Festival della diplomazia

Scriviamo di Cina : incontro con gli autori Antonio Malaschini, Marco Lupis 22 ott 2019
 
 

 Recensione di Emanuela Scarponi

Lo scorso 22 Ottobre, nell’ambito della 10° edizione del “Festival della diplomazia”, organizzato dalla “Rubbettino Editore”, si è svolto l’incontro intitolato “Scriviamo di Cina: incontro con gli autori”.

In particolare, nella cornice della Sala Italia presso la sede dell’ “UNAR” (Unione Associazioni Regionali di Roma e del Lazio) e promossa dall’ “Associazione dei Piemontesi a Roma” in via Aldrovandi, sono intervenuti Antonio Malaschini e Marco Lupis, autori rispettivamente dei volumi “Come si governa la Cina – Le istituzioni della Repubblica Popolare Cinese” ed “I cannibali di Mao – La nuova Cina alla conquista del mondo”.

Moderati dal noto economista e sinologo Romeo Orlandi, vice presidente di “Osservatorio Asia”, gli autori hanno dato vita ad un incontro che ha permesso di approfondire da punti di vista assai diversi l’attualità cinese nelle sue dinamiche politiche, economiche e culturali.

Se infatti da una parte Malaschini ha privilegiato attraverso il suo lavoro un approccio alla conoscenza della cultura cinese basato prioritariamente sugli aspetti “strutturali” del sistema organizzativo politico cinese, Lupis ha invece percorso la direzione della conoscenza “on the road” (“sulla strada” come dallo stesso sottolineato).

D’altra parte Malaschini ha mantenuto un approccio degno di una conoscenza assai approfondita della materia “tecnica” organizzativa, economica e giuridica, maturata sin dalla formazione culturale e dalla pluridecennale attività, ai più alti livelli, presso le nostre istituzioni, mentre Marco Lupis ha tenuto l’approccio giornalistico che lo caratterizza da sempre nella sua attività di corrispondente ed inviato speciale per conto delle più importanti testate giornalistiche italiane.

Di certo colpisce la conoscenza dettagliata dei sistemi istituzionale e partitico cinesi descritti nel testo da Malaschini, che analizza non solo l’evoluzione storica recente della Cina moderna (dalla generazione di Mao a quella di Xi, passando per Deng, Jiang Zemin ed Hu Jintau), ma anche e soprattutto l’attuale funzionamento del potere reale che controlla ogni aspetto della vita cinese. Un’analisi dei parallelismi e delle connessioni tra la struttura del partito comunista e quella dell’Istituzione, nell’ottica di una sovrapposizione che consente la gestione diretta dell’economia, della finanza, della cultura, dello sviluppo e comunque di ogni aspetto organizzativo del paese da parte del Comitato centrale.

Una organizzazione fortemente verticistica oggi impersonata da Xi che, attraverso la selezione dei gruppi dirigenti (certamente caratterizzati dalla assoluta ortodossia al pensiero dominante, ma anche da specifiche competenze) e l’azione di gruppi ristretti di guida e dipartimenti organizzativi con speciali poteri, controlla i risultati soprattutto economici e ne guida lo sviluppo.

Il tutto, come sottolineato dall’autore, nell’ottica di un pensiero che affonda le proprie radici nel confucianesimo e che si contrappone indiscutibilmente alle origini occidentali basate sulla “democrazia” greca classica. In altre parole, una logica che vede prevalere gli interessi del gruppo d’appartenenza rispetto a quelli individuali e che predilige i risultati (“output”) rispetto ai processi.

L’autore non dà conclusioni in merito ad un eventuale modello da confrontare; si sofferma solo sul termine “autoritarismo”, che certamente continua a contraddistinguere la Cina oggi, pur nella consapevolezza di un’evoluzione che sta permettendo a milioni di persone di affrancarsi dalla loro condizione di povertà assoluta.

Ed ancora non affronta il problema del futuro della Cina che, secondo le previsioni di molti, dovrà certamente fare i conti con i diritti politici, civili, economici e sociali. Forse nel solco dell’antica tradizione.

Concludendo, un lavoro di notevole spessore che, impostato su solide basi “tecniche” che evidenziano l’estrema competenza specifica dell’autore, si pone sempre all’interno di una linea di pensiero culturale, storica e filosofica, che permette di descrivere lo sviluppo cinese secondo un’analisi complessivamente ampia ed un taglio certamente “colto”.

 

Del tutto capovolto l’approccio di Lupis che, attraverso l’esperienza diretta vissuta per anni in Cina (ma anche in molte altre parti del mondo), cita evidenze narrate da un tipico giornalismo di cronaca riferito ai cambiamenti ravvisati dal 1975 ad oggi ed ai confronti con la cultura cristiana.

Lupis si sofferma sul problema di un’espansione militare violenta, che non ritiene però tipica della cultura cinese, caratterizzata invece da metodi espansivi soprattutto economici ispirati da “calma e pazienza”. Con il metodo del “prenditi tempo e nascondi la tua forza” la Cina è infatti già penetrata commercialmente in Africa e si appresta a consolidare la propria economia in Europa attraverso la nuova “via della seta”.

Nella parte finale dell’incontro, il moderatore ha introdotto la questione chiave oggi forse più dibattuta, ovvero se nel modello cinese, emerso tra la fine del modello socialista reale e la grave crisi che attanaglia il capitalismo liberista, è possibile individuare una “terza via” che garantisca uno sviluppo economico ed una ricchezza sociale diffusa, pur nella limitazione delle libertà e dei diritti individuali e ed in generale della partecipazione democratica.

Gli autori, pur nel ritenere impossibile nelle condizioni attuali, per l’occidente, condividere uno sviluppo sulla base del modello cinese (nessun occidentale rinuncerebbe ai diritti acquisiti grazie all’adozione dei principi tradizionalmente democratici), modello di cui peraltro si cominciano ad evidenziare incrinature sempre più evidenti, hanno comunque convenuto sull’innegabilità dei risultati economici raggiunti conseguenza dell’efficienza dei metodi organizzativi adottati in Cina.

Rimandando i lettori a prossimi convegni, ricordo che la “Silk Street press” (di APN publisher-UNAR) ha patrocinato l'evento.

Emanuela Scarponi

 

 

 

ORLANDI. Signori, buonasera benvenuti in questo splendido setting alla presentazione di due libri. Il mio nome è Romeo Orlandi. Ho il compito di presentare i libri di due persone molto più conosciute, importanti e valide di me che hanno scritto due eccelenti libri sulla Cina che questa sera portiamo alla vostra attenzione.

Alla mia destra Antonio Malaschini: come direbbero gli statunitensi a man who needs no introduction tante sono le sue cariche ricoperte (da consigliere di Stato a segretario generale del Senato a consulente dei ministri, oltre che alla sua fama di intellettuale che scrittore oltre che costituzionalista).

Alla mia sinistra Marco Lupis,  una persona che ha vissuto ad Hong Kong, tra il resoconto della sua attività professionale e quello più intimo ed affettuso della sua famiglia che si è moltiplicata in Oriente.

 

Dopo l'introduzione lascerò la parola ai descrittori, dopo di che lasceremo un po' di spazio anche per domande.

Sono due libri estremamente diversi per l'argomento che trattano che è ovviamente la Cina completamente diversi ma complementari.

Il libro di Malaschini ci dà un quadro articolato, preciso, organico e strutturato della dimensione politica ed istituzionale della Cina, che fa giustizia di una serie di luoghi comuni che alimentano la conoscenza di questo Paese che nonostante sia la seconda economia al mondo, uno dei Paesi più grandi, un Paese che  domina le leggende internazionali insieme agli Stati uniti, è ancora incredibilmente poco conosciuto in Italia. E ci dà uno spaccato della vita politica ed istituzionale cinese ripercorrendo prima la parte più squisitamente storica dell'evoluzione della Cina e poi quella più formalmente costituzionale, per cui leggendo questo libro vediamo gli appuntamenti storici che hanno composto la storia moderna e contemporanea della Cina, dalla fondazione dell'Impero cinese nel 221 a.c., dal primo imperatore Qin Shi Huang o Qin, dall'opera di Confucio che si contrappone - ci dice l'autore - all'opera dei legisti o dei legalisti.

Confucio - come ricordo a me stesso - introduceva soprattutto il concetto di norma, il concetto di consuetudine, di armonia mentre i legisti erano più radicali nell'affermazione della legge perché sostenevano che l'indole umana fosse sostanzialmente cattiva e dunque da regolare, reprimere e talvolta da condannare.

Attraverso questa tra legisti e confuciani si arriva al rifiuto della Cina di intercettare la modernità della Rivoluzione Industriale portata da una missione famosa del re Giorgio III di Inghilterra che aveva affidato all'ammiraglio Maccartney la possibilità della prima missione commerciale in Cina che i britannici pensavano nel 1793 fosse il più grande mercato del mondo e da quel giorno lo sentiamo ripetere costantemente.

E l'imperatore Qianlong invece rifiutò questa opportunità ed in un regime autocratico sinocentrico e voluto condannò la Cina stessa a decenni di stagnazione e arretratezza.

E poi il percorso si dipana attraverso gli avvenimenti più recenti, della guerra dell'oppio, della conquista britannica e semicoloniale, del passaggio di Hong Kong alla corona britannica, al declino dell'impero, alla Repubblica nazionalista fino all'affermazione - è il settantesimo anniversario - la proclamazione della Repubblica Popolare Cinese da parte di Mao Zedong e la presa del potere da parte del partito comunista, che mette in fuga i nazionalisti a Taiwan.

All'interno di questi 70 anni di Repubblica popolare cinese, abbiamo 5 o 6 passaggi costituzionali, cioè la Costituzione si adegua alla variazione del momento politico.

E qui interviene un pezzo straordinario del libro, che finalmente smentisce questo luogo comune, banale e consolidato, che in Cina ci  sia una sovrapposizione anche formale tra Stato, partito ed il governo che di fatto è così.  Xi Jinping è l'uomo più potente del Paese ed è anche Presidente della Repubblica e anche presidente della commissione militare, ma le  funzioni nella struttura ed architettura istituzionale sono divise.

