alcuni, uniranno le forze per supportare lo sviluppo di sistemi alimentari locali sostenibili. Questo incontro mira a colmare il divario tra le aree rurali e urbane, potenziando le economie locali, migliorando la sanità pubblica e promuovendo la biodiversità attraverso partenariati nei mercati agricoli.
Il valore del cibo di prossimità. Secondo un’analisi Coldiretti su dati Fao, gli agricoltori di piccola scala e a conduzione familiare producono l’80% dell’approvvigionamento alimentare nell’Africa sub-sahariana e Asia. In media, con il fabbisogno alimentare delle città viene fornito principalmente da un’agricoltura attiva nel raggio di 500 km. Per fare qualche esempio, che avvalora tale dato, metà della frutta e della verdura consumata in Messico è venduta nei mercati, 30 milioni di italiani acquistano direttamente dagli agricoltori, e negli ultimi tempi i mercati contadini sono quadruplicati sia in Italia che negli Stati Uniti.
La situazione in Italia. In Italia, negli ultimi cento anni, si è perso il 75% delle varietà di frutti secondo l’allarme lanciato dalla Fao. Coldiretti ha invertito la rotta, salvando 418 cibi antichi grazie ai mercati degli agricoltori e alle fattorie di Campagna Amica. Con 5.547 prodotti alimentari tradizionali censiti, 320 specialità Dop/Igp e 526 vini Dop/Igp, l'Italia è leader mondiale in biodiversità alimentare. Italia che è anche leader in Europa con quasi 80mila operatori nel biologico. Sul territorio nazionale – spiega Coldiretti – oggi ci sono 504 varietà iscritte al registro viti contro le 278 dei cugini francesi e 533 varietà di olive contro le 70 spagnole.
Medio Oriente in crisi: Israele e Palestina quali prospettive.
Il giorno di mercoledì 3 luglio u.s.. si è tenuto un dibattito molto interessante per la Fondazione Paolo Ducci Ferraro di Castiglione: Medio Oriente in crisi. Israele e Palestrina quali prospettive?
L’evento ha avuto luogo nella splendida cornice, della Sala della Promoteca, in piazza del Campidoglio, da cui si accede, dalla scalinata del Vignola.
Il Presidente della Fondazione Ducci, Paolo Ducci Ferraro di Castiglione con questo evento sottolinea il contributo degli oratori presenti in Sala per discutere delle prospettive di Israele e Palestina, in guerra
Roberto Gualtieri, Sindaco di Roma Capitale, ringrazia Il Presidente Paolo Ducci, saluta ed introduce al dibattito i relatori della conferenza: l’Onorevole Mustafa’ Barghouti, Presidente dell’iniziativa Nazionale Palestinese, l’Onorevole Shlomo Ben Ami ex ministro degli Esteri di Israele, Amb. Ferdinando Nelli Feroci Presidente dell’Istituto Affari Internazionali (IAI), Monsignor Vincenzo Paglia, Presidente della Pontificia Accademia della Vita,
Lucio Caracciolo Direttore della Rivista Limes, Presidente del Consiglio Scientifico della fondazione Ducci, insieme a Alan Friedman, giornalista, economista, Presidente onorario della fondazione Ducci, saranno i moderatori.
Il conflitto Israelo-Palestinese è molto complesso, ha origini remotissime.
Nasce da una questione apparentemente non difficile, da comprendere.
Due popolazioni rivendicano lo stesso territorio, accade una espulsione di insediamenti territoriali che viene ad allocarsi in un’area, oltre i confini delle due zone ed estende in questo modo il conflitto.
Si verifica una guerra, ed è indecifrabile. Sono stati versati fiumi di inchiostro ed innumerevoli ed autorevoli voci si sono elevate senza nessun ascolto.
Nessuno dei due combattenti è disposto a cedere.
Al momento non c’è una intermediazione di un processo di pace, qualsiasi offerta è stata rigettata.
Nessuno sa cosa ci sarà nel futuro prossimo.
Interessante dibattito tra i due Onorevoli, ai quali si aggiungeranno tutti gli altri interventi fino la conclusione dell’evento.
Paolo Ducci, presidente dell’omonima Fondazione ringrazia i relatori intervenuti, per i contributi dati e per i motivi di interesse all’incontro culturale per l’attuale crisi in Medio-Oriente, rivolti in questa occasione al numeroso pubblico presente, nella Sala della Promoteca del Campidoglio.
