Il ritorno del Goblin

Il ritorno del Goblin
Il miracolo coreano tra scrittura, regia e cast straordinari
Sono passati dieci anni dal debutto di Goblin (Guardian: The Lonely and Great God) e, per l'occasione, il cast principale si è finalmente riunito. Il 4 luglio 2026 tvN ha trasmesso il primo dei quattro episodi speciali di Together, We Shine, una serie evento ora disponibile in streaming anche in Italia, su Viki Rakuten.
Gli attori hanno organizzato un viaggio on-the-road a Gangneung, dove fu girata una delle scene più famose del drama. È l'occasione perfetta per rivedere un drama intramontabile, ma anche uno spunto per chi si sta avvicinando ai K-drama, per conoscere non solo un’opera davvero gradevole e intramontabile, ma anche alcuni dei professionisti più apprezzati della cinematografia coreana.

Per chi non lo conosce: che cos'è "Goblin"?
Andato in onda tra il 2016 e il 2017, Guardian: The Lonely and Great God, universalmente noto come Goblin, e visibile in Italia su Viki Rakuten, ha ridefinito i canoni del fantasy romantico coreano grazie ad una fotografia cinematografica eccellente e un innovativo sincronismo tra riprese e colonna sonora. Scritto dalla celebre sceneggiatrice Kim Eun-sook, il racconto unisce mitologia coreana, dramma epico e commedia moderna.
Kim Shin (Gong Yoo), un generale dell'era Goryeo tradito dal suo re e condannato all'immortalità sotto forma di Goblin, anela porre fine alla propria immortalità. Vi è un solo modo per farlo, ed è trovare l'unica umana in grado di vedere e rimuovere la spada invisibile conficcata nel suo petto, colei che viene definita la Sposa del Goblin. Incontrerà quindi Ji Eun-tak (Kim Go-eun), una studentessa delle superiori dal tragico passato, capace di vedere i fantasmi, mentre entrano a far parte della sua vita un Mietitore di Anime senza memoria (Lee Dong-wook), che diventa un suo bizzarro coinquilino, e Sunny (Yoo In-na), la stramba proprietaria di un ristorante di pollo fritto.
Il drama, che oltre a fregiarsi di un cast di altissimo livello, presenta dialoghi e una colonna sonora indimenticabili, è un’opera poetica che racchiude una profonda riflessione sulla vita, sulla morte e sul destino, esplorando il valore dell'amore, dell’amicizia e del tempo umano.
Dietro le quinte: Titani
La produzione di Goblin ha riunito dietro le quinte un numero decisamente elevato di professionisti che oggi sono di chiara fama ma che anche all’epoca delle riprese avevano già dato prova di sè. Si tratta di veri e propri talenti, che nell’ultimo decennio hanno consolidato la loro carriera ed oggi sono internazionalmente conosciuti e apprezzati.
Kim Eun-sook, la sceneggiatrice ✍️
Spesso il nome dello sceneggiatore resta oscurato dalla fama degli attori e del regista, anche se la trama e soprattutto i dialoghi sono in realtà l’anima di un prodotto cinematografico. Nel caso di Goblin incontriamo una sceneggiatrice tra le più famose e di maggior successo, un vero e proprio titano della sceneggiatura per televisione.
Oltre a Guardian: The Lonely and Great God (2016), anche i suoi Descendants of the Sun (2016) e The Glory (2022) sono stati riconosciuti come capolavori assoluti. Anche Secret Garden (2010), The King: Eternal Monarch (2020) e The Heirs (2013) hanno avuto molto successo, per non parlare di Mr. Sunshine (2018), una vera e propria opera d’arte.
Una sceneggiatrice che può essere definita il Re Mida della televisione coreana, dal momento che le sue sceneggiature totalizzano ascolti record finendo persino con il dettare le tendenze della moda. Così, i libri citati nei suoi drama raddoppiano le vendite e i luoghi delle riprese registrano impennate di affluenze turistiche, come è successo a Gangneung dopo l’uscita di Goblin. Recitare in un suo drama è il viatico per un salto di livello nella carriera di un attore, come è stato Secret Garden per Hyun Bin e Descendants of the Sun per Song Joong-ki, l’amato interprete di Vincenzo.