In Cina c'è il Comitato per le elezioni costituzionali, Consiglio di Stato,  c'è la magistratura e l'esercito, c'è l'assemblea nazionale del Popolo, l'equivalente del nostro Parlamento che si riunisce ogni anno una volta sola l'anno ma che ha un comitato permanente. 

Quindi la struttura e l'equilibrio dei poteri anche se formalmente più che sostanzialmente sono garantiti. E in più alcune parti soprattutto quelle che si riferiscono alla tutela dei diritti umani - ci dice il prof. Malaschini - non sono lontane dalle affermazioni talvolta non dalla pratica di quelle delle Costituzioni occidentali.

Per cui  leggere questo libro è una finestra aperta oltre che iniezione di intelligenza: si capisce molto meglio perché le cose vanno in un certo modo in quel Paese e che la struttura organizzativa istituzionale è quella di un Paese che si porta dietro 5000 anni di sotria.

Alcuni secoli sono stati sonnolenti; alcuni altri sono stati un po' più svegli. Adesso sicuramente l'epoca della Cina dei record della rottura di ogni ordine mondiale prima della Cina stessa.

 

Lo vediamo anche nell'altro libro che dietro l'apparente innocenza dei rapporti giornalistici ci dice come è la Cina di oggi e la Cina dei 25 anni dei 30 anni nei quali Marco Lupis è stato in Cina, soprattutto ad Hong Kong. ha vissuto 2 anni a Pechino quando ci stava la sars nel 2003, strano che non ci siamo visti. Abbiamo vissuto entrambi questa esperienza che definire straordinaria significa dire una cosa fuori dall'ordinario e ci dà un quadro allarmante della Cina.

Come tutti i bravi giornalisti va in cerca di notizia che fanno notizia e in Cina le notizie che fanno notizia ve ne sono a iosa.

Marco ha ripercorso in pochi anni 70 anni di Repubblica Popolare Cinese. Quindi ci ricorda nel libro il grande balzo in avanti che ha fatto. D'altra parte il titolo di questo libro è un po' spiazzante: i cannibali di Mao.  Magari uno potrebbe pensare che c'è qualcuno che ha cannibalizzato Mao, nel senso dell'informatica.

Qui si tratta di antropofagia: durante il grande balzo in avanti - Marco lo riporta con cognizione di causa - ci sono stati dei fenomeni di cannibalismo dovuti al fallimento del grande balzo in avanti del 1958-'60 con una carestia straordinaria, con calcoli economici fatti male, gli altiforni che producevano acciao inservibile che ha portato una crisi economica spaventosa, una mancanza di tutto nelle campagne e ci sono stati anche dei casi di cannibalismo.  

L'elenco dei cahier de doléances continua.  Mancanza di diritti umani, la rivoluzione culturale ,animata da un fanatismo ideologico che non conosceva limiti, vedi  i campi di rieducazione dove venivano messi i dissidenti; legare Hong Kong alla volontà di Pechino. Insomma Marco andava a caccia di cose che non funzionano.

 Comunque ne evince un dinamismo che può provocare ammirazione ma anche timore e talvolta sdegno: tutto questo afferisce alla possibilità che un giorno vicino o lontano tutti quanti possiamo rimandare un po' Cina, un po' più cinesi. Per cui l'idea che cimossa essere un modello da imitare lo preoccupa: fino a che punto nel panorama internazionale ha delle ripercussioni sul nostro stile di vita?

Alcuni sostengono che già chiudiamo le fabbriche per colpa dei cinesi e poi forse saremo costretti a fare gli orari di lavoro simili a loro.

Intervento di Antonio Malaschini

Antonio Malaschini.  Grazie per la troppo generosa presentazione.  

Entro subito nel merito della questione.

Il mio libro si chiama "Come si governa la Cina" che non è una esortazione ma vuole essere una descrizione naturalmente. A questa domanda normalmente si risponde sempre: in Cina governa il partito, è stato ricordato. È semplicemente questo però uno spostare la domanda. Perché non ci si chiede allora come si governa il partito, quali sono i rapporti interni al partito, i rapporti del partito con le istituzioni; e quindi bisogna di nuovo riesaminare la situazione.

Una premessa: quando noi parliamo di Cina - sono il primo a farlo - ci portiamo dietro un bagaglio culturale fatto di 2,3000 anni di esperienza politologica, sociale, culturale e così via.

La Cina - è stato ricordato -  è un grande Paese, è un Paese con una tradizione più che millenaria, probabilmente precedente alla nostra, specialmente in alcuni aspetti dell'organizzazione dello Stato.

I nostri concetti quindi vanno visti con una certa cautela e non possono essere rapportati immediatamente all'esperienza cinese.

Faccio soltanto un esempio del tutto evidente: la Cina non è un Paese democratico. È vero. Ma allora dobbiamo esaminare un concetto di democrazia che nasce in Grecia, si applica in Grecia con Pericle per non più di 20, 30 anni; scompare,  va sotterraneo a parte qualche illuminato autore; riappare verso la fine del Settecento in circoli ristrettissimi in Gran Bretagna; riappare dopo la Rivoluzione francese dell'800 in Occidente; riappare verso la seconda metà dell'800.

Da noi non dimentichiamo che dal '47 esiste il suffragio universale e che viene applicato.

E non dimentichiamo altresì che la democrazia non è soltanto il sistema elettorale, il voto, l'eguaglianza dei cittadini davanti all'espressione del voto: la democrazia è la separazione dei poteri, il controllo dei poteri l'uno con l'altro, la libertà personale, libertà di stampa, la libertà economica.

Sono tutta una serie di cose che però sono il frutto della elaborazione occidentale del modello politico nel quale viviamo per cui quando si dice che in Cina non c'è la democrazia, è verissimo; in Cina non c'è democrazia. Ci sono altre cose.

L'errore - come diceva Napoleone - di portare la democrazia con le baionette negli altri Paesi va evitato. L'hanno fatto anche recenti presidenti americani, francesi e così via.

Dobbiamo renderci conto che il modello culturale cinese, come modello asiatico, di Hong Kong, il modello di Singapore, il modello giapponese, in parte il modello indiano partono da presupposti assolutamente diversi.

È stato prima citato Confucio. Non è banale fare riferimento a Confucio quando si parla di Cina.

Tutti lo fanno ma hanno una ragione. Il Confucianesimo è la base di quelli che sono i cosiddetti valori asiatici. Di essi se ne è riparlato verso la fine del Novecento, nel momento in cui si voleva caratterizzare l'impulso delle tigri asiatiche, tra le quali veniva annoverata anche la Cina, stavano dando alla loro economia.

Quali sono i valori asiatici allora? Innanzitutto la subordinazione degli interessi individuali al gruppo di appartenenza.

Non voglio dare giudizi, specialmente di valore morale politici o culturali - è così - accompagnati - sto leggendo una parte del libro - dalla disciplina, dal rispetto delle gerarchie familiari e sociali, dalla spinta al proprio miglioramento in campo educativo e professionale, dalla ricerca dell'eccellenza nella sovranità, nel prevalere dei diritti rispetto ai doveri.

Anche qui non voglio dare un giudizio e quindi dare un rapporto diverso con l'autorità rispetto al prevalere dei valori individuali che tutta la nostra cultura - dalla Grecia a Roma al Cristianesimo all'individualismo, al liberalismo - hanno sempre considerato come il punto di riferimento nell'analisi dei problemi politici, sociali, politici.  

In Cina - potremmo discutere ore su questo  - l'individuo è subordinato alle gruppo. E questo spiega anche la delicatezza con la quale vanno applicati i concetti di libertà, uguaglianza e democrazia nell'analizzare - non dico giudicare - i problemi cinesi.

Qual è il criterio allora di "giudizio" ? E anticipo le conclusioni del libro altrimenti starei a parlare per ore...

Il giudizio sull'esperienza cinese e asiatica nasce da un concetto sviluppato anch'esso in Occidente. L'output come autolegittimazione.

La legittimazione del sistema politico deriva dal suo output, dai suoi risultati, da quello che produce per il cittadino.

E allora questi autori dicono: non possiamo giudicare la Cina in base a criteri del processo democratico - metodo con il quale io raggiungo certi risultati ma in base ai risultati stessi - tralasciando - e anche qua potremmo andare molto avanti - poi l'evidente critica al criterio basato sull'output: quando questo output non c'è più, come cambio questo output ?

In Occidente diciamo che eleggo qualcuno diverso. In Cina questo non accade.

Però non dimentichiamo le radici culturali profondamente diverse che i nostri metri di giudizio debbono tener conto quando esaminano una realtà come quella della Cina.

Abbiamo detto: benissimo in Cina comanda il partito. La visione che si ha del partito è del monolite; una struttura talmente forte da riuscire ad imporsi su tutto, sulle istituzioni - formalmente è esatto - diverse da quelle del partito. Esiste una Costituzione del Paese ed esiste una Costituzione del partito. Formalmente sono assolutamente diverse.  

Il partito in Cina non è una struttura monolitica ma non lo è esistita in tutta la storia dei partiti.

Lo dimostra per la Cina proprio il susseguirsi dei contrasti, delle lotte, dei massacri. Ce ne parlerà tra poco Lupis.

La struttura del partito si differenzia per diverse ragioni: la prima è che nel partito sono molto più forti che da noi le ripartizioni dovute alle generazioni che si succedono nel partito, che non è soltanto un fatto di età; è  che ogni generazione è portatrice di una propria visione della politica, del benessere sociale, degli obiettivi da raggiungere e cerca comprensibilmente di trasmettere questa propria visione agli altri, a quelli che verranno dopo di loro.

Normalmente - non ve le sto ad elencare - si dice che in Cina sono presenti 5 generazioni. La prima generazione è quella di Mao, poi quella di Deng, la più importante probabilmente è la terza generazione degli ingegneri - chiamiamoli così - che dopo Deng, hanno consentito per molti anni al segretario del partito Jiang Zemin dal 1989 al 2002, di realizzare quello che viene chiamato il miracolo economico cinese.