Dopo questo primo evento seguiranno altri contributi in argomento da parte dei relatori, per le prospettive di Israele e Palestina.
Israele ha una moltitudine di aree protette, bellezze naturali, tanti luoghi belli di interesse, con culture incredibilmente diverse. La Palestina ricca di storia di bellezze naturali ed artistiche uniche. Terre legate all’agricoltura.
E’ atteso il dialogo tra i due interlocutori, con i negoziati, a condizioni di reciproco rispetto, in armonia con i principi di buon governo e di amicizia tra i popoli
A cura di Claudia Polveroni Apn publisher per African People, rivista Silkstreet
La Giornata dell’Oriente
Il 5 giugno alle ore 16 ha inizio la giornata dell’Oriente, organizzata dalla rivista Silkstreetpress, molti gli astanti fra il pubblico, nella sala Italia dell’Unar in Roma.
Ad intrattenere gli ospiti, il concerto per piano del maestro Piero Marsili, che ha curato con pezzi liberamente tratti, da temi orientali, le tre sessioni.
Il secondo convegno sull’Oriente, dopo quello recente al Festival dell’Oriente.
Apre l’evento, il professor Bruno Grassetti.
Il professore B. Grassetti è un ingegnere impegnato nei suoi sessant’anni di attività lavorativa, caratterizzata anche da rapporti con la Cina, da parte del Governo italiano.
Il leitmotiv del convegno è una festa: un salotto, ed una palestra.
Salotto accogliente per l’evento culturale e palestra che allena le menti per pensieri, riflessioni e punti critici di un gruppo di studio per appassionati, nessuno escluso per chi vorrà cimentarsi con i propri contributi dai diciotto ai novanta anni, con una componente scientifica, storica e filologica, una fruizione per le nuove e future generazioni.
L’Oriente ricco di tradizioni millenarie, tramandazioni e storia ha un fascino ancora da conoscere e divulgare.
Non tutti sanno che il popolo cinese ha compiuto un allunaggio dall’altra parte della luna, quella che non si vede, in questi ultimi giorni. Un segno della avanguardia tecnologica.
FMI e BM danno alla Cina una posizione di leader, per l’economia a parità di potere di acquisto delle monete degli altri Stati.
Nel 1979 le Nazioni Unite, attraverso la costituzione di un fondo per la Scienza e per la Tecnologia decisero
che la Scienza e la Tecnologia non dovessero essere di solo appannaggio dell’Occidente ed inclusero l’Oriente per le strategie del futuro.
Il Professore Grassetti, ingegnere, ebbe un riconoscimento di un titolo nel 1983 e nell’anno 1984 si recò in Tientsin, ben quaranta anni orsono, nel piccolo territorio dove era anche presente anche l’Italia.
Rimanda questa trattazione ad una prossima volta per illustrare la concessione italiana a Tientsin.
Nel 1984 in questi territori vi erano praterie e il compito del professore si sarebbe dovuto svolgere in un ufficio costruito in una delle praterie.
La Cina competitiva nel campo informatico, tecnologico nella contesa con gli Stati Uniti.
Tecnologia, velocità, vettori influenti per la salute del pianeta che rasenta una crisi sull’orlo dei nervi.
Questo momento attuale comporta una lotta, alla drammatica conduzione della nostra esperienza sulla terra.
Dal pubblico il professor Romeo Ciminiello pone una questione dicendo che: “l’America: inventa e costruisce, la Cina copia a tutto spiano e l’Europa regola.
La Cina appartiene alla sua cultura storica e non sappiamo se anche questa sua ultima vicenda di allunaggio sia frutto di una azione di spionaggio”. L’ingegner Grassetti risponde che: “la Cina al momento non fa niente, studia le mosse dell’avversario. Punta alla zona nevralgica del nemico: il profitto”.
“Gravi sacche di povertà gravano sulla Cina che è ancora in un processo comunista” interviene il dottor Piero Musilli. “Il paese grazie al dollaro e all’euro si è risollevato” replica l’ingegnere.
“Gli Stati Uniti d’America si dice che abbiano un debito globale di più 30.000.000 milioni di dollari e pagano gli interessi alla Cina che se decidessero di non pagare più gli interessi alla Cina, spunterebbe un problema non da poco”. Conclude il dottor Piero Musilli. Dal pubblico c’è un’altra domanda in riferimento all’interruzione dei rapporti della via della seta. La Cina a fronte di questa chiusura avrebbe potuto essere con in mano i crediti dalla America e mettere la stessa in crisi. Interessante confronto dal pubblico di due tesi.
