“Il governo italiano ha deciso di ridurre il peso dell’embargo adottato in gennaio contro l’esportazione di armi verso l’Arabia Saudita e gli Emirati. Con una mossa condivisa da Palazzo Chigi e il ministero della difesa, il Ministero degli Esteri con una brevissima nota…ha comunicato alle aziende che avevano già permessi di esportazione verso Riad e Abu Dhabi che il ‘congelamento’ di gennaio è stato revocato… Non era stata calcolata la reazione furiosa dei dirigenti di Arabia Saudita ed Emirati”

 

RE AF Pagni: “La tempesta perfetta si è abbattuta sui costi dell’energia, per imprese e cittadini. E non risparmia nessuna regione del mondo. Ha fatto il suo esordio in Asia, la macro-area che per prima è uscita dall’emergenza Covid-19, riavviando a pieno regime i motori delle sue economie emergenti. Risultato: un’impennata dei costi delle materie prime, sprofondate ai minimi storici durante il lockdown. Quando il successo delle campagne vaccinali si è esteso agli Stati Uniti prima e all’Europa subito dopo, i prezzi del petrolio e, soprattutto, del gas naturale, sono volati oltre i livelli raggiunti prima della pandemia. Un movimento dei prezzi che si inserisce nel pieno della transizione energetica dichiarata da tutte le grandi potenze…con i prezzi dei diritti della Co2, a loro volta ai massimi di sempre, costi ribaltati su tutta la filiera energetica fino ai consumatori…Per paradosso, sono proprio le politiche per il contenimento delle temperature a causare un aumento dei costi dell’energia. Sempre la settimana scorsa, le quotazioni per i permessi della CO2 (i diritti a inquinare), che ogni anno vengono messi all’asta dai singoli Stati e destinati alle aziende energivore, hanno raggiunto il nuovo massimo storico a 58 dollari per ogni tonnellata di Co2…Quello che un tempo veniva definito ‘oro nero’ gioca una partita a parte. E’ vero che i prezzi sono tornati ai massimi da sette anni, ma il greggio sarà centrale nella politica dei trasporti solo per un decennio ancora e poi sarà destinato a giocare un ruolo sempre più marginale…”

 

RE Siniscalco: “Il prezzo del petrolio greggio ha superato i 75 dollari al barile, il triplo rispetto al minimo toccato a marzo del 2020, quando eravamo in piena pandemia. Il cartello dei produttori, i 13 Paesi Opec più altri 10 grandi Stati, che aveva tagliato la produzione fino al 20% in quel periodo non ha trovato l’accordo per aumentare nuovamente la produzione, invertendo quel taglio…Questo scenario è determinato dalla ripresa impetuosa di Cina e Stati Uniti, ma anche da una profonda divergenza di interessi tra Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Unti, tradizionali alleati nell’Opec e nell’area del Golfo. Il mercato petrolifero, a differenza dei mercati di molte materie prime, non è infatti concorrenziale: la distribuzione geografica delle riserve e la costituzione dell’Opec, negli anni Sessanta, gli hanno conferito una struttura oligopolistica, se pure con una frangia competitiva…Gli impatti sui Paesi consumatori sono però notevoli. Si manifestano nelle tasche dei cittadini, attraverso i prezzi al consumo di carburanti ed energia…”

 

RE AF Castelletti. “…Se la Russia si è dimostrata più resiliente di altri allo shock della pandemia non è stato perché si è finalmente diversificata o liberata dalla corruzione, ma perché ha una lunga esperienza di isolamento. Da quando nel 2014 la Russia ha annesso la penisola ucraina di Crimea e l’Occidente ha imposto sanzioni a Mosca e Mosca ha risposto con controsanzioni all’Occidente, il Cremlino ha costruito un ‘fortezza fiscale’ per rendere la Federazione impermeabile al potenziale assedio delle misure straniere o alle fluttuazioni dei prezzi del petrolio. Una fortezza che si fonda sulle più grandi riserve di oro e valuta estera del mondo…Così costruita, la fortezza russa resiste agli urti esterni, ma all’interno genera stagnazione e alimenta un pericoloso malcontento in vista delle sempre più vicine legislative di settembre. La Russia è più povera di quanto dovrebbe essere. Il Pil pro capite oggi è il 30% in meno rispetto al 2013. Il suo tasso di crescita medio annuo dal 2014 è stato un misero 0,6%, un quinto della media globale…Come se non bastasse, l’aumento dei prezzi dei beni di prima necessità e l’indebolimento del rublo l’anno scorso hanno fatto schizzare l’inflazione del 4,9% rispetto al 2019…L’inflazione non è l’unico fattore a esercitare un’ulteriore pressione sul calo del tenore di vita dei russi. Nel primo trimestre 2021 il reddito disponibile reale è crollato del 3,6%...”

 

RE Nigro: “Il governo italiano ha deciso di ridurre il peso dell’embargo adottato in gennaio contro l’esportazione di armi verso l’Arabia Saudita e gli Emirati. Con una mossa condivisa da Palazzo Chigi e il ministero della difesa, il Ministero degli Esteri con una brevissima nota…ha comunicato alle aziende che avevano già permessi di esportazione verso Riad e Abu Dhabi che il ‘congelamento’ di gennaio è stato revocato. A questo punto le prime ad essere sbloccate saranno le consegne dei ricambi per aerei MB339 della pattuglia acrobatica degli Emirati…La decisione della Farnesina è il primo tentativo italiano di frenare la crisi politica nata fra Italia e Emirati dopo la decisione di gennaio del governo Conte di bloccare le vendite già autorizzate…Non era stata calcolata la reazione furiosa dei dirigenti di Arabia Saudita ed Emirati…”

 

RE Vernetti: “…Mark Lowcock, sottosegretario generale delle Nazioni Unite era stato chiaro: ‘In Tigray si stanno compiendo crimini di guerra e crimini contro l’umanità, con l’uso sistematico degli stupri di massa come arma di guerra per umiliare, terrorizzare e traumatizzare un’intera popolazione’. Se a ciò aggiungiamo le azioni compiute dall’esercito etiope sotto il comando del presidente Abiy Ahmed e delle forze eritree del dittatore Isaia Afewerki, per distruggere silos e raccolti agricoli, serbatoi d’acqua, scuole e ospedali, ci rendiamo conto di quanto siano elevati i rischi di un nuovo genocidio nel continente africano…il consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite non ha ancora adottato fin qui alcun provvedimento significativo in grado di promuovere un’iniziativa politica, diplomatica e, eventualmente militare, in grado di evitare un nuovo genocidio…La dottrina della responsabilità di proteggere per essere implementata deve mettere nelle condizioni la comunità internazionale di poter limitare la sovranità di uno stato quando al suo interno vengono compiuti crimini contro l’umanità…Luigi Einaudi lo scrisse chiaramente quasi cent’anni fa: ‘la sovranità nazionale è un vero e proprio idolo immondo…’

 

CdS Bibl Dal rosso al nero. Cento anni di socialisti e comunisti passati alla destra, Ed. Franco Angeli

Mieli: “L’Europa tra le due guerre mondiali ebbe un sistema di vasi comunicanti che indusse un’infinità di personaggi a transitare dalla sinistra, anche estrema, alla destra fascista o parafascista…Ma il caso più rilevante (e anche più singolare) è senza alcun dubbio quello di Gustave Hervé che fu da giovane un fervente socialista, nemico di ‘ogni guerra’ al punto che si firmava con lo pseudonimo ‘sans-patrie’…La giravolta militarista porterà Hervé alla rottura con i compagni della precedente esperienza rimasti antimilitaristi…”