Le generazioni successive sono quelle di Hu Jintao che all'inizio seguiva il processo di modernizzazione di Deng che successivamente ha affievolito questa sua spinta per andare verso quella che con Xi Jinping è di nuovo una generazione - è un eufemismo - fortemente autoritaria e che negli ultimi anni dopo il Congresso del 2017 ha accentuato questi suoi caratteri di governo fortemente autoritari. L'importanza delle generazioni della politica del partito cinese è dimostrata dall'esistenza per un certo numero di anni di una cosa che veniva chiamata "Commissione centrale di consultazione", di cui facevano parte i vecchi dirigenti del partito, vecchi dirigenti non rottamati ma che nelle conferenze annuali che in genere precedevano durante l'estate i congressi del partito, le riunioni dell'assemblea Nazionale e così via avevano una influenza assoluta nella definizione delle politiche e nella scelta di coloro che le politiche avrebbe portato avanti.

Non c'è più la Commissione centrale di consultazione ma l'influenza degli anziani nel partito è ancora assai forte. Accanto a questa divisione, la divisione all'interno del partito di cui si parla più frequentemente è quella tra i cosiddetti princìpini e la lega della gioventù comunista. I principini sono considerati - nella terminologia  normale - i figli della dirigenza del partito ma non è soltanto un fatto dinastico; è che la dirigenza del partito finora ha sempre rappresentato le province più avanzate, delle province della costa, dell'Est; là si è sviluppato il partito negli anni '20, si è sviluppato negli anni '30, la lunga marcia ha avuto luogo da quelle parti, gli sviluppi economici sono sviluppati là.

Quindi si tratta non soltanto più di dinastia ma di radicamento sociale, politico e culturale molto forte che chiaramente privilegia chi succede alle diverse cariche del partito.

A questa si contrappone la lega della gioventù comunista che è diffusa - diversamente dalla componente che abbiamo esaminato finora -  di essa fanno parte circa 90 milioni di persone.

I ragazzi cinesi tra i 14 ed i 28 anni hanno quasi il dovere di provare ad iscriversi alla lega.

Non è un percorso facile, come non è facile il processo vedremo tra brevissimo di iscrizione al partito. Anche su questo non mi voglio soffermare ma è un canale della formazione della classe dirigente estremamente interessante.

Oltre questo ci sono altre caratteristiche che non danno del Partito una visione  democratica. È evidente che province è più sviluppate come quelle costiere avranno problemi diversi dalle province dell'interno per cui sotto un profilo di politica economica, finanziaria, dell'assistenza, ci saranno gruppi diversi di pressione interni che fanno riferimento alle province; esse sono fatte da 400 milioni di persone, quindi è un concetto che ha una sua forza di rappresentanza.

 Poi all'interno del partito le forze fanno riferimento alla burocrazia, alle aziende di Stato, quindi è un concetto che ha una sua forza di rappresentanza. C'è la componente ideologica naturalmente tra chi è più favorevole ad un'apertura economica e chi invece vuole - come sta accadendo nell'ultimo periodo - ribadire l'importanza della componente e della guida ideologica anche sullo sviluppo economico e poi c'è la componente dell'esercito.

I dati statistici sono assai interessanti: tra le varie componenti dell'assemblea nazionale e del partito l'esercito ha diritto ad un numero di rappresentanti assolutamente sproporzionato rispetto alla componente complessiva, ancora superiore a quello della più grande delle province dell'assemblea nazionale, il che dà all'esercito una luce molto forte all'interno della struttura di governo cinese.

Anche su questo devo correre: come si diventa membri del partito? E' un processo di fortissima selezione, specialmente nell'ultimo periodo. Normalmente vengono accolte le domande di uno su dieci. Il processo inizia con una richiesta presentata nel proprio luogo di lavoro, di studio, nelle proprie ripartizioni territoriali; deve essere presentata da due persone, accompagnata da una relazione. C'è uno scrutinio lunghissimo che coinvolge i propri familiari, colleghi di lavoro, i superiori, portato avanti sia dalla struttura di partito alla quale scrivere collettivamente. C'è poi un assessment fatto collettivamente, se lo si supera c'è un anno di prova. Al termine dell'anno di prova c'è un ulteriore accertamento un'ulteriore un momento di confronto assai difficile perché vengono esaminati insieme, in un'unica riunione, tutti i potenziali candidati: quindi mors tua vita mea.

Si cerca di mettere in evidenza i punti deboli della candidatura dell'uno e dell'altro soggetto; quindi certamente c'è un giudizio basato - lo do per scontato - sulla conformità ideologica di chi vuol essere iscritto al partito alla corrente linea del partito. Mi preme sottolineare che è assai importante anche il criterio di valutazione dei meriti della persona.

Soltanto per trattare il senso di questa affermazione dopo l'ultimo congresso del partito ai nuovi iscritti il 42,8 per cento degli iscritti aveva un diploma o una laurea e grandissima parte degli iscritti - anche qua oltre il 40%  - era composto di giovani al di sotto dei 35 anni. Quindi è un sistema che riesce ad intercettare le eccellenze che si conformano ad un certo modo di vedere la politica.

E allora qual è il rapporto di questa struttura così forte con lo Stato, con le istituzioni che - ripeto - essitono ?

Io non parlo ma è tutto un processo ben articolato a livello centrale: Governo, la magistratura e la Procura Generale e così via.

E' un rapporto che inizialmente si poteva definire un rapporto di controllo,  successivamente un rapporto di parallelismo; attualmente è l'ultimo discorso Xi Iinping   è quasi un discorso di integrazione.  

Faccio un esempio perché spiegare la realtà cinese in 10 minuti è un pochino complicato.

 Il partito attraverso il comitato centrale ha una serie di strutture del partito presiedute dal comitato centrale che sono esattamente parallele - parallelismo di cui parlavo prima - alle corrispondenti strutture di governo.

 Adesso soltanto brevemente come si chiamano alcune strutture.

Alcune commissioni del comitato centrale, parallele ad alcuni campi di intervento normali per noi dello Stato: tutte queste commissioni sono presiedute da Xi Jinping, il vicepresidente di tutte queste commissioni è Li Keqiang che è Presidente del Consiglio ed è il vice di Xi Jinping.

Abbiamo una commissione per la finanza e l'economia, una commissione per gli affari esteri, una commissione per la sicurezza nazionale, cyber security e informatizzazione, una commissione per l'integrazione del settore militare e quello civile; una commissione del controllo contabile, una commissione delle riforme - se n'è fatto riferimento poco fa - che è il vero motore della ispirazione della politica cinese in tutti i settori.

Tutte queste commissioni sono presiedute da Xi Jinping, sono parallele a grandi settori di sviluppo e di articolazione dello Stato e prevalgono nel modo più assoluto.

Per dimostrare questa prevalenza riporto soltanto un esempio:  c'è un altro dipartimento-organizzazione del partito - anche qua nominato dal comitato centrale preceduto da esponenti autorevoli del partito, che si chiama dipartimento organizzazione.

Una ricerca del Financial Times qualche anno fa sul la struttura del partito - ha precisato che negli Stati Uniti un equivalente del Dipartimento di organizzazione - inizia la citazione - sovrintenderebbe alla nomina dei governatori e dei deputati di tutti i singoli stati, sindaci nelle maggiori città, dei capi dell'agenzia di regolazione - dalla Consob all'antitrust, della dirigenza di società come General electric e delle 50 restanti maggiori società, giudici della Corte suprema, degli editori del New York Times, Washington journal, tante volte giornale Washington Post e dei presidenti dell'università di Yale, Harvard, delle altre maggiori dei responsabili di fondazione Brook execution, e qui mi fermo.

Questa commissione del partito, dipartimento organizzazione del partito, oltre ad avere il compito proprio di guidare la struttura per partito, guida di fatto la struttura dello Stato.

Ultima caratteristica del partito sono guida del partito un rapporto con le istituzioni sono i cosiddetti gruppi ristretti di guida. Non esiste un equivalente nella cultura occidentale e nella struttura di governo occidentale.

Si tratta di gruppi nominati ad hoc sempre dal comitato centrale del partito per l'esame che se ne possono fregare la ripartizione delle competenze istituzionali di tutte le norme che disciplinano una qualche materia ed il cui ruolo è di trovare risposta all'output e dare risultati.

Faccio soltanto un esempio: la Cina prima fino a poche ritardo dai microchip.

Dipendeva ancora in parte cioè dipendeva assolutamente da tecnologia americana è stata costituita

Questa gruppo ristretto ha messo insieme le competenze del ministero della ricerca e dell'Istruzione, dell'industria, del commercio e della sicurezza pubblica ed ha dato dei risultati. (Applausi) 

 

 

 

Programma

                 
 

 

 Intervento di Liu Weijun, Presidente della associazione "La nuova via della seta"

Gentili partecipanti, gentili amici cinesi della delegazione culturale, gentili signori e signore, buongiorno a tutti.

L'associazione la cooperazione economica e culturale La Nuova via della seta ha come obiettivo quello d'intensificare i rapporti di amicizia tra  l'Italia e la Cina.

Io sono il Presidente dell'Associazione. Sono molto lieto di essere oggi qui a presentare gli obiettivi e i punti più importanti della nostra associazione soprattutto a livello commerciale. Vorrei anche ringraziare il Senato della Repubblica italiana che ci ha permesso di organizzare qui in questa sala questo evento.

Oggi è il 1 ottobre ed è un giorno speciale perché oggi si festeggia il settantesimo anniversario della nascita della Repubblica popolare cinese.

Vorrei dare un augurio di bene a tutti voi che siete qui presenti.

L'incontro che abbiamo organizzato oggi è stata organizzata al fine di presentare com'è oggi la Cina, un paese in continuo sviluppo e presentarla agli amici italiani presenti in questa sala e la presenterò attraverso i 70 delegati cinesi che sono presenti oggi all'interno della sala  che si sono recati qui in Italia partecipare a questo evento per comprendere ancora meglio quella che è l'economia italiana, assaporare in prima persona la cultura italiana e per portare reciproci scambi tra i due Paesi, per intensificare e costruire sempre una maggior collaborazione economica e commerciale tra i due Paesi in un contesto sempre più globalizzato.