Il professore decide di fermarsi, per una pausa e di dare tempo al tempo, per riflettere sugli argomenti appannaggio programmatico per l’intero anno che verrà.
Prima di lasciarsi in anteprima per il prossimo incontro si discuterà sulla concessione italiana di Tientsin come già detto e della penetrazione della Cina in Africa.
Le note musicale del maestro di piano Piero Marsili ci permettono di resettare le menti, pronti all’ascolto delle prossime relazioni.
Interviene la dottoressa Alessandra DIgiovambattista, presentata dalla giornalista Emanuela Scarponi, autrice tra l’altro di un libro su: “Katmandu la Valle incantata”. Emanuela Scarponi si sofferma per l’interesse e lo studio che suscita l’Oriente, fonte inesauribile dalla quale attingere informazioni, culture usi e costumi.
Alessandra Digiovambattista pone in risalto l’azione pregevole di donne riunite in gruppo, nel Bangladesh con l’intento anche di dar luogo ad un ciclo produttivo economico.
Spicca il nome di Edmund Strother Phelps considerato capostipite dei neo keynesiani. Per la sua comprensione di modelli economici, strettamente legati, al territorio di appartenenza.
Premio Nobel della pace del 2006. Grazie alla sua spiegazione sulle relazioni tra gli effetti a breve e a lungo termine delle politiche economiche. Importante fare un passo indietro in questo momento e recuperare l’immagine di Ernst Friedrich Schumacher, nato in Germania nel 1911.
Schumaker studia in Inghilterra conosce i più importanti economisti. Durante il periodo critico della seconda guerra mondiale fugge dalla Germania e viene relegato in una fattoria in campagna in Inghilterra, lo possiamo considerare padre della green economy. Fautore del pensiero orientale ed inizia ad osservare la natura ed il territorio e come siano determinanti per l’economia. Il problema del vulnus dell’Occidente è: il profitto, con la pubblicazione del suo testo: “Piccolo e bello”, mette in risalto la carenza di rispetto considerazione e condivisione dell’ambiente.
Phelps studia in Occidente e diventa professore ed insegna economia in considerazione della sua formazione e si sente come un interprete sul palcoscenico. Torna sul suo territorio e cerca capire le persone che sono in estrema povertà.
Quarantadue persone cercano di avviare una attività economica, commerciale e non riuscendo a decollare, si rivolgono ai ricchi del paese, accade che si sentono strozzati dagli interessi.
Phelps li finanzia dopo un accordo con la banca riesce a riscattare i suoi clienti, persone povere che a fronte di piccole rate daranno, la restituzione del dovuto.
Phelps fonda una banca e costituisce un gruppo per accoglienza e solidarietà che fà fronte a chi per tempo non riuscirà a restituire la somma che gli era stata dovuta, chi di converso riuscirà a fronteggiare il debito potrà diventare socio bancario per condividere l‘utile. Phelps punta l’indice contro L’Occidente che alimenta la forbice tra ricchi e poveri. L’uomo sembra essere appiattito nelle sue risorse.
Phelps ha analizzato le donne del suo paese più capaci di fare gruppo sono più solidali e sono prudenti non buttano i soldi né al gioco né al vizio dell’alcool, per essere maggiormente autonome ed in condivisione.
Come può accadere che un economista sia stato insignito del premio Nobel in sintesi è: quel particolare senso di attenzione e cura del mondo circostante, della natura, del territorio.
Ciascun modello di appartenenza è di difficilissima esportazione, se funziona da una parte di una area territoriale non è provato che possa funzionare da altre parti.
Rispetto e tradizione degli altri paesi e non si possono impiantare industrie inquinanti e lasciare che i ragazzi siano da noi, per studiare ma fondare Università nei luoghi di provenienza di quei ragazzi che lasciano per forza maggiore la propria terra. Alcuni paesi sono seduti su risorse auree e questo è esempio di scarsa innovazione.
Phelps viene espulso dalla banca e all’inizio del 2024 viene messo in prigione per reato di evasione fiscale e mancanza di osservanza di regole lavorative. L’azienda vive e subisce nell’ambiente lo stesso esperimento che ha funzionato in Oriente in India, in Bangadlesh non è sicuro funzioni in Africa. La conoscenza del territorio è basilare per il controllo sociale, anche a livello di reputazione ognuno controlla se stesso e questo migliora l’economia.