La particolarità della sua scrittura risiede principalmente nella struttura dei dialoghi, serrati, ironici, ricchi di doppi sensi, che si articolano con cambi repentini di tono, dal dramma profondo alla commedia brillante, in una singola battuta. Inventa frasi e modi di dire che gli spettatori fanno propri e restano iconici.
La sua creatività si rivela nel far collidere mondi apparentemente impossibili da conciliare, come in Goblin la dimensione storica e la quotidianità moderna, mentre conserva il senso karmico, tipicamente coreano, dell’amore, che è quasi sempre una questione di destino, di promesse passate, di scelte morali pesanti e di legami che superano il tempo o le barriere sociali.
Se non sapete quale drama vedere potete senz’altro affidarvi alla sua firma, la scelta sarà sicuramente di vostro gradimento.
Lee Eung-bok, il regista 🎬
Se prima di Goblin aveva già realizzato piccoli cult come Dream High (2011) e School 2013, Goblin lo colloca decisamente ad un livello superiore, con un uso del colore, degli effetti speciali (VFX) e delle inquadrature simmetriche mai visto prima nei K-drama.
Il prosieguo della collaborazione con la sceneggiatrice Kim Eun-sook, con la quale nel 2016 aveva prodotto anche Descendants of the Sun, altra serie iconica e successo d'ascolti clamoroso, porta alla realizzazione di Mr. Sunshine (2018). Questo drama, visivamente curato come un kolossal cinematografico hollywoodiano, lo consacra come uno dei registi televisivi più pagati della Corea del Sud.
Divenuto il regista di punta per le produzioni originali di Netflix Corea, in tempi più recenti ha cambiato completamente genere, abbandonando le produzioni romantiche per esplorare i settori dell'azione e del thriller psicologico, con le tre stagioni di Sweet Home (2020-2024) e il recente Dear X (2025).
Il tocco del regista Lee Eung-bok si manifesta, a detta dei critici, attraverso elementi caratteristici quali la cura dei paesaggi (le montagne in Jirisan) e il tempismo musicale, dato da un lavoro a stretto contatto con i direttori musicali per far coincidere i movimenti di macchina con il climax delle colonne sonore. Sa sincronizzare il rallentatore (slow-motion) al millisecondo con i picchi della colonna sonora, come l'iconica camminata nella nebbia di Goblin e Mietitore. Così come usa i riflessi negli specchi, le pozzanghere, le ombre e le transizioni stagionali come metafore visive dello stato psicologico dei personaggi.
Un regista che si è cimentato con successo in tanti generi diversi, ridefinendone ogni volta gli standard visivi: dal teen-drama musicale (Dream High), al fantasy romantico moderno (Goblin), al melodramma storico (Mr. Sunshine), fino al monster-horror (Sweet Home). E in questo percorso ha saputo gestire con disinvoltura budget da decine di milioni di dollari, effetti visivi complessi e centinaia di comparse, mantenendo sempre il focus sui sentimenti.
Goblin: Interpreti di eccezione
Nei dieci anni successivi al debutto di Goblin, ciascuno dei quattro interpreti principali (ma anche molti dei secondari), hanno costruito carriere di successo, in una alternanza di ruoli che spaziano nei generi più vari, in un crescendo di perfezione recitativa, spessore umano e fama.

Kim Go-eun, La Sposa
L’attrice che ha interpretato la protagonista di Goblin, la sposa designata in grado di liberarlo dalla condanna alla eternità, è Kim Go-eun, una giovane attrice davvero straordinaria, la cui carriera è legata a doppio filo a registi di grande spessore artistico e a traguardi commerciali che hanno fatto la storia del cinema asiatico.