Il progetto della nuova via della seta è stato lanciato dal Presidente della Repubblica Popolare Cinese Xi Jinping in persona quest'anno il 22 marzo.

Il presidente Xi Jinping durante la sua visita in Italia ha firmato appunto un accordo in cui l'Italia entra definitivamente in questo grande progetto a seguito del memorandum di intesa firmato con la repubblica italiana.

Inoltre volevo anche ricordarvi che nel 2020 ci sarà in 50esimo anniversario per quanto riguarda l'inizio delle relazioni diplomatiche tra l'Italia e la Cina.

L'ultima volta che Prodi è stato primo ministro ha istituito l'anno della Cultura e degli scambi culturali tra Italia e Cina. In quella occasione io ho preso parte rappresentando la comunità cinese in Italia. Ero con Romano Prodi e con il presidente della Ferrari,  Montezemolo e l'allora Ambasciatore della Repubblica cinese in Italia ha fatto una foto a me in compagnia di queste due eccezionali persone.

Se oggi mi sto impegnando a rafforzare i rapporti di amicizia tra i due Paesi lo devo a quel periodo, alla foto che potete edere alle mie spalle. Successivamente all'incontro di cui ha parlato l'ambasciatore ha visitato il luogo dove vivevo a quell'epoca, cioè la città di Teramo. Ho avuto anche l'onore di essere responsabile della delegazione che ha accompagnato l'ambasciatore da San Marino fino alla città di Teramo dove abbiamo organizzato degli eventi a sottolineare l'amicizia tra Italia e Cina.

Arrivati ad oggi l'associazione del consiglio per la cooperazione economica e culturale La Nuova via della seta ha indubbiamente dalla sua maggior esperienza per intensificare i rapporti tra i due Paesi.

Quello che voglio fare anche oggi e presentare anche a voi quelli che sono gli obiettivi di sviluppo della nostra associazione e cosa accadrà nel 2020 che sarà l'anno del turismo della cultura Italia - Cina.

E spero che ognuno di voi porti un contributo a quelli che sono i nostri ambiziosi progetti. Il primo progetto inizia da Roma. Infatti vorremmo far sì che ci siano sempre più italiani che si cimentino nello studio della lingua cinese ed aiutare le imprese italiani a far sì che si possano intensificare gli scambi con le imprese cinesi.

 Il secondo step del nostro programma è di avvicinare sempre di più l'Italia alla cultura cinese, quindi solo per citarne alcune la medicina tradizionale cinese oppure le arti marziali cinesi, anche perché per quanto riguarda la medicina tradizionale cinese non so se tutti siete a conoscenza che usiamo soltanto medicine naturali.

Molte volte anche il nostro cibo è in grado di curare il nostro corpo per non parlare della famosissima agopuntura, cercare di creare un ambiente sempre più verde, sempre più sostenibile ed evitando tutti quelli che sono gli elementi chimici.

Il terzo punto è di un progetto nelle città di Pechino e Xian che riguarderà la creazione di uno sportello di un ufficio Italia Cina. Per quanto riguarda invece il quarto punto nel 2020, a seguito dell'anno della Cultura e del turismo Italia-Cina vorremmo in quanto associazione consiglio per la cooperazione la Nuova via della seta istituire un padiglione a Roma,  Il quinto è quello di invece organizzare una giornata di festa che abbia come tema principale quello delle arti marziali organizzarla nella città di Roma.

il sesto invece ci occuperemo degli investimenti degli imprenditori cinesi italiani sia per quanto riguarda la parte commerciale che anche la ricerca scientifica, questo organizzando un programma chiamato proprio "investimenti italiani". Tutti sapete che l'Italia è famosa per l'industria, per l'idea di design i Brand famosi in tutto il mondo, la moda ed il cibo. Noi in Cina vorremmo imparare dall'Italia  per questi aspetti e quindi ci impegneremo ad intensificare le relazioni tra due Paesi.  

 
     
 

Intervento di On. Dorina Bianchi, già sottosegretario beni culturali e turismo

Io sono davvero onorata di essere qui oggi con tutti voi a festeggiare anche questa importante data per il popolo cinese.

Io naturalmente ringrazio l'associazione e ringrazio anche Leo per questo invito e credo che questo invito sia stato fatto sia perché in questi anni  ho imparato a conoscere la Cina dal punto di vista istituzionale

con tante missioni che sono state fatte per valorizzare quello che era la cooperazione nell'ambito dell'arte e del turismo e anche per una questione personale nel senso che io ho imparato tramite mio figlio che oggi ha 17 anni e che studia al convitto nazionale cinese ad amare il vostro paese.

Ogni anno si reca in Cina. Nel quarto anno è stato un anno intero preso un vostro liceo a Shangai. E come mio figlio tanti altri ragazzi italiani e romani stanno facendo questa bellissima esperienza che credo apra loro porte importanti anche per il loro futuro lavorativo.

Sono millenni che l'amicizia tra l'Italia e la Cina esiste: l'Italia la Cina sono due grandi emblemi della cultura orientale e la cultura orientale. La via della seta non ha aperto soltanto la strada a degli scambi di tipo economico e di merci ma ha aperto la strada anche allo scambio di personalità importantissime.

Qui vorrei ricordare anche perché siamo in questa bellissima sala illustri che comunque hanno lavorato per una migliore amicizia e conoscenza dei nostri due popoli.

Vorrei ricordare Marco Polo che arrivò in Cina prima di Cristoforo Colombo nelle due Americhe, Matteo Ricci, profondo conoscitore ed amico del popolo cinese,  l'unico straniero ad aver avuto un editto dell'imperatore cinese per poter essere sepolto a Pechino. Voglio ricordare anche oggi semmai due personaggi un po' meno noto rispetto a Marco Polo e Matteo Ricci che sono Giuseppe Castiglione. Gesuita. pittore che racconta attraverso le sue opere due culture lontane che però si incontrano e si comprendono e Prospero, il gesuita di Piazza Armerina, che tradusse Confucio in latino e che fu il primo ad aprire il mondo orientale a tutto l'Occidente.

Come ha avuto modo di dire il nostro presidente Mattarella, la nostra storia secolare di amicizia culturale e commerciale con la Cina deve servire oggi affinché attraverso la ritrovata via della Cina non transitino soltanto le merci ma anche le idee italiane ed i talenti e le soluzioni lungimiranti.

L'Italia ha lavorato in questi anni - è stato il primo Paese del G7 a partecipare al Forum one Belt one Road.  Il presidente Mattarella nel 2017 ha iniziato quello che era il piano operativo quadriennale 2017-2020 per la collaborazione economica, tecnologica e culturale tra l'Italia e la Cina.

Sullo sviluppo  della cooperazione tra Italia e Cina dal punto di vista culturale,  vorrei dire una parola anche per le tante iniziative che sono state portate avanti quando io ero Sottosegretario ai beni culturali ed al turismo con Franceschini.

 Ora Franceschini è rientrato e faccio un grande in bocca al lupo al nuovo Ministro ai beni culturali e questi programmi saranno sicuramente riportati avanti. Abbiamo molto lavorato per esempio sui siti unisco. L'Italia e la Cina sono i due paesi al mondo che hanno il maggior numero di siti UNESCO. Questo naturalmente - i siti UNESCO - sono dei siti dal punto di vista culturale ma anche identitario dei diversi Paesi davvero importanti e noi abbiamo iniziato e credo che continueranno il gemellaggio tra i siti italiani e cinesi. Questo che cosa vuol dire? Vuol dire che ci sarà promozione ed una maggiore attenzione verso la conservazione, la valorizzazione e soprattutto la fruizione dei siti UNESCO.

Naturalmente ci sono delle differenze tra i nostri due popoli: prima la lingua poi le abitudini. Abbiamo lavorato affinché dagli aeroporti in cui il turista cinese atterra fino alla visite guidate, tutto questo possa essere più facile e più fruibile in lingua cinese e con guide specializzate; un incontro e conoscenza anche non soltanto tra siti unesco ma anche tra città italiane oppure tra luoghi di grande identità come per esempio il paesaggio del Roero e di Monferrato con quelli che sono terrazzamento di riso di Honghe Hani; credo tutto quello che è una collaborazione tra le realtà più importanti e più rappresentative cinesi ed italiane.

Un capitolo va posto sulla questione mostre:  mostre di artisti e di arte italiana in Cina sono state moltissime. Io non le elencherò tutte ma mi piace ricordare perché io sono vengo dal Sud per esempio la mostra di Pompei e della cultura del Mediterraneo che ha toccato cinque grandi musei cinesi. Io ho inaugurato la prima apertura a Chengdu, ma poi è andata a Qin Shi Huang Mausoleum Museum di Xi'an,  a Wang, Canton, al  Museo della Sichuan; questo far conoscere quella che era l'archeologia e la cultura italiana ma soprattutto ha messo in piedi una collaborazione tra istituzioni e musei italiani e cinesi; cosa vi assicuro non di poco conto ma ormai noi abbiamo una collaborazione effettiva tra 25 musei italiani e cinesi.

Questo significa naturalmente che noi avremo sempre più persone che si occupano di arte di cultura cinese ed italiane che impareranno a lavorare  insieme e  porteranno avanti dei progetti sulla cultura e sull'arte insieme.

Credo che questo sia poi un po' quello che anche l'associazione di cui ha parlato Leo vuole portare avanti in Italia ed in Cina.

Infine, per ritornare ai giorni nostri anche parlare del mobile e di tutto del tutto quello che è stato del mobile dell'Expo che è stato portato dall'Italia in Cina e del grande successo che le nostre imprese naturalmente hanno avuto nel nostro Paese portando quel design e quel gusto che è tanto apprezzato nel mondo. Il  Salone del mobile ha avuto un grande successo a Shanghai e credo che eventi di questo tipo che facciano conoscere le imprese e le eccellenze italiane meritano il lavoro congiunto di tutti noi, delle istituzioni e delle associazioni delle imprese e degli enti locali. Con questo vi ringrazio e lascio la parola naturalmente agli operatori del settore.

