Estratto dalla intervista rilasciata a Giovanna Canzano

 

AFRICA AUSTRALE di Emanuela Scarponi

 

 

Ho appena finito di tradurre dalla lingua italiana in lingua inglese questo bellissimo libro sull’Africa australe di Petter Johannesen, che ho avito l'onore di conoscere in relazione alla mia esperienza avuta in Namibia e con il mio libro scritto concernente le popolazioni incontrate in Namibia nel '94 e successivamente rivisitate nel 2001.

Petter Johannesen, console onorario di Namibia nonché nipote di Amundsen, esploratore dell'Artico, mi ha regalato l'occasione di realizzare un sogno e di prendere parte al mondo dei grandi esploratori. Grazie alla mia traduzione, infatti, ho avuto modo di rivivere appieno emozioni gia provate dal vivo, in quanto anche io ho avuto la fortuna di visitare questa parte dell'Africa.

Proprio oggi ho terminato la prima bozza di traduzione di questo bellissimo libro, ricco di immagini meravigliose, in formato grande, che aiutano il lettore ad entrare letteralmente nella nostra Africa. Esso fu scritto nel 2004, da Petter Johannesen e Luisa Sorbone, giornalista lombarda, con cui fece questo viaggio attraverso l'Africa australe in collaborazione con Overland, ed i suoi mezzi di trasporto.

Si! È proprio Overland, la stessa organizzazione che tutt'oggi realizza programmi di viaggio per la Rai radiotelevisione italiana.

Petter e Luisa scrissero il diario di viaggio, e realizzarono questa bella avventura in Africa australe in caravan, coadiuvati dalla organizzazione Overland e del cui racconto ne fecero un libro, appunto questo: Africa australe.

Il libro racconta del loro viaggio in camion, partendo dal Sud Africa, Città del capo in particolare, puntando verso il Nord, entrando nello Zimbabwe, raggiungendo il cuore dell'Africa rappresentato dalle Cascate Vittoria, che sono talmente profonde da puntare dritte dritte nelle viscere della madre terra. Passano poi per il Botzwana, incontrando i Bushmen, fino a raggiungere la amata Namibia, considerata la Svizzera dell'Africa.

Quindi da questa bellissima pubblicazione, abbiamo una visione generale di tutta l'Africa australe e non solo geografica. Infatti, cosa fa Petter? Così radicato nella storia da ritrovare le sue radici nell'avo esploratore, Amundsen, ripercorre la storia degli Europei in Africa, immaginando di compiere il suo viaggio nei secoli passati, assieme a coloro che raggiunsero Citta del Capo ed esplorarono l'Africa australe, coadiuvato da immagini di uomini dell'epoca che raggiunsero i loro obiettivi geografici, politici e di conquista.

Le immagini del libro sono bellissime.

Racconta il suo viaggio, ambientandolo all'epoca delle esplorazioni europee. Descrive a tratti quindi la storia dell’Africa australe dai primi esploratori in poi.

Quindi è molto interssante ed utile dato che non ci sono ancora oggi grossi punti di riferimento per parlare di storia dell’Africa né di geopolitica dell'Africa. Potrebbe essere adottato nelle scuole di ogni ordine e grado per divulgare appunto la conoscenza dell'Africa australe, specie in questa edizione in lingua inglese, che è di dimensioni ridotte rispetto alla precedente, garantisce una più facile lettura del testo, più che soffermarsi sulle immagini.

Quindi Africanpeoplenews publisher punta ad una maggiore fruibilità del testo raccontato e commentato, più che alla visione delle fotografie riportate e scelte comunque dall'autore. Esse sono le orginali, scannerizzate e riportate esattamente come da originale, anche segnate dal tempo.

I testi tradotti da me e rivisti e rivisti fino alla ossessione tentano di rendere piacevole la lettura ad un madrelingua inglese, nel tentativo di far conoscere al mondo internazionale il racconto di viaggio e l'esperienza vissuta.