Ha debuttato con A Muse (2012), film del cinema d'autore più coraggioso e di nicchia, dopo essere stata scelta tra 300 candidate dal pluripremiato regista Jung Ji-woo per interpretare Eun-gyo. Un ruolo psicologicamente complesso, poetico ma anche molto crudo e con scene di nudo, che le ha richiesto una maturità recitativa inusuale per i suoi 21 anni. La sua performance è stata così folgorante da farle vincere ben undici premi come Miglior Nuova Attrice in quell'anno.
Così giovane e già così eclettica, negli anni immediatamente successivi Kim Go-eun ha rifiutato la strada dei ruoli comodi e fotogenici, preferendo mettersi alla prova in progetti fisicamente e psicologicamente logoranti. Ha quindi continuato a lavorare con autori stimati in progetti complessi come Coin Locker Girl, selezionato a Cannes, Sunset in My Hometown di Lee Joon-ik e, più di recente, nel melodramma d'autore di Netflix You and Everything Else. I registi la scelgono per la sua capacità di recitare "sottraendo", usando lo sguardo e il silenzio anziché la teatralità.
I progetti cui partecipa Kim Go-eun frantumano regolarmente ogni record di incassi o di ascolti precedentemente registrato: se nel 2016 l'episodio finale di Goblin ha registrato uno share che lo ha fatto diventare, all’epoca, il drama più visto nella storia della TV coreana, nel 2024 ha segnato un record storico al Box Office con Exhuma, un horror sciamanico che ha superato gli 11 milioni di biglietti venduti in Corea del Sud, un traguardo quasi impossibile per un film horror d'autore. La sua interpretazione magnetica di una giovane sciamana le è valsa il prestigioso premio come Miglior Attrice ai Baeksang Arts Awards, i Golden Globes sudcoreani che operano una selezione rigidissima effettuata non solo basandosi sulla popolarità o sugli indici di ascolto, ma attraverso la valutazione da parte di una giuria composta da ben 60 esperti del settore dell'intrattenimento.
Dopo aver fatto innamorare il mondo con la dolcezza e la vulnerabilità della giovane Ji Eun-tak in Goblin, in questi dieci anni Kim Go-eun ha dimostrato una versatilità straordinaria, alternando con intelligenza cinema d'autore, serie psicologiche e thriller mozzafiato.
Per chi volesse conoscerla meglio suggerisco la visione dei drama, di più facile reperibilità in Italia, disponibili sulle piattaforme Netflix o Viki Rakuten, quali: The King: Eternal Monarch (2020), che segna un ritorno alla collaborazione con la sceneggiatrice di Goblin, un sontuoso fantasy a universi paralleli; Yumi's Cells (Stagioni 1, 2 e 3): in cui mostra un talento comico e realistico strepitoso, un innovativo drama psicologico-romantico; Little Women (2022), un acclamato thriller psicologico in cui l’attrice riveste i panni della sorella maggiore di tre donne coinvolte in un mistero; il già citato You and Everything Else (2025), una produzione intimista totalmente focalizzata sulla profonda e complessa evoluzione di un'amicizia femminile, e, infine, The Price of Confession (2025), un thriller psicologico ad alta tensione incentrato su un misterioso omicidio, dove ha recitato al fianco della pluripremiata stella del cinema Jeon Do-yeon in un magnetico duello di interpretazioni.

Lee Dong-wook, il cupo Mietitore
Il ruolo di Mietitore di Anime ha regalato a Lee Dong-wook una popolarità planetaria e ha cementato la sua storica bromance con Gong Yoo. Da quel momento, l'attore ha affrontato una metamorfosi recitativa che dal genere fantasy romantico lo ha portato all’horror e al thriller e poi di nuovo al romance, passando nuovamente dal fantasy con Tale of the Nine Tailed (2020), serie il cui successo ha originato, nel 2023, un fortunatissimo prequel ambientato negli anni Trenta, Tale of the Nine Tailed 1938, un mix perfetto di azione e commedia.