 
   

Intervento di Gloriano Lanciotti, Presidente Camera di Commercio di Teramo

Buongiorno e desidero esprimere il mio più cordiale saluto di benvenuto soprattutto agli ospiti cinesi. Per me questa mattina è un grande onore essere qui e portare il saluto a nome della Camera di Commercio di Teramo.

È veramente un grande onore e vi ringrazio. Intanto ti faccio gli auguri per i 70 anni della nascita della Repubblica popolare cinese;  70 anni importanti che vi hanno portato oggi la più grande potenza economica al mondo. Un ringraziamento particolare lo devo fare al mio amico Leo Liu, il presidente della associazione, che conosco da tantissimi anni e grazie a lui siamo qui come Camera di commercio.

Io ritengo opportuno in maniera molto sintetica visti i tempi che la moderatrice ci ha dato di tratteggiare molto velocemente la nostra provincia di Teramo che ho l'onore di rappresentare che ovviamente è favorita per una posizione geografica baricentrica tra le due più importanti città metropolitane che sono Roma dove siamo e Napoli.

Quindi è una provincia con una presenza imprenditoriale molto importante. Abbiamo 42000 e imprese: una impresa quasi ogni 8 abitanti, altissima imprenditoriale.

Punto di forza è  l'industria manifatturiera specializzata nei settori tradizionali del made in Italy come l'abbigliamento, la pelletteria, i mobili per la casa, l'agroalimentare. 

Negli ultimi anni abbiamo ottenuto grandi risultati grazie anche la capacità di saper vendere sui mercati internazionali, infatti il nostro sistema imprenditoriale teramano presenta una spiccata volontà a lavorare sui mercati in tutto il mondo.

Un settore molto importante della nostra economia è anche il turismo e quindi è anche un invito agli imprenditori, a tutti voi a venire a visitare il nostro territorio e la nostra regione, la più verde d'Europa con 4 parchi nazionali e abbiamo delle straordinarie bellezze anche paesaggistiche, delle città e piccoli comuni bellissimi;  abbiamo un paese che si chiama Castelli, patria della ceramica che per noi è il fiore all'occhiello. L'incontro di oggi è testimonianza di come le nostre imprese quelle teramane siano orientate e vogliono ampliare i contatti e le relazioni con altri Paesi in particolar modo con la Cina.

Dopo la firma dell'accordo tra il Governo italiano e il governo cinese e l'inizio di una Cooperazione economica e commerciale e culturale tra i due Paesi.

Il primo appuntamento che sicuramente contribuirà a incrementare i rapporti di amicizia ma di lavoro e di incontri con le nostre aziende. Come veniva ricordato come Camera di commercio di Teramo già nel lontano 2009 abbiamo iniziato un rapporto di collaborazione con la Cina, aprendo rapporti importanti. Sono stato personalmente a Tianjin insieme all'amico Leo e abbiamo avuto modo di scambiare rapporti di amicizia e di business tra le aziende cinesi e le nostre aziende italiane.

Oggi dopo la firma del 22 marzo siamo ovviamente disponibili a riattivare questo percorso di collaborazione con il sostegno di uno sportello per le imprese per uno scambio culturale e uno scambio di business tra le due nazioni l'Italia e la Cina insieme all'associazione la nuova via della seta sia a Pechino (in cinese 北京S, Běijīng, letteralmente capitale del Nord) e X'ian, come viene chiamato.

Quindi con la collaborazione di Liu che preferisco chiamare Leo perché è anche un amico, siamo pronti come Camera di Commercio termino a pronto ad accompagnare le nostre aziende, le nostre imprese teramane ma non solo,anche  italiane, mettendo a disposizione la nostra organizzazione e le nostre professionalità con la speranza che l'incontro di oggi sia l'avvio vero e concreto di rapporti economici più intensi tra i nostri due Paesi, l'Italia e la Cina, che hanno una storia, una tradizione millenaria di cultura e di lavoro di saper fare. Quindi mi auguro veramente che da oggi possiamo partire per un nuovo inizio di rapporti economici di collaborazione. buon lavoro e vi do il benvenuto!

 
 

Intervento Bernardo Sofia, Presidente CNA Teramo

Bernardo Sofia, Presidente CNA, Teramo.  sportello italia-cina con oppurtunità per piccole e medie imprese.
Buongiorno a tutti.
Grazie mille Mariangela della presentazione.
Mi unisco sinceramente con grande emozione a questo intervento perché essere in una sala stupenda come questa che è la storia dell'arte italiana ricollegandoci alla storia dell'arte italiana, anche di quello che effettivamente è anche l'Italia. L'emozione più grande  è quello che l'amico Leo Liu riesce a organizzare nella presenza proprio di questa delegazione di cinesi qui da noi in italiani. Parliamo proprio di imprenditori di qualsiasi settore ma maggiormente direi dal punto di vista di collaborazione con tutti quanti le possibilità ed opportunità che possano  essere in Italia.
Ovviamente il mio saluto viene anche come CNA di Teramo come presidente che sono in carica oltre 2 anni dove rappresentiamo ovviamente una piccola dimensione a confronto di una dimensione cinese dove però reputo che le opportunità che si possono creare ovviamente sono di interesse generale sociale.
Aggiungo che da quasi 8 mesi sono  anche il presidente della poliinnovazione tecnologia abruzzese dove ovviamente potete immaginare che è fulcro per la nostra regione Abruzzo la possibilità di incrementare le collaborazioni di scambi e quindi seguire la nuova via della seta.
In questo giorno speciale ovviamente mi unisco ai miei precedenti relatori presenti so che per la nazione cinese sia un giorno più che speciale considerando l'attaccamento che il popolo ha verso la propria nazione e sono veramente contentissimo di poter essere oggi in questa sala e rafforzare le mie congratulazioni al popolo cinese. Vorrei andare al nocciolo del mio intervento di oggi che partiamo come annunciato anche dal dottor Lanciotti dove questo rapporto è nato oltre 10 anni fa e a distanza di 10 anni ci siamo rincontrati e abbiamo iniziato seguito il processo inizio 10 anni fa di questa collaborazione di della provincia di Teramo che a confronto alla Cina è una goccia in un oceano di collaborazione più operativa e quindi lo scorso 13 giugno è stato aperto a Teramo il primo sportello Cina CNA Teramo dove ovviamente a seguire di questo nel periodo estivo è stato aperto anche a pechino con grande onore ma con grande emozione che espongo questo, ma aggiungo che poi ovviamente come da programma andremo come una piccola delegazione ad aprire anche lo sportello di Cina Italia CNA Teramo tipicamente a X'ian.
Tutto questo è veramente lo sforzo che bisogna ormai - parlo anche da italiano - di dover mettere in discussione affinché si possa avere la possibilità di creare e di rafforzare questa sinergia di scambio tra l'Italia e la Cina da oltre 50 anni.
Oltre a quello che possono fare a livello nazionale ed a livello politico da parte mia sono convinto che l'importante è che sia quella di essere molto pragmatici e quindi essere operativi.
Quindi il fattore principale ovviamente è la dare uno sforzo anche da imprenditore - lo dico anche di persona - andando in maniera operativa e lungimirante lungo questa opportunità ma maggiormente di questo percorso.
Per questo nell'andare a rappresentare questo nucleo di imprese di attività di piccole e medie dimensioni con più volte che come ci siamo Confrontati con con you con Leo tipicamente Si possono creare se si stanno creando le strade affinché possiamo dare risposta ad entrambi i popoli affinché ci siano le dovute le dovute come dire interagire tra i due popoli di conseguenza qui mi diciamo concludo Dove posso come dire che il mio sforzo farlo come rappresentante di questo in Abruzzo sia quello di rafforzare e dare operatività a tutti questi in questo utilizzo di queste di queste risorse affinché un futuro al nostro ai nostri popoli ai nostri figli e ai nostri paesi Grazie mille

 
 

 Ji Shaol in, Presidente dell'Istituto di Ricerca del tempio equo del comitato del patrimonio immateriale cinese. CEO Switzeland China Cultura foundation

