Periodo nigeriano

Questa nuova fase della sua vita inizia ad Ibadan, centro costituzionalmente aperto alle influenze europee, ma nello stesso tempo profondamente africano, dove l'attività teatrale di Soyinka si intensifica, lo scopo della sua vita si pone finalmente in primo piano e tutta la sua attività, sia didattica che teatrale, sarà all'insegna di questo grande ideale: la creazione di un teatro nazionale basato" sulle tradizioni locali, ma rivisitato alla luce del momento storico attuale.

Questo impegno letterario, strettamente legato ad una condizione culturale generalizzata ed in modo particolare alle vicende sociali e politiche del suo paese, lo porta ad una critica serrata verso tutte quelle forme di prevaricazione di cui era stata fatta centro la Nigeria durante il periodo coloniale. A questa critica iniziale subentra, negli anni '60, un impegno più diretto contro tutte le forme di ingiustizia e di potere che non consentono l'affermazione degli ideali universali di libertà, di pace e di uguaglianza. Da notare che lo spirito cosmopolita di Soyinka non si limita alla critica dell'uomo bianco, come era tipico prima del riconoscimento dell'indipendenza ottenuto nel 1960, ma si rivolge anche alla popolazione di colore, dando così alla sua opera quel carattere di attualità e di universalità che lo aggancia a tutti i movimenti culturali d'avanguardia del mondo contemporaneo. Questo concetto, cioè la volontà di inserimento e di confronto con le forze più illuminate, lo porta a rappresentare le opere della tradizione nigeriana in lingua inglese.

Inoltre, sempre seguendo questa direzione di pensiero, egli realizza un'operazione estremamente sofisticata e curata in ogni particolare, che gli per mette di usare, per i suoi fini, tutti quei mezzi propri del teatro antico tradizionale, intimamente legato agli ideali ed alle rappresentazioni religiose yoruba. Lo sfruttamento di tali mezzi, anche se apparentemente può essere assunto come un fatto semplicemente tecnico, sottintende almeno due concetti di importanza fondamentale nell'opera di Soyinka. Il primo è la forza comunicativa che possiede il lin-guaggio: :sia il linguaggio visivo (cioè la maschera), sia quello musicale (il tam-tam), sia quello mimico, forme dì espressione che sono tutte profondamente radicate e sentite tra la popolazione, locale e non, da secoli. Il secondo concetto e quello che permette a Soyinka dì adempiere la sua missione di scrittore, permeando la propria opera di quel carattere sacro e magico, degno dei valori universali di cui egli stesso si fa promotore e portavoce; in altre parole egli pone i problemi del suo tempo, della "strada", traendone fuori gli ideali fondamentali e declamandoli con quelle forme sacrali, mistiche e magiche che li elevano a "verità rivelate".

E', d'altronde, lo stesso Soyinka a definire lo scrittore, e più precisamente ,l'artista, come una sorta di filosofo, o meglio di"profeta laico". Il lavoro in Nigeria, cominciato appena giunto in quel la terra, si rivela per Soyinka subito estremamente difficile e pieno di imprevisti; al comodo Royal Court Theatre di Londra, sito al centro di una città in cui nulla mancava, si sostituiscono luoghi completamente inadatti e per niente attrezzati.

Malgrado ciò le idee di Soyinka sono "ben chiare ed ambiziose: formare una compagnia teatrale stabile, capace di portare in scena un repertorio eclettico, dal teatro yoruba al teatro anglosassone e statunitense, alle opere nazionali in lingua inglese. A questo fine si avvale inizialmente della collaborazione di alcune compagnie che perpetuavano la tradizione teatrale yoruba, come quelle di Kola Ogunmola, Duro Ladipo e Ogunde; quindi crea egli .stesso, con l'esperienza accumulata negli anni di Londra, una troupe teatrale; nasce così, nel 1960, la compagnia "The 1960 Masks". Soyinka è comunque costretto ad avvalersi, per essa, di dilettanti residenti sia a Lagos che ad Ibadan, con gravi ripercussioni sull'attività del gruppo, dallo stesso Soyinka ricordate in un articolo che rievoca quei tempi difficili ed avventurosi:

The 1960 Masks consisted mainly of the middle class, servante types I selected the very best people  I could find in Ibadan and Lagos separated by a hundred miles.

Those of you who know anything about Lagos and Nigeria might know what the roads are like and would understand what it is to travel backwards and forwards between the two cities and very often we'd preliminary rehearsals in a jolting Land Rover while going to meet the other group.