Phelps ha basato il suo modello articolato su diciassette punti ed ha, accuratamente, studiato il fenomeno demografico.
Alessandra DIgiovambattista è stata, In un recente viaggio, in Arabia Saudita il nuovo Principe ha permesso alle ragazze di guidare l’auto, di frequentare l’Università. Con l’intento di restituire alle donne libertà e dignità, sapendo usare una normale diligenza e gradualità.
Segue la dottoressa Emanuela Irace, giornalista, con la sua relazione sui Curdi ha considerato il ruolo dominante, della donna Curda.
“Le radici Ebraiche nel pensiero di Kafka”, scritto da Giovanna Canzano chiude la rassegna del Convegno, per la giornata dell’Oriente del cinque giugno.
Comprendere le problematiche che Giovanna attraversa con il suo testo ci consente una visione più ampia del significato dell’esistenza per, Franz Kafka.
Luisa Gasparri illustra aspetti salienti dell’opera letteraria di F. Kafka analizzando alcuni passi, centro della narrazione.
Il termine kafkiano è un aggettivo che illumina il concetto di cui vogliamo parlare come il felliniano racchiude la comprensione della situazione alla quale, ci vogliamo riferire.
Kafka ha esplorato l’ansia e l’incomunicabilità dell’individuo nella società moderna, tuttavia non si discosta dal concetto di arte e natura. Attinge dalla cultura dell’Europa e dalle antiche radici della sua famiglia di origine ebraica e descrive nelle sue opere, l’epoca di un crollo delle grandi certezze.
Si riferisce all’ebraismo e si riferisce al sionismo. C’è un portato storico, ed è quello che dice parlando della nuova cabala è un qualcosa che abbraccia i caratteri dell’ebraismo.
Anche Thomas Mann scrittore decadente dove con: “Giuseppe e i suoi fratelli” estrapola un modo di riappropriarsi della spiritualità ebraica, senza sfiorare il sionismo.
Kafka non trova conforto nel Cristianesimo, il suo rapporto con l’ebraismo è molto fondato.
Ricordiamo che il rapporto con l’ebraismo è qualcosa di connesso con la cabala che dà luce in una situazione complicata che pervade l’animo umano.
La sua intransigenza ci lascia incredibilmente delusi, passi in cui si elencano una serie di fallimenti e come l’unico elemento salvifico sia: la scrittura, intesa come preghiera.
Lo spirito ebraico è capzioso, Dio: la distanza è incolmabile.
Il ponte del collegamento descritto in un racconto. Il ponte si gira, si rompe, cade e scopre la vulnerabilità innanzi all’inaccessibilità del divino. Non nel dormire, dove è impossibile scegliere Dio in comunione perché si è in stato di sonno.
Dan Larsen, poeta continua a parlarci del libro
Kafka viveva nella magica città di Praga, bagnata dal fiume Moldau.
Città imbibita di arte. Nel quartiere ebraico molti aneddoti, misteri e siti storici: piazza dell’orologio, ponte Carlo, la casa di Kafka. Lo scrittore, un tipo strano, frequentava i bordelli, conosceva i segreti di Praga e apprezzava tra i suoi interessi: gli indiani d’America.
La teoria della metamorfosi, parte interessante del libro.
Come nasce l’idea di organizzare eventi culturali da parte di Giovanna Canzano chiede D. Larsen.
Nel 1983 anniversario del centenario di Kafka, Giovanna ha organizzato un evento e da quel giorno ha tratto l’ispirazione per laurearsi con tesi di discussione con lo stesso titolo, del libro.
Alessandro Denti ci parla di un filosofo e di uno psicanalista, che avevano scritto su Kafka. Dopo che Luisa Gasparri ci ha parlato del mondo ebraico. Forse, si vedono persone che avvertono fastidio per l’elemento ebraico.
Oggi occorre recuperare questo ebraismo anche wallstreet ci rafforza in questo imprinting.
Se parliamo di cabala parliamo della via mistica, l’idea della riconquista del tempo. La Cabala centra molto con libro di Giovanna.
Alessandro Denti con vivace interpretazione trova qualcosa in comune con l’autore, Mordecai G. Langer che scrisse: “Le nove porte. I segreti del chassidismo”.
Il testo ambientato fra le atmosfere della Francia del Nord ed il caldo afoso di Panama, ci consente di addentrarci nel buio e chiaro regno dei chassidim, nucleo di quell’universo disperso.