Della sua produzione artistica ricordiamo le serie Strangers from Hell (2019), thriller psicologico e horror, in cui ha scioccato pubblico e critica interpretando un dentista psicopatico e manipolatore, e Bad and Crazy (2021), poliziesco d’azione in cui ha interpretato un poliziotto corrotto, nonché la serie A Shop for Killers (2024), altro action thriller, in cui veste i panni di un misterioso zio, che gestisce un negozio on-line di armi per assassini, di cui è stata avviata la produzione della seconda stagione.
Ancora, nella serie The Divorce Insurance (2025) è un geniale matematico assicurativo, cinico ed esaurito dopo aver affrontato ben tre divorzi personali, che guida una bizzarra squadra di lavoro intenta a lanciare una polizza assicurativa per i fallimenti matrimoniali, mentre nel suo prossimo progetto per Netflix, The Facade of Love, drama che esplora le fragilità del matrimonio e del tradimento, sarà il protagonista assoluto, un uomo dalla carriera stabile e un matrimonio apparentemente felice, che si ritrova improvvisamente spaccato a metà tra la ragione e un sentimento travolgente e distruttivo.
Al di fuori del piccolo schermo, la carriera cinematografica di Lee Dong-wook è costellata di scelte ricercate, dove l'attore ha preferito la qualità dei progetti e lo spessore dei registi ai ruoli commerciali. Il suo esordio d'autore risale al 2010, con il poetico The Recipe, un raffinato mistery drama culinario. Impossibile non citare la sua partecipazione al cult romantico The Beauty Inside (2015), un'opera rivoluzionaria in cui ha condiviso il ruolo del protagonista con i più grandi nomi del cinema coreano, o la commedia corale A Year-End Medley (2021) di Kwak Jae-yong, il leggendario regista di My Sassy Girl. Infine, ricordiamo il kolossal storico Harbin (2024), un'opera potente, in cui Lee Dong-wook ha recitato al fianco di un titano del cinema come Hyun Bin, dimostrando una maturità artistica all’altezza delle produzioni più imponenti del grande schermo.

Yoo In-na, la bizzarra coprotagonista
Dopo aver conquistato gli spettatori nel ruolo di Sunny, Yoo In-na ha recitato nel drama Touch Your Heart (2019), una divertente commedia romantica d'ufficio, in cui ha interpretato una diva della TV caduta in disgrazia che, per ottenere un ruolo, è costretta a lavorare sotto mentite spoglie come segretaria per uno scontroso avvocato di grido, impersonato proprio da Lee Dong-wook. La serie ha regalato il "lieto fine" alla coppia, tanto atteso dai fan. In Snowdrop (2021), l’attrice ha sorpreso il pubblico distaccandosi dai ruoli dolci e solari per interpretare una spia nordcoreana glaciale e calcolatrice, mentre in Bo-ra! Deborah (2023) ha interpretato una coach sentimentale che deve ricostruire la propria vita amorosa dopo un brutto tradimento.
Sul grande schermo ha prediletto quasi sempre commedie romantiche corali, film indipendenti o pellicole focalizzate sui legami femminili, come My Black Mini Dress (2011), Love Fiction (2012) e New Year Blues (2021), una commedia romantica corale natalizia, in cui interpreta una donna che sta affrontando un divorzio complicato.
Ma soprattutto Yoo In-na è diventata uno dei volti più amati dei programmi di intrattenimento coreani, grazie alla sua empatia e alla sua voce inconfondibile che l'hanno resa una delle conduttrici più seguite del Paese. Inoltre, per anni è stata la conduttrice di un famoso programma radiofonico, Let's Crank Up the Volume, che l'ha resa una vera e propria icona nazionale della radio. Questa attività professionale le si confà talmente, che tra la fine del 2024 e il 2025 Yoo In-na è tornata ufficialmente a fare la DJ radiofonica lanciando un popolarissimo show indipendente su YouTube, intitolato Yoo In Radio. Nel programma ha ospitato grandi star, registrando centinaia di migliaia di iscritti in pochissimo tempo.