Buongiorno a tutti. Sono molto onorato di poter partecipare oggi a questo convegno organizzato dall'Associazione la nuova via della seta. La prima volta che sono entrato in contatto  con la cultura italiana  è 4 anni fa e credo questa sia veramente un una bellissima coincidenza perché i due Paesi hanno tutti e due una cultura molto antica ed una storia che risale a millenni di anni fa.
E posso dirlo con una frase conosciuta in tutto il mondo che tutte le strade portano a Roma!
Di tutte le strade penso che la più importante sia quella che parte dalla Cina perché è un Paese con una cultura così antichissima come la vostra.
Dalla città di lujan passando per quello che era l'inizio della Antica via della seta quindi l'Antica capitale, la città di Xìiang,  la cultura cinese è arrivata a Roma.
La nostra cultura è arrivata nel mondo occidentale anche grazie a importantissime personalità tra cui due italiani, Marco Polo e Matteo Ricci.
Inoltre alcuni aspetti della tradizionale cultura cinese sono potuti giungere in Italia diventando anche qui importantissime come solo per citarne alcuni il tè o la seta.
Quindi quello che posso dire è che l'Italia e la Cina sono due importantissimi Paesi anche grazie alle persone, ai due popoli che hanno reso questi due Paesi così importanti. E quindi il destino ha voluto che la prima volta 4 anni fa che io uscissi dalla Cina sono arrivato proprio in Italia.
La prima volta potrei dire che ho descritto Roma dicendo ok Questo è il paradiso! Dopodiché sono andato a Firenze poi a Milano e allora ho pensato: questo paradiso continua, è sempre più bello.  
Ad esempio posso dire di essere rimasto sbalordito dopo aver visto San Pietro in Vaticano Firenze il Duomo di Milano e ho detto: certo che se un Paese ha queste bellezze lo deve all'ingegno del suo popolo.
Inoltre io come anche i miei altri colleghi cinesi studiamo la storia di Roma ma anche la Storia d'Italia fin da quando siamo bambini.
Uno dei personaggi che mi è rimasto più impresso è proprio Leonardo da Vinci e il suo genio. E quindi sono in un paese di persone così importanti che hanno dato un contributo magnifico alla storia dell'umanità proprio in occasione del settantesimo anniversario della nascita della Repubblica popolare cinese.
E questo mi emoziona tantissimo (applausi).    
È un onore per me ma anche per gli altri 70 rappresentanti di questa delegazione cinese che è stata qui invitata dal Consiglio per la cooperazione economica e culturale della Nuova via della seta di esser qui per far si che i rapporti tra le imprese cinesi e quelle italiane possano intensificarsi. Anche noi saremo prima o poi in grado di imparare da voi la gestione dei brand di cui alcuni hanno più di 100 anni di storia, la qualità, il lavoro, l'artigianato italiano.
E le nostre aziende , dal pensare: Tutto nasce da un'idea per arrivare Poi alla progettazione ed alla realizzazione. Sicuramente dobbiamo imparare e studiare da alcune imprese italiane come possono essere la Ferrari, Lamborghini o Gucci e Prada,  aziende famose in tutto il mondo. Essendo in 70 rappresentiamo diverse imprese come ad esempio c'è Chi rappresenta l'impresa dei cosmetici, chi il turismo, la cultura, gli hotel, la ristorazione, i servizi in generale.
Quindi spero che ognuno di noi 70 possa imparare qualcosa da questo scambio con le imprese italiane e quindi a partire da oggi e dalla nostra partecipazione a questo forum organizzato dal consiglio la nuova via della seta spero  che ognuno di noi possa avere scambi culturali, economici, commerciali ma anche semplicemente di esperienze tra la Cina e l'Italia. Quello che posso augurare a tutti è che questo scambio porti tutti noi ad avere successo in quello che facciamo. Grazie a tutti.

 
 

Evaldo Cavallaro, esperto di economia e politiche dello sviluppo:”Uno sguardo dall'Italia sul vasto panorama della Cina”

 

Per quanto riguarda il tema della nuova via della seta sia quella terrestre sia quella Marittima ci sono una serie di osservazioni interessanti che possono essere fatte. La prima è il concetto di visione e di futuro condiviso che sono la caratteristica di questa nuova iniziativa dal punto di vista cinese. Quindi visione, futuro condiviso, Cooperazione regionale aperta, e logica della Cooperazione tra partners che abbiano tutte e due un giusto guadagno nella realizzazione dell'opera.

In questi 70 anni bene o male più dopo che prima la Cina ha dimostrato di saper essere più keynesiana di Keynes, giocandosi  la carta degli investimenti presviluppo sul piano delle Infrastrutture.

Quindi non solo noi italiani ma direi tutto l'Occidente, tutta la politica e l'economia occidentale, dovrebbe guardare con molta attenzione il modello di sviluppo inclusivo che la Cina sta realizzando e che le permetterà secondo le parole del Presidente Xi Jinping di portare la Cina entro l'anno prossimo, il 2020, ad essere una società moderatamente prospera ed entro il 2049, cioè 100 anni dalla nascita della Repubblica Popolare Cinese, ad essere una Repubblica forte e prospera, ricca addirittura.

Per quanto riguarda le implicazioni per l'Italia sono interessanti sia per quanto riguarda la nuova via della seta terrestre sia per quanto riguarda la via della seta marittima perché come sappiamo negli ultimi anni la Cina ha praticamente comprato il debito estero di tantissimi paesi e si è espansa soprattutto sul piano commerciale.

Da questo punto di vista è particolarmente interessata all'acquisto o alla partecipazione azionaria non soltanto del porto di Vado Ligure dove già la conosco la compagnia possiede il 40% delle azioni ma è interessata anche al porto di Genova e a uno dei porti del Nord Adriatico, o Venezia o Trieste.

Per concludere la Cina di oggi sembra essere l'unico vero grande Paese ad avere una vera visione globale sia dal punto di vista politico sia economico ed è pronta pronta ad assumersi tutte le responsabilità di una grande potenza, non forse contro gli Stati Uniti ma al posto degli Stati Uniti perché bisogna riconoscere che negli ultimi decenni il modello di sviluppo economico internazionale proposto dall'Occidente e in particolare dagli Stati Uniti non sembra né vincente né convincente mentre il modello di sviluppo proposto e realizzato dalla Cina sembra Vincente e tutto sommato molto convincente.

Concludo con una riflessione: è  ovvio che la nuova via della seta Marittima e terrestre avrà grandi implicazioni e impatti positivi per tutte le economie dei Paesi interessati sia quelli Asia Africa Europa sia quelli per la via Marittima naturalmente che per quanto ci riguarda è quello dell'Oceano Indiano nel canale di Suez ma in realtà la Cina è proiettata anche sul piano Marittimo verso le Americhe lungo l'area del Pacifico. E di fatto la comunità del Pacifico è l'area di maggiore sviluppo per il prossimo futuro.

E quindi l'ultima riflessione è questa: sono i potenziali rischi della realizzazione in particolare della via della seta terrestre. È chiaro che investimenti dell'ordine di 70 miliardi di dollari - le cifre naturalmente possono variare di anno in anno - non solo potrebbero attirare interessi delinquenziali , interessi della malavita internazionale , ma possono creare anche tensioni sul piano militare e del terrorismo, quindi dei ricatti del terrorismo perché vengono attraversati Paesi che spesso non hanno una stabilità e possono fare gola al terrorismo internazionale. Speriamo che la Cina sia in grado di gestire nella maniera migliore tuta questa massa di interessi e soprattutto che non si faccia coinvolgere nelle grandi tensioni internazionali che riguardano Stati Uniti, Europa Russa Europa  -Stati Uniti Iran perché il coinvolgimento della Cina sul piano commerciale e militare con l'Iran e l'annuncio e la realizzazione di accordi tripartiti Cina Russia Iran così come le esercitazioni militari congiunte Cina Russia Iran forse saranno un fattore di stabilizzazione, forse saranno un ulteriore fattore di pericolo per l'area e per il mondo. Ma confidiamo che la saggezza cinese più che millenaria risolva questi problemi.

 
 

Marco Galie, Vice Presidente dell’ASS. WUSHU Italia internazionale (Ciwa).  festa culturale di arte marziale cina internazionale

 

Buongiorno a tutti e ben trovati.

faccio una premessa: per me  è una giornata importantissima e sono onoratissimo ed emozionatissimo di stare qui.

Per un amante della cultura millenaria cinese trovarsi qui in un' aula del Senato il giorno dell'anniversario della fondazione della repubblica popolare cinese per me che amo le arti marziali cinesi da quando sono bambino e che le pratico con grande passione e con grande amore è una emozione indescrivibile.

Il nostro progetto nasce dall'incontro mio e del presidente Liu che anch'io chiamerò affettuosamente Leo in quanto siamo amici nasce per la diffusione di questo patrimonio e per la condivisione con le tantissime realtà che in Italia sono appassionati a questo settore.

questo evento sarà un'occasione per poter finalmente unificare un settore e portare ancora di più sviluppo, conoscenza e pratica di questa stupenda disciplina che è l'arte marziale cinese con tutto quello che lo accompagna perché sappiamo benissimo che per il popolo cinese le arti marziali sono una base fondamentale della cultura.

A questo proposito porto il saluto di oltre 60 associazioni sportive che sono distribuite su tutto il territorio nazionale e che hanno aderito a questo progetto che avrà il suo culmine ad ottobre 2020 con un evento internazionale di cultura tradizione e sport di arti marziali cinesi qui a Roma al quale hanno già aderito 11 nazioni europee.

Siamo certi che questo contribuirà in maniera importante alla diffusione fedele di quello che è il vostro patrimonio culturale ed al quale noi siamo tanto affezionati Per questo noi lo definiamo più che un obiettivo un sogno la realizzazione di un sogno e se siamo qui a per cui vi ringraziamo della fiducia che ci avete accordato Vi ringraziamo del supporto e di tutto l'aiuto che ci darete nel prosieguo di questo progetto. speriamo di incontrarci tutti al più presto ad ottobre a Roma per fare una grandissima festa di quello che è l'unione di queste due grandi civiltà.

 
 

Hu Jingyun, direttore degli affari internazionali, federazione di collegamento dell'industria e del commercio della Regione Liaoning (Cina)

 

Signori signore amici,  un saluto a tutti. Oggi è il settantesimo anniversario della nascita della Repubblica Popolare Cinese ed è un onore essere qui invitati dal Consiglio per la cooperazione economica e culturale La Nuova via della seta e ovviamente anche io non posso che dire di essere onorata di essere qui all'incontro e tenere anche un discorso.

Tengo a dire un modo di dire usato in Cina ma credo anche in tutto il mondo e cioè che tutte le strade portano a Roma. Quindi Roma sarà uno dei capolinea della nuova via della seta. Il 22 eravamo a X'ian, la vecchia città da cui cominciava la vecchia via della seta.

Quando parlo del 22 mi riferivo al 22 marzo che uando c'è stata la firma del memorandum e io già sapevo che il 1 ottobre la firma sarebbe andata a buon fine e quindi il 1ottobre avrei festeggiato il settantesimo anniversario della nascita della Repubblica popolare cinese in quella che sarebbe diventata una delle città più importanti di questo progetto Roma. E siamo veramente tutti molto contenti di essere qui a Roma, oltre che per partecipare a questo evento per assaporare un po' la città che è nata più di 2000 anni fa.

In accordo a quelli che sono dei dati dell'Unione Europea posso dire che il 99% delle imprese italiane appartengono alla categorie delle piccole e medie imprese. Quindi l'Italia è la patria delle piccole medie imprese e l'Italia è considerata eccellenza per quanto riguarda alcuni settori, per quanto riguarda il design, la moda, la scienza.