We'd rehearse ali day Saturday, go to the night-club' ali night, drink, dance, do a bit of rehearsing also in the night-cluos.

Malgrado tutto "The 1960 Masks" rappresenta il nuovo dramma di Soyinka A Dance of the Forests, in cui lo stesso autore compare come protagonista, il 1 ottobre 1960, giorno della celebrazione dell'indipendenza nigeriana.

La compagnia "The '60 Masks" era formata fondamentalmente di tipi di funzionari pubblici appartenenti alla classe media (...)

Io selezionavo la gente più in gamba che si poteva trovare ad Ibadan e Lagos separate da un centinaio di miglia. Quelli tra voi che hanno una qualche idea di Lagos e della Nigeria possono immaginarsi in che condizioni siano le strade,e quindi comprendere" che cosa significhi viaggiare avanti e indietro fra le due città.

In questa sua opera nigeriana, partendo dal tema tradizionale del rapporto conflittuale tra passato e presente, Soyinka evidenzia il tema del male come elemento onnipresente nell'uomo, tema che si svilupperà e predominerà sempre di più nella sua opera drammatica.

L'equilibrato uso di elementi realistici, simbolici, satirici e metaforici, del mito e dei molteplici registri della lingua, permette al teatro di Soyinka di esplicare molteplici funzioni; proprio a proposito di queste ultime, ritengo importante citare l'interpretazione del critico Daniel Maximin:

Fonction ludique d'abord, qui autorise le poète

à un jeu d'une grande richesse sur les significations

(#..)la simbolique africaine constitue un immense

résevoir de signifiants qui sert a remodeler

la langue (•••)La seconde fonction est initiatique,

référentielle;car une réalité à laquelle il est

tenu de se montrer fidèle.En troisième lieu

intervient la fonction magique car e'est le

language des Dieux et à des oracles que reprend

la danse rituelle ou le proverbe sybillin(....).

Molto spesso si facevano delle prove preliminari in un sobbalzante furgone mentre andavamo a raggiungere l'altro gruppo (...) Magari si provava per tutta la giornata del sabato e poi si passava tutta la notte al nightclub a bere, ballare, e poi si provava un po' anche nei night clubs.

La fonction satirique, enfin, vehiculée par la satire, vient recouvrire les trois autres les correder, mettre en cause leur validite'.

E' tramite la funzione critica, dunque, che Soyinka si distacca dalla tradizione e si rende consapevole e padrone della lingua, dei riti sociali e della religione yoruba, mantenendo il controllo della sua creazione artistica. Nel 1961 Soyinka partecipa alla costituzione del "Mbari Writers and Artists Club", che costituisce un centro culturale dove valori autoctoni e "coloniali" si incontrano.

Funzione innanzitutto ludica, che autorizza il poeta ad un gioco di grande ricchezza sulla significazione.

La simbologia africana costituisce un immenso serbatoio di significanti, che serve a rimodellare la lingua.

La seconda funzione è iniziatica, referenziale; poiché la lingua africana rinvia lo spettatore ad una connivenza con una realtà alla quale è tenuto a mostrarsi fedele. In terzo luogo interviene la funzione magica, poiché è la lingua degli dei e degli oracoli che la danza rituale o il proverbio sibillino riprendono.

La funzione critica, infine, il cui veicolo è la satira, viene a comprendere le altre tre, a corroderle, a metterne in causa la validità.

In questo club, ricordata nel romanzo The Interpreters, sì confrontano le maggiori intelligenze della cultura yoruba e nigeriana, dando luogo ad uno dei primi punti di riferimento per una più moderna interpretazione della vita e della cultura africana.

Nello stesso anno Soyinka ha l'enorme opportunità di diffondere le sue idee attraverso i mass-media: in breve tempo termina la commedia The Trials of Brother Jero, una divertente satira del revivalismo religioso; scrive la commedia radiofonica Camwood on the Leaves (pubblicata solo nel 1973) e compone la breve tragedia The Strong Breed, che viene anche ridotta per la televisione nigeriana e otterrà il terzo premio al festival mondiale dello "University Drama" svoltosi a Hancy nel 1967 In The Strong Breed, l'azione drammatica ruota intorno alla celebrazione del nuovo anno; il tema portante è il significato e la funzione del sacrificio nella cultura yoruba e nella vita odierna.


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