E infine lui, il Goblin Gong Yoo
Quando ha accettato il ruolo Gong Yoo era già un attore conosciuto e molto amato, avendo preso parte alla serie iconica Coffee Prince ed essendo stato il protagonista di un film di grandissimo successo internazionale come Train to Busan. Dopo la proiezione di Goblin ha lavorato in film di successo e in serie TV di rilievo globale, confermandosi come uno degli attori più selettivi, autorevoli e carismatici dell'industria sudcoreana.
Per il grande schermo ha spesso ricercato progetti dal forte impatto sociale e intellettuale. Così nel 2011 era stato il promotore e protagonista di Silenced, un film crudo, basato su fatti reali, che ha denunciato gli abusi perpetrati in una scuola per non udenti. Il film ebbe una risonanza enorme, spingendo il Parlamento coreano a varare una storica riforma legislativa. Riguardo a questo film, che Gong Yoo considera essere stato uno dei più impegnativi sul piano emotivo, l’attore ha confessato, in una intervista rilasciata in occasione dell’ultimo Florence Korea Film Fest, di aver nutrito forti preoccupazioni circa l’impatto che il film avrebbe potuto avere sulle vittime reali degli abusi riportati nel film, lasciando trasparire una sensibilità e una dolcezza che si avvertono nella resa di molti dei personaggi che ha interpretato e che si colgono immediatamente nello special per il decimo anniversario di Goblin.
Nel 2019, ha recitato nel pluripremiato e discusso film drammatico Kim Ji-young: Born 1982, una pellicola che ha nuovamente scosso l'opinione pubblica, affrontando il tema del sessismo sistemico e della salute mentale materna. Successivamente, nel 2021, ha recitato nel thriller fantascientifico Seobok - La formula dell'immortalità, al fianco di Park Bo-gum, esplorando i dilemmi etici della clonazione, mentre nel 2024 lo troviamo nel suggestivo film corale Wonderland.
Ha anche preso parte a progetti diversi, come l’adrenalinico The Suspect (2013), film di azione e spionaggio, o The Age of Shadows (2016), film di spionaggio con ambientazione storica, sempre regalando agli spettatori, nonostante il genere più commerciale, seppure di straordinaria qualità, emozioni profonde.
Sul piccolo schermo, la sua fama è diventata planetaria. In Squid Game (2021) era prevista una sua breve apparizione, ma la sequenza in cui interpreta l'enigmatico e glaciale reclutatore della metropolitana è diventata memorabile, al punto che il regista lo ha inserito di nuovo nella seconda stagione (2024), con un ruolo più articolato. Sempre per Netflix, nel 2021 è stato il tormentato capitano di una rischiosa spedizione lunare nel misterioso sci-fi The Silent Sea. Infine, è stato il protagonista di The Trunk (2024), un intenso ed enigmatico mystery drama, incentrato sui segreti di un'oscura agenzia di matrimoni a tempo, mentre attualmente è in fase di post-produzione il drama Tantara, in uscita per fine 2026, in cui si allontana dalle atmosfere fittizie e fantascientifiche degli ultimi anni (The Silent Sea, Squid Game), per regalare un'interpretazione nuovamente ancorata al dramma umano, esprimendo un romanticismo maturo e protettivo.
Un attore di respiro internazionale, tanto che la sua masterclass prevista nell’ambito del Florence Korea Film Fest del 2026 è andata sold out in pochissimi minuti. L’evento fiorentino, attraverso le interviste generosamente rilasciate dall’attore, ha svelato una personalità davvero complessa, che unisce tratti di dolcezza e sensibilità al carisma di una grande professionalità e forte determinazione. Un attore che ha saputo conquistare e difendere una totale libertà, che accetta pochi ruoli all'anno rifiutandone tantissimi, perché per firmare un contratto vuole poter credere profondamente nel valore sociale o umano della storia, come nei film-denuncia Silenced o Kim Ji-young, Born 1982. Una persona che, nonostante goda di un notevole successo, ha conservato un profilo di umiltà, che unitamente ad un marcato senso dell’humor lo rende davvero un personaggio affascinante.