Dal particolare mondo occluso ed anacronistico delle comunità chassidiche nelle gelide pianure orientali, non si eleverà più un suono.
Termina qui, il convegno della Giornata dell’Oriente del 5 giugno 2024.
A cura di Claudia Polveroni Apn Publisher per African People news, rivista Silkstreet.
ROMA.-Un gruppo di organizzazioni e dirigenti culturali, composto da domenicani residenti in Italia, ha chiesto al presidente Luis Abinader che la Casa della Cultura Dominicana, promessa durante la sua visita in quella nazione, venga realizzata a Roma, capitale di quella nazione, a causa che il luogo non è mai stato specificato.
I responsabili culturali Rita Valenzuela, Osvaldo Jiménez, Manuel Ortiz Santana, comprendono che Roma è la città ideale per la sede di questa importante opera, dopo aver affermato che potrebbe avere diverse giustificazioni strategiche e culturali che potrebbero avvantaggiare sia la Repubblica Dominicana che l'Italia.
“Roma è l’unica capitale al mondo dove risiedono più di 70 Istituti di Cultura Straniera. In seguito al Grand Tour sorsero le sedi degli Istituti e delle Accademie di molti paesi del mondo con residenze prestigiose e imponenti.
“È proprio dove la cultura dei popoli vicini e lontani dall’Italia è costantemente rappresentata attraverso biblioteche, congressi, convegni e incontri di accademici stranieri e locali, rappresentazioni teatrali, concerti”. ha dichiarato Rita Valenzuela, che ha presentato la richiesta al Presidente Abinader durante la sua visita in quella nazione.
I promotori culturali sostengono che avere una Casa della Cultura Dominicana a Roma consentirebbe alla Repubblica Dominicana di proiettare e promuovere la sua cultura, storia e tradizioni su un palcoscenico internazionale.
Un altro vantaggio e vantaggio che i promotori sottolineano è che una Casa della Cultura a Roma potrebbe fungere da finestra per il turismo dominicano, promuovendo il paese come destinazione attraente per gli italiani e gli altri europei che visitano Roma e ciò aiuterebbe anche a rafforzare i legami tra i Repubblica Dominicana e Italia, facilitando lo scambio culturale, educativo e artistico tra i due paesi.
La richiesta arriva dalle organizzazioni Tempo delle Donne, Domext, Yo Soy Domi, Dominicanos de Pura Sepa, Los Reales de Roma, Los Cerveces, Corro Dom, Comunità Cattolica Domenicana di Roma, Las Guerreras de Fè, Las Siguas Palmeras, Oltre il Pregiudizio , Raice RD, i cui gestori organizzano gli eventi più importanti in Italia.
Ieri domenica 2 giugno dell’anno corrente, negli ambienti adiacenti la Chiesa di Sant’Angela Merici nella omonima via si è tenuta la mostra fotografica di Alessio Paciorri.
“Vieni a scoprire le meraviglie del MASAI MARA”.
Di meraviglie si tratta, un reportage fotografico che immortala nello scatto bellissimi esemplari di animali, che vivono in un range nazionale in Kenya, riserva faunistica di Masai Mara, nella parte sud-occidentale. Prende il nome del popolo Masai.
Alessio Paciorri, al ritorno da un viaggio recente, in Kenya ha voluto regalarci la sua esperienza, con video e bellissime fotografie per renderci partecipi del suo interesse che segue da anni.
L’allestimento fotografico al centro della sala riunisce in un rettangolo ben visibili nello spazio interno ed esterno, foto di dimensioni 70x50.
Si rimane colpiti dall’espressioni per nulla aggressive dei grandi felini addirittura un cucciolo sembra come sorridente. Non sono solo ritratti leoni, leonesse ghepardi leopardi, splendide giraffe, bufalo nero e paesaggi naturali.
Questi animali protetti dagli assalti dei bracconieri vivono adattandosi all’habitat, quello della prateria africana, in cui si trovano in modo naturale pur conservando le caratteristiche di appartenenza non attaccano l’uomo.
Il reportage fotografico nella splendida cornice della sala grande, con ad un lato musica e canzoni di repertorio, allieta il continuo affluire dei visitatori.