Come potete vedere dalle bellissimi immagini, emergono i colori brillanti e colorati degli Africani e dei loro costumi in una pagina e la storia dell’Europa e degli esploratori europei dall'altra: si annoverano personaggi di grande portata intellettuale e politica come Cecil Rhodes, Paul Kruger, che si intersecano con la storia del continente africano e con le popolazioni indigene africane.

Ma con Petter Johannesen, l'uomo si fa mito, come fu il suo grande avo, cui lui si ispira, pur se nell'epoca attuale, al suo grande spirito di esploratore, seguendo per mare le sue avventure a bordo di barche a vela, piccoli aerei, e fuori strada.

Qui l'uomo si fa esploratore, politico, economista, umano, grazie alla sua conoscenza della materia. Si diverte a scrivere in lingua italiana il suo bel libro, visto che Petter è di nazionalità norvegese, e si fa coadiuvare da una giornalista italiana nel redigere il suo racconto.

A vederla in prospettiva, si tratta di quei personaggi che oggi rendono moderna l'Africa. Sono coloro che, una volta superata l'apartheid, sono riusciti a costruire l'Africa moderna.

Concetto questo che sfugge a noi Europei, che vogliamo avere l'idea del'Africa come di un continente antico, ancora allo stato primitivo.

Ma non è così. Solo angoli remoti del continente sono rimasti fuori dell'avvento della civiltà occidentale.

Bisogna cercarli per ritrovare la nostra anima autentica di umanità che viveva in armonia totale con la natura che ci circonda. Ma bisogna andare nel mezzo della savana, del deserto per ritrovare queste ambientazioni che sanno di antico.

Il problema nostro attuale è che non si conosce molto bene l'Africa attuale che sta crescendo sempre più e così sfugge ai nostri occhi perché in continuo cambiamento, giorno dopo giorno.

Inoltre la globalizzazione ha fatto del suo ed ha portato immagini della civiltà occidentale ovunque grazie all'utilizzo di internet e dei cellulari, spesso utilizzati in tanti luoghi, a parte in quelli in cui il satellite non copre l'area, ma questo accade anche in alcuni angoli remoti dell'Italia ancora oggi.

L'Africa è sempre stato un continente ostile per la sua natura selvaggia ed il suo clima che facilmente ha canellato le orme di antiche civiltà autoctone. Lo sapppiamo bene: restano solo graffiti, mura di città nello Zimbabwe e così via...

la natura governa l'Africa. L'uomo è solo un ospite, garantendo così la sopravvivenza di molte specie animali in via di estinzione.

Questo è il problema principale proprio della conoscenza di questo continente.

Le bellissime immagini di Stellenbosh, la zona dei vigneti e di tutta la zona dei vigneti rende molto europea il Sud Africa, il cui clima è di tipo mediterraneo, proprio come da noi in Italia.

Cosa hanno fatto in Sud Africa gli Europei arrrivati dall'Europa? Hanno coltivato i vigneti euroei, francesi chardonnait e vari, soprattutto, e li hanno riprodotti riuscendoci pienamente. E' anche il Paese più occidentale in assoluto con un clima di tipo mediterraneo, cui gli Africani fanno riferimento, assieme all'Egitto. Paul Kruger e stato uno tra i primi a creare l'Africa moderna.

Avremo modo di riparlare di questi argomenti capitolo per capitolo magari.

nella nostra sede invitando gli autori del libro ed anche altri provenienti dallo stesso Sudafrica che hanno contribuito a realizzare l’Africa moderna.

Petter Johannesen è amico di Sam Nujoma, il primo presidente, simbolo della Namibia libera, che ultranovantenne ha nominato un suo successore ma e tutt'oggi l'emblema della libertà della namibia, sradicando la Namibia dal Sud Africa e sganciandola dall'apartheid nel 1990, realizzando quindi il sogno dell’indipendenza di questo Paese. E Petter, di cui Sam Nujoma è stato tutore, da buon diplomatico, lo consiglia nel redigere la dichiarazione di indipendenza. E qui si tocca con mano la storia della Namibia!

Quindi Petter vuole che si sappia che l’Africa è diventata moderna e ne dipinge le grandi qualità.

Questo è l'emblema di tutti gli africanisti, ma in particolare coloro che pensano ad una situazione di arretratezza “africana” o comunque a persone che non sono al passo coi tempi.

In realtà, l' Africa è fonte di grandi ricchezze e di grandi potenzialità.

E quindi in ogni capitolo che presenta un Paese dell'Africa australe, Petter elenca le risorse finanziarie, economiche, naturali disponibili, la popolazione correfdate dalle bellissime immagini di popolazioni autoctone, di queste bellissime fotografie che degli ormai famosi bushmen, 90.000 in Africa australe, che sono la popolazione più antica dell'Africa, ergo del mondo, divenuti famosi per la loro lingua lick e per le lìmeraviglisoe pitture rupestri che possono essere ammirate in tutto il deserto del kalahari. La lingua click viene studiata da tanti, ritenendo essere essa la lingua piu antica del mondo assieme a poche altre che contano elementi comuni come i 7 suoni.

Poiché l'uomo è nato in Africa con la scoperta della Lucy australopitecus afarensis, i cui resti sono stati ritrovati in Etiopia, nel 1978. E questa scoperta dà le basi alla scienza antropologica.

Da qui nasce la teoria secondo la quale l’uomo nasce in Africa; poi a causa della desertificazione delle aree geografiche in cui insiste, l’uomo si sposta seguendo gli animali in cerca di cibo.

Lucy è il primo bipede nella storia del mondo, cioè cammina su due gambe/zampe e si nutre raccogliendo la frutta.

I bushmen sono particolari per la loro lingua arcaica fatta di suoni onomatopeici, che riproducono il verso degli animali per cui se si sentono parlare sono incredibili. Non hanno vocali. E Miriam Makeba ci scrive su una canzone: the click song.

Oggi molti studiosi stanno studiando il mio documentario in cui si sente chiaramente la lingua click parlata e pronunciata dai boscimani presso l'università di San Paolo di Roma 3 dal ricercatore Andrea Pandolfi, studioso comportamentale, che sta effettuando uno studio comparato tra la lingua click e la lingua ebraica.

La lingua click è una lingua arcaica. Questi bushmen oggetto di studio dagli anni '50 sono la testimonianza della presenza in Africa dell’uomo prenegritico, da prima del 2500 a.C e producono delle pitture rupestri splendide.

Ho realizzato un documentario sui bushmen, che si può ascolare su youtube, dove un bantu, che parla inglese traduce dalla lingua click.

I Bushmen ancora oggi non parlano inglese e vivono nella parte più interna del deserto del Kalahari perche sono stati cacciati prima dai Bantu, uomini molto alti e robusti e poi dai bianchi in Sud Africa.

Costoro non si sono mai sottomessi alla schiavitù e sono scappati nel deserto del Kalahari, dove nessuno voleva andare, e dove sono sopravvissuti fino a noi.

Sono vissuti come uomini liberi e con i loro valori fondamentali. In namibia però si è provveduto a privatizzare le terre. Ed i bushmen non possono più circolare ed andare a caccia.

Questo provoca un problema di sopravvivenza; così insegnano a chiunque voglia se si riesce ad incontrarli come sopravvivere nel deserto del Kalahari con mezzi di sussistenza incredibili che noi non ci aspetteremmo mai di conoscere, e così capiamo come l’uomo, così piccolo, riesce a vincere il leone, il re della savana.

Lo sviluppo della industria mineraria con la produzione dei diamanti viene anch'essa descritta e raccontata in Sud Africa, Botzwana, e Namibia.

Infatti Petter descrive tutta la storia dei De Beers per scoprire come hanno fatto a trovare i diamanti.

E interessante perche è stata una corsa come nel Far West, in cerca della tera promessa.

Gli Europei salpano dall'Olanda e dalla Francia su una nave fino a Capo di Buona Speranza che era stato da poco scoperto, dopo aver compiuto la cirumnavigazione dell'Africa,raggiungendo queste terre in cerca di fortuna.

Quindi affrontano il mare in tempesta per raggiugnere Capo di buona speranza e sorpassando la costa degli scheletri cioè la skeleton coast, dove violente tempeste, dovute alla corrente fredda del Benguela, sbattevano a terra le navi battenti bandiera europea che naufragavano lungo la spiaggia.

A questi latitudini incredibile Namibia riusciamo a trovare oltre ai big five situati nell'Etosha national park anche pinguini e foche.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Traduzione

I have just finished translating from Italian into English this beautiful book on southern Africa by Petter Johannesen, which I had the honor of knowing in relation to my experience in Namibia and with my written book concerning the populations encountered in Namibia in '94 and subsequently revisited in 2001.
Petter Johannesen, honorary consul of Namibia and nephew of Amundsen, explorer of the Arctic, gave me the opportunity to make a dream come true and to take part in the world of the great explorers. In fact, thanks to my translation, I was able to fully relive the emotions I had already experienced live, as I too was lucky enough to visit this part of Africa.
Just today I finished the first draft of the translation of this beautiful book, full of wonderful images, in large format, which help the reader to literally enter our Africa. It was written in 2004 by Petter Johannesen and Luisa Sorbone, a Lombard journalist, with whom he made this journey through southern Africa in collaboration with Overland, and its means of transport.
Yes! It is precisely Overland, the same organization that still today produces travel programs for the Italian radio and television Rai.
Petter and Luisa wrote the travel diary, and made this beautiful adventure in southern Africa in a caravan, assisted by the Overland organization and whose story they made into a book, precisely this one: Southern Africa.
The book tells of their journey by truck, starting from South Africa, Cape Town in particular, pointing towards the North, entering Zimbabwe, reaching the heart of Africa represented by the Victoria Falls, which are so deep as to point straight into the bowels of mother earth. They then pass through Botzwana, meeting the Bushmen, until they reach their beloved Namibia, considered the Switzerland of Africa.
So from this beautiful publication, we have a general view of all of southern Africa and not just geographical. In fact, what does Petter do? So rooted in history that it finds its roots in the ancestor explorer, Amundsen, retraces the history of Europeans in Africa, imagining that he was making his journey in past centuries, together with those who reached Cape Town and explored southern Africa, assisted from images of men of the time who achieved their geographical, political and conquest goals.
The pictures in the book are beautiful.
The pictures in the book are beautiful.
He recounts his journey, setting it at the time of European explorations. It therefore describes at times the history of southern Africa from the first explorers onwards.
So it is very interesting and useful given that there are still no major points of reference to talk about the history of Africa or the geopolitics of Africa. It could be adopted in schools of all levels to disseminate knowledge of southern Africa, especially in this edition in English, which is smaller than the previous one, ensuring easier reading of the text, rather than dwelling on the images .
Therefore Africanpeoplenews publisher aims at a greater usability of the text narrated and commented, rather than at viewing the photographs reported and chosen by the author in any case. They are the originals, scanned and reported exactly as the original, also marked by time.
The texts translated by me and revised and revised to the point of obsession try to make reading pleasant for an English native speaker, in an attempt to make the travel story and lived experience known to the international world.
As you can see from the beautiful images, the bright and colorful colors of the Africans and their customs emerge on one page and the history of Europe and of the European explorers on the other: there are figures of great intellectual and political importance such as Cecile Rhodes, Paul Kruger, which intersect with the history of the African continent and with indigenous African peoples.
But with Petter Johannesen, the man becomes a legend, 
But with Petter Johannesen, the man becomes a legend, as was his great ancestor, who inspired him, albeit in the current era, by his great spirit of explorer, following his adventures at sea aboard sailboats , small aircraft, and off-road.
Here man becomes an explorer, politician, economist, human, thanks to his knowledge of the subject. He enjoys writing his beautiful book in Italian, given that Petter is of Norwegian nationality, and is assisted by an Italian journalist in writing his story.
Seen in perspective, these are those characters who make Africa modern today. They are the ones who, once apartheid was overcome, managed to build modern Africa.
      This is a concept that escapes us Europeans, who want to have the idea of ​​Africa as an ancient continent, still in its primitive state.
But is not so. Only remote corners of the continent have remained out of the advent of Western civilization.
We need to look for them to find our authentic soul of humanity that lived in total harmony with the nature that surrounds us. But you have to go in the middle of the savannah, the desert to find these settings that smell of ancient.
Our current problem is that we don't know very well today's Africa which is growing more and more and thus escapes our eyes because it is constantly changing, day after day.
Furthermore, globalization has done its part and has brought images of western civilization everywhere thanks to the use of the internet and cell phones, often used in many places, apart from those where the satellite does not cover the area, but this also happens in some remote corners of Italy still today.
Africa has always been a hostile continent due to its wild nature and its climate which has easily erased the traces of ancient indigenous civilizations. We know it well: only graffiti remains, city walls in Zimbabwe and so on...
nature rules Africa. Man is only a guest, thus ensuring the survival of many endangered animal species.
This is the main problem of knowing this continent.
The beautiful images of Stellenbosh, the vineyard area and the whole vineyard area make South Africa very European, whose climate is Mediterranean, just like here in Italy.
What did the Europeans who arrived from Europe do in South Africa? They have cultivated the Euroei, French chardonnait and various vineyards, above all, and have reproduced them fully succeeding. It is also the westernmost country ever with a Mediterranean-type climate, which Africans refer to, together with Egypt. Paul Kruger was one of the first to create modern Africa.
We will be able to talk about these topics chapter by chapter perhaps.
to our office by inviting the authors of the book and also others from South Africa who have contributed to making modern Africa.
Petter Johannesen is a friend of Sam Nujoma, the first president, symbol of free Namibia, who at the age of ninety appointed a successor but is still the emblem of freedom of Namibia, uprooting Namibia from South Africa and releasing it from apartheid in 1990 thus realizing the dream of independence for this country. And Petter, of whom Sam Nujoma was tutor, as a good diplomat, advised him in drafting the declaration of independence. And here we touch the history of Namibia with less! So Petter wants it to be known that Africa has become modern and paints its great qualities.
This is the emblem of all Africanists, but in particular those who think of a situation of "African" backwardness or in any case of people who are out of step with the times.
In reality, Africa is a source of great wealth and great potential.
And therefore in each chapter that presents a country in southern Africa, Petter lists the financial, economic, natural resources available, the population accompanied by beautiful images of indigenous peoples, these beautiful photographs of the now famous bushmen, 90,000 in southern Africa, who are the oldest population in Africa, ergo in the world, having become famous for their lick language and for the wonderful cave paintings that can be admired throughout the kalahari desert. The click language is studied by many, believing it to be the oldest language in the world, together with a few other technologies that contain elements such as the 7 sounds.
Because man was born in Africa with the discovery of Lucy australopithecus afarensis, whose remains were found in Ethiopia in 1978. And this discovery gives the foundations to anthropological science.
Hence the theory according to which man was born in Africa; then due to the desertification of the geographical areas in which it persists, man moves following the animals in search of food.
Lucy is the first biped in the history of the world, i.e. she walks on two legs/paws and feeds by picking fruit.
The bushmen are particular for their archaic language made up of onomatopoeic sounds, which reproduce the sounds of animals so that if they hear themselves speaking they are incredible. They have no vowels. And Miriam Makeba writes us about a song: the click song.
 Today many scholars are studying my documentary in which the click language spoken and pronounced by the bushmen at the University of San Paolo di Roma 3 is clearly heard by the researcher Andrea Pandolfi, a behavioral scholar, who is carrying out a comparative study between the click language and the Hebrew language.
 Click language is an archaic language.

These bushmen that have been studied since the 1950s are evidence of the presence of pre-Negritic man in Africa from before 2500 BC and produce splendid cave paintings.
 I made a documentary about the bushmen, which can be listened to on youtube, where an English-speaking Bantu translates from the click language.
 The Bushmen still do not speak English and live in the innermost part of the Kalahari desert because they were driven out first by the Bantu, very tall and robust men, and then by the whites in South