Comunque anche in Cina sono presenti queste piccole e medie imprese che hanno rapporti con più di 3000 piccole e medie imprese italiane. Queste piccole e medie imprese cinesi  sperano di svilupparsi e di crescere grazie anche ai rapporti con le piccole e medie imprese italiane.

Quindi mi auguro che tra i due Paesi possano nascere vari accordi che porteranno in futuro allo sviluppo comune tra  questi due settori delle piccole e medie imprese sia italiane sia cinesi.

Quando parlo di questo ,mi riferisco sia alla moda, al design ma anche ad esempio all'istruzione e ad altri settori .

Da quando mi occupo di rappresentare la Camera di commercio della provincia della regione di  Liaoning quindi dal 2008 già sono stati molti i progressi di queste piccole e medie imprese cinesi.

In un mondo sempre più globalizzato non possiamo tirarci indietro da questa crescita e sviluppo comune ma anche il processo di globalizzazione può dare una mano alle piccole e medie imprese per crescere ed espandersi.

Crediamo quindi che possano veramente darci tanto questi nuovi accordi che firmeremo quelle piccole e medie imprese italiane. Quindi auguro tutto il meglio a questo forum e al futuro culturale della nuova via della seta.

 

 
 

Antonio Franceschini, CNA Italia settore internazionale

Grazie all'associazione del consiglio per la cooperazione economica e culturale La Nuova via della seta per l'invito, grazie agli amici e colleghi di Teramo, al presidente della Camera di Commercio, al presidente della CNA di Teramo per il coinvolgimento di CNA nazionale.

Ovviamente è un grande piacere per noi come Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della piccola e media impresa essere qui quest'oggi e celebrare con voi il settantesimo anniversario della Repubblica Popolare Cinese. Abbiamo avuto grazie al fuso orario stamattina di vedere le celebrazioni nel vostro Paese svolte tramite la televisione il presidente Xi Jinping la parata e quindi continuare oggi con a condividere una tappa molto importante nella storia del mondo.

Voglio citare alcuni numeri per meglio far comprendere la CNA che nasce nel 1946; associa oltre 600.000 imprenditori, è presente in tutte le regioni d'Italia, in  oltre delle 100 province italiane ed ha una rete sul territorio nazionale di circa 1000 uffici.

Abbiamo poi un'organizzazione interna che ci vede raggruppare le imprese per unioni settoriali che vanno dal settore della moda, alla meccanica, l'arredo, l'artigianato, settore artistico e quello dei servizi e di tutte quelle che sono le attività produttive e di servizio per il sistema economico ed anche 5 raggruppamenti di interesse che vedono in maniera trasversale la confederazione impegnata sui settori del turismo, del cinema audiovisivo, dei giovani imprenditori, delle donne imprenditrici e delle professioni.

Il CNA associa in Italia anche imprenditori che hanno origine in altri paesi. E in quest'ottica mi piace segnalare che nella compagine degli associati CNA Ci sono circa 800 imprenditori di origine della Repubblica Popolare Cinese che hanno sede in Italia e che hanno avviato l'impresa e hanno scelto la nostra associazione presentata e di servizi.

Chi mi ha preceduto ha fatto riferimento all'importanza delle piccole e medie imprese. Quindi per noi credo che sia interessante anche grazie all'apporto di quanto già sviluppato a Teramo proseguire in una collaborazione.

Il titolo parla di interscambi culturali ed economici. Credo che per quella esperienza che già CNA ha sviluppato e sta sviluppando sul mercato cinese ma anche per la presenza di operatori cinesi all'interno della propria compagine associativa sarà sicuramente più facile stabilire delle collaborazioni  del sistema di piccole e medie imprese cinesi e quindi sviluppare nel prossimo futuro delle collaborazioni che vadano oltre scambi puramente commerciali ma in una ottica, come si dice - Win Win -  diano la possibilità ad entrambe le realtà economiche di piccole medie imprese di meglio conoscere e meglio prosperare nella scenario internazionale.

Ho detto che la confederazione è impegnata diversi settori. Quindi credo potremmo trovare collaborazioni come anche già sviluppando della tecnologia del turismo e quindi già dai prossimi giorni credo che con i vostri rappresentanti qui in Italia potremmo approfondire questi temi.

Alcuni analisti hanno messo in evidenza come questo - citando quello che stiamo vivendo come il secolo asiatico -

Sicuramente in questo secolo la Cina sta giocando un ruolo da forte protagonista. Noi vogliamo però rimarcare come le relazioni del nostro paese  molto più piccolo per dimensioni rispetto alla Cina sono relazioni datate.

È già stato citato una volta Matteo Ricci.

Ma penso che molti di voi avranno in mente anche il  planisfero che Matteo Ricci disegnò nella metà del 1500 mettendo al centro del planisfero l'Asia ed in particolare la Cina, quindi un personaggio che sicuramente fu preveggente e vide molto prima quale potesse essere l'importanza del popolo della Cina sullo scenario internazionale. Sappiamo tutti  che la giornata è impegnativa. Ringrazio ancora per l'attenzione e come CNA nazionale ci mettiamo sicuramente a disposizione per proseguire il confronto e supportare quanto più possibile le attività già operative messe in campo dai colleghi di CNA Teramo e dall'associazione qui rappresentata dal presidente Liu.

 
 

Zhu Yuhua, presidente consiglio promozione commercio italo-cinese

Gentili presidente Leo, gentili amici italiani e gentili amici che siete venuti qui dalla Cina vi auguro un buon pomeriggio. L'obiettivo di questo incontro è quello di intensificare e di ampliare e concentrarci su quelli che sono gli scambi tra Italia e Cina.
Devo ancora ringraziare il presidente Leo della dell'associazione del consiglio per la cooperazione economica e culturale  della seta per avermi invitato qui e poter palrare in questa splendida aula e poter parlare a tutti voi.
Io sono Zhu Yuhua, presidente del consiglio per la promozione del Commercio italo cinese ma ho anche un nome italiano che è Simona che mi è stato dato 30 anni fa da quando ho cominciato a vivere in Italia e quindi posso dire avendo questo fantastico nome italiano di essere Sì cinese ma anche italiana
Allora dirò in dirò in poche parole lo sviluppo tra gli scambi commerciali tra Italia e Cina partendo da 4 anni fa quindi dal 2015. È importante dire che se c'è stato questo bisogna ringraziare alcune eccellenti personalità e una di questa è proprio il signor Leo che è qui presente oggi. 4 anni fa siamo stati molto onorati perché nel nostro nell'evento che abbiamo organizzato ha preso parte anche l'allora ambasciatore cinese in Italia e c'ha augurato il meglio per il futuro. Ma dobbiamo anche ringraziare l'aiuto di 30 italiani che ci hanno dato una mano e tutti gli anni  organizziamo di recarci in Cina per la promozione della produzione italiana.
Volevo ricordare che a marzo di quest'anno il presidente cinese è venuto in visita in Italia. Il mese successivo il 4 marzo invece mi sono recata in Cina.
Come dicevo, andiamo spesso in Cina precisamente nella provincia del Gansu , che era anche un piccolo tratto dell'antica via della seta Dove ho fatto promozione di quella che è la cultura italiana.

 
 

Maurizio Quarta, esperto sviluppo business internazionale

Buongiorno grazie a tutti, vorrei esordire con un osservazione: l'iniziativa One Belt One Road è sicuramente positiva perché focalizza l'attenzione su tante attività da fare. Però in realtà è tanti anni che esistono flussi diretti con la Cina.

Infatti sarebbe più corretto parlare di "more belts more roads".

Penso che da tanti anni fa si stanno sviluppando tante attività. Quindi questo qui è semplicemente il  punto di arrivo di un processo che sta andando avanti.

Per quanto riguarda i punti focali per noi e per il discorso di Leo sono in particolare due: l'attenzione alle piccole e medie imprese; i processi di internazionalizzazione Nel senso che noi operiamo già da anni aiutando le piccole e medie imprese italiane a fare operazioni dirette all'estero; quindi ci concentriamo non tanto sulle operazioni di esportazione molto banalmente quanto su attività di tipo diretto, quindi creazione di joint ventures, acquisizioni, operazioni di questo tipo.

Per quanto riguarda la Cina ormai sono 7 anni che abbiamo partner cinesi e lavoriamo in questo modo. Noi aiutiamo le imprese italiane ad insediarsi in Cina utilizzando manager Management cinesi, quindi manager locali che conoscono bene cultura, lingua, usi, leggi del territorio. Lo stesso facciamo al contrario.

Quindi aziende cinesi, a parte le multinazionali, anche piccole e medie aziende cinesi che vogliono fare operazioni in Italia quindi con manager italiani, questo anche per favorire una migliore e più proficua integrazione tra le culture poiché sono due modi completamente doversi di gestire le aziende.  

Con ciò vi ringrazio anche per stare nei tempi che mi sono stati dati e buon lavoro e buona ripresa di lavoro nel pomeriggio.

 
 

Cheng Yinghua, responsabile per l’internazionalizzazione della camera di commercio

Gentile presidente Leo, gentili amici cinesi, italiani, signori e signore un buon pomeriggio a tutti.  

Sono xili jen chian e sono anch'io qui per portare un discorso a questo forum importante e sono molto onorata di questo evento e vi ringrazio per avermi invitata a questo forum da rappresentante  di che è venuta qui in Italia per instaurare nuove collaborazioni e quindi un grazie a tutti.

C'è anche un modo dire cinese che hanno già detto i miei colleghi che sottolinea l'importanza di queste relazioni che ricalca l'importanza della cultura dell'antica cultura cinese.

Oggi è ci sono esperti che rappresentano alcune eccellenze nella piccola e media impresa cinese ma anche in ambito culturale e non riesco a presentarli tutti. Sono molto affezionata a tutti loro e alcuni di loro hanno già dato un grande contributo a quelle che sono le relazioni tra le i,perse italiane e cinesi, soprattutto dal punto di vista dell'istruzione e culturale anche perché l'istruzione significa denaro. Sono onorata di partecipare a questo forum e dare un grande contributo a tutti i miei amici italiani.

Dalla mia ho una esperienza di venti anni come promotrice della cultura orientale in Occidente e ho aiutato in Cina alcune organizzazioni che si occupavano di arti marziali sia imprese piccole grandi medie e a farle diventare importantissime. Noi crediamo che avendo dalla nostra questa importante esperienza possiamo condividere insieme ai nostri amici italiani questi successi attraverso il progetto La Nuova via della seta.

Quindi iniziando dai primi incontri che ci sono stati da un anno a questa parte, sia a livello di fusione economica e commerciale culturale e anche rapporti umani tra i due diversi popoli e spero che tutti voi presenti qui in questa sala abbiate l'occasione di venire in Cina. Auguro il meglio a tutti voi presenti in questo forum.

 
 

On. Stefania PEZZOPANE 

Buongiorno a tutti carissimi amici. Sono felice ed orgogliosa di poter portare a voi il mio cordiale e sincero saluto di benvenuto. Ringrazio il presidente Lanciotti, saluto tutti gli amici italiani e teramani e abruzzesi, ma soprattutto saluto voi, i cari amici della via della seta. Sono una parlamentare deputata della Repubblica. Rappresento la maggioranza del Governo italiano; saluto con favore l'accordo che il Presidente del Consiglio Conte ha determinato con le autorità cinesi. Lo vedo come uno strumento di grande prospettiva per gli scambi economici, culturali, sociali tra i nostri Paesi.

Ringrazio davvero tutti. Io ho avuto la fortuna di svolgere un viaggio istituzionale in Cina qualche anno fa e sono rimasta folgorata non solo dalla bellezza del vostro Paese, dalle differenze con il nostro Paese, dalle vostre capacità, dall'arte, dalla cultura, dall'ottima cucina, ma soprattutto sono rimasta colpita dalla velocità dei vostri percorsi, dalla capacità che chiunque io abbia incontrato mi ha dimostrato - di vedere degli obiettivi a breve, media e lunga scadenza e poi di raggiungerli. Ricordo le autorità locali che mi raccontavano come avrebbero costruito un palazzo, una scuola, come avrebbero lavorato sui quartieri più difficili di Pechino, con delle scadenze precise, con un percorso chiaro.

E io allora pensai: andranno molto, ma molto avanti, andranno molto, ma molto avanti. E così è accaduto. E io di questo ne sono felice.

La provincia di Teramo e l'Abruzzo hanno sicuramente molti vantaggi, molti pregi, molte qualità. È sicuramente molto speciale: c'è un sistema imprenditoriale molto attivo e molto dinamico.

Credo quindi che questo incontro con così tante autorità imprenditori, forze sociali possa essere base di produttive attività e scambi economici e culturali. È per quello che potrò in stretto raccordo con il presidente Lanciotti e con tutto il gruppo di imprese di aziende di associarsi questo progetto.

Cercherò di sostenerlo, di ampliarne le prospettive, di favorire fatti concreti perché credo che entrambi ne potremmo ricavare importanti vantaggi.

Concludo dicendo che Roma, questa straordinaria e bellissima città, vi accoglie, che l'Abruzzo non vede l'ora di accogliervi - già c'è una presenza importante  vostra in Italia ed in Abruzzo - e che la via della seta può rafforzare e incrementare questo scambio.

Quindi spero proprio di potervi accogliere a casa nostra, in Abruzzo, nei nostri territori che voi sapete hanno subìto anche una tremenda tragedia naturale, che è diventata anche una tragedia economica ed una perdita di vite umane. Ma da ogni tragedia e da ogni disgrazia noi ci rialziamo, rialziamo la testa e guardiamo oltre.  L'occasione di oggi è proprio per guardare oltre e costruire un futuro per la nostra gente che sia un futuro di prospettive e con voi molte cose possiamo fare e quindi vi ringrazio per la vostra amicizia per la vostra presenza e per quello che faremo insieme.

 
 

Zhu Yuhua, presidente consiglio promozione commercio italo-cinese 

Grazie a tutti di essere qui.
Oltre all'anniversario dei 70 anni della Repubblica popolare cinese e alla nuova via della seta vorrei sottolineare che l'anno prossimo sarà il cinquantesimo anniversario della nascita delle relazioni diplomatiche tra Italia e Cina.  In brevi parole, vorrei rappresentare ciò che facciamo in questa sede.
Saremo presenti al Festival dell'Oriente di Roma il prossimo 5 maggio in seguito ad un accordo con la provincia cinese del Liaoning per rappresentare gli investitori cinesi in Italia.
Questa è una grande occasione per questi imprenditori e per intensificare i rapporti reciproci tra questi due Paesi sia dal punto di vista delle relazioni umane sia per quanto riguarda la produzione commerciale e le grandi le grandi firme e Brand. L'altro progetto è quello di portare un po' di Italia in Cina e quindi precisamente nella città di Shenjang , capoluogo della provincia della regione Liaoning. anche in supporto della municipalità di Shenyang della provincia di Liaoning , quello dell'edificazione, la costruzione di una strada pedonale commerciale che ha come tema principale l'Italia, il made in Italy, i grandi Marchi italiani.
Appunto in questo spazio, nella città di Shenyang, in questa via pedonale il tema principale sarà oltre al made in Italy il design italiano, la bellezza italiana e tutto ciò che produce questo bel Paese.
 È una strada di più di un chilometro, in posizione strategica perché Shenjang  si trova nel Nord-Est della Cina, ed è una delle principali città di questa regione.
E credo che questo progetto possa portare buoni risultati ed essere anche un trampolino di lancio per alcune imprese italiane che vogliono aprirsi alla Cina. Speriamo che dopo che partirà questo progetto a Shenyang,  ci saranno sempre più persone che saranno interessate al made in Italy ed ai brand italiani.
Quindi volevo dare un benvenuto ed un  augurio di successo a tutti i progetti che riguardano Italia e Cina ed auguro tutto il meglio a questi 70 anni della Repubblica Popolare Cinese ed ovviamente anche al nostro forum. grazie a tutti.

 
 

Ing. Maurizio Scarponi, silkstreetpress, responsabile per progetti architettonici

Buongiorno a tutti. Intervengo come rappresentante della testata giornalistica Silkstreetpress che fondamentalmente ha lo scopo di divulgare l'informazione soprattutto di qualsiasi genere in particolare culturale tra l'Italia e la Cina.

Quindi è quella presenza che vuole - e già lo fa in realtà - rendere le comunicazioni e la conoscenza se vogliamo nel senso più profondo del termine tra le due culture. Fondamentalmente se non c'è conoscenza, non c'è un'informazione continua costante e profonda fondamentalmente non si va mai avanti.

Invece con la conoscenza e con l'informazione questo sarebbe possibile; sarà possibile perché è proprio quello che vogliamo.

Quindi come testata giornalistica abbiamo esattamente questo scopo. Ho visto che si cercano scambi commerciali e culturali, di tutti i generi e va benissimo. Ma ogni scambio deve essere supportato necessariamente da una informazione,  più al più chiara, più limpida possibile ed è esattamente quello che vogliamo assicurare con questa nostra iniziativa. Questo è esattamente quello che vogliamo. Questo è possibile in tutti i campi ovviamente. Ho sentito adesso iniziative a livello urbanistico e architettonico che verranno realizzate o sono già in atto in Cina.

Ebbene, anche da un punto di vista puramente tecnico, più questa trasmissione di comunicazione è profonda e chiara e meglio è per tutto perché effettivamente è l'interesse che noi vogliamo. Quindi ringrazio tutti i presenti in questa splendida cornice romana e mi auguro che questa iniziativa e questi contatti questa comunicazione che vogliamo assicurare sia il più possibile ampliata e approfondita.  

 
 

Emanuela Scarponi

Buongiorno, sono Emanuela Scarponi.

Nasco linguista ed esperta di Lingue e Civiltà straniere, nonché grande viaggiatrice. Mi piace ricordare Marco Polo in questa occasione con la via della seta. Siamo qua perché Marco Polo nel 1260 partì da Venezia, prese la nave in cerca di avventura e di nuove scoperte e come esploratore ci riportò indietro anche gli spaghetti oltre che la seta.

Siamo un Paese di grandi esploratori.

Oggi abbiamo la possibilità in questa sala bellissima che il Senato ci ha offerto di parlare nuovamente di comunicazione e anche un po' di politica estera, come ci insegna la senatrice Pezzopane che ringrazio anche personalmente per essere qui ma anche come rappresentante dell'Abruzzo, che è una regione a noi molto vicina.

Siamo qua in particolare con Silkstreetpress che è parte di questa iniziativa editoriale ma anche culturale che va avanti da circa un anno che si sta sviluppando grazie alla collaborazione di studiosi e giornalisti e che soprattutto nasce dall'idea di raggruppare gli studiosi di orientalistica più importanti italiani che ogi vede uno sviluppo politico..

Il nostro compito difficilissimo è quello di mettere insieme politica, cultura, economia, e comunicazione soprattutto, di cui mi sento un esponente scientifico autorevole.

Quindi vi ringrazio molto per essere tutti qui presenti così numerosi e per portare in Italia i vostri valori culturali.

Come è stato detto, dalla comunicazione nascono sempre proficue relazioni culturali, sociali ed economiche, anche al fine soprattutto di creare una comunità multietnica in Italia.

 

 

Presentazione di Emanuela Scarponi

Gli orangutan (Emanuela Scarponi)

Il reiki (Angela Chiumenti)

La via della seta (Bruno Grassetti)

Le tartarughe marine e le Filippine (Tamara Fratoni)

Lieu Weijung

L'architettura dei maestri tra Oriente ed Occidente (ing. Maurizio Scarponi)

Associazione via della seta 11 giugno 2019

Console Michelina Gabrié Sunquest

Anche l'Armenia guarda all'Italia (Maria Grazia De Angelis)

Italia ed Oriente: "La nuova via della seta" ha il cuore antico (prof. Evaldo Cavallaro)

Myanmar Birmania (Carmine Picariello)

La Cina vista dall'Italia e viceversa (Virgilio Violo)

Intesrvista a Bruno Grassetti