Le foto evidenziamo la sobrietà dei movimenti il leone con gli occhi dorati e la criniera al vento, la tenerezza del ghepardo con il suo cucciolo, la grazia delle giraffe, il bufalo nero che si nutre di erba, con la loro forza e bellezza comunicano emozioni anche a sguardi fugaci.
La musica si interrompe e gli astanti possono osservare il video e scene di comportamento quotidiano di altre specie.
Se pensiamo alla cattura ed alla mercificazione degli animali ed alla loro strenua difesa nella sopravvivenza non dobbiamo che rallegrarci che esistano persone che hanno saputo anche coniugare un aspetto di vita che migliori le condizioni di esistenza del nostro pianeta.
Ammirare queste foto è il segno di non arrendevolezza, di originarietà e di originalità di altri esseri viventi.
A cura di Claudia Polveroni Apn Publisher
5 giugno ore 16 CINA con
Bruno Grassetti, Emanuela Irace, Alessandra Di Giovambattista e
Giovanna Canzano.
musica di Piero Marsili
per i soci apn
si organizzano corsi di italiano, inglese, francese, spagnolo, corso di storia dell'arte, alimentazione
per info coordinatore: Claudia 3334139232
Ancora una volta serata interessantissima al Ghione, antico teatro del centro di Roma, dove oltre alle simpatiche commedie vengono presentati personaggi del passato con le loro eccellenti storie e trascorsi. “Sinatra“ the Man and His Music“. È lo spettacolo tra i migliori di questa stagione. La storia di Francis Albert Sinatra è da tutti conosciuta, egli nacque nel New Jersey nel dicembre del 1915. Ed è proprio con questo commovente racconto che ha inizio lo spettacolo. Il nostro artista Gianluca guidi percorre un vero e proprio viaggio in ricordo ed in onore del celebre “Frank“ come tutti lo conosciamo e lo ricordiamo. Una carrellata di sue canzoni, le più romantiche, le più affascinanti, grazie alla sua voce sensuale e romantica, attraverso le quali si è fatto conoscere ed ammirare in ogni parte del mondo, soprattutto in Europa e in America. Tra musiche e canzoni il nostro incantevole Gianluca ha raccontato e ricordato gli aneddoti sulla vita di Sinatra, una sua amicizia con Kennedy, i suoi grandi amori tra cui quello con la grande Ava Gardner, la sua immensa simpatia per l’Italia, da cui le sue origini. Proprio in questo spettacolo Gianluca Guidi ha dimostrato la sua eccellente preparazione, la sua voce così sensuale, molto somigliante al papà Johnny Dorelli. Ha contribuito al ricordo di Sinatra. In questo viaggio meraviglioso perché era giusto e doveroso ricordarlo a più di un secolo dalla sua scomparsa. Bravissimi anche i tre famosi progettisti che lo hanno accompagnato rendendo lo spettacolo completo ed interessante.
MARIA PAOLA SANTOPINTO
Maria PaolaSantopinto
RADIO N
RADIO NEWS
AFRICANPEOPLE ONG
presenta
giovedì 2 maggio 2024
ore 10,00
Contrasto al femminicidio.
Viaggio nel tempo alla scoperta della condizione della donna nella società: comunicazione per immagini.
L'evento avrà luogo giovedì 2 maggio 2024 a Roma in Via Quattro Novembre, 149, presso Spazio Europa, gestito dall'Ufficio del Parlamento europeo in Italia e dalla Rappresentanza in Italia della Commissione europea".
Programma
10,00-13,00
Saluti istituzionali della rappresentanza del Parlamento e della Commissione europea in Italia.
Emanuela Scarponi, presenta la ONG AfricanPeople.
Lily Scarponi, ingegnera e ricercatrice in ambito di pianificazione urbana: “Decostruire gli spazi della violenza di genere”.
Emanuela Del Zompo, giornalista e regista, presentazione del fumetto e del cortometraggio La leggenda di Kaira, comunicazione per immagini.
Prof.ssa Katia Ranieri: La situazione della donna nel Maghreb.
Emanuela Irace, giornalista, “Femminismo curdo contro la violenza di genere”.
Annalisa Avagliano, avvocato. “Il diritto delle donne”.
Valeria Fatone, giornalista professionista: autrice del libro”Il matrimonio, un lavoro come un altro”, edito da Albatros:
“Il sessismo del revenge porn: l'ennesima violenza sulle donne”.
MOSTRA fotografica dei personaggi del fumetto
“La leggenda di Kaira, personificati da attori famosi”.
Buffet R.S.V.P. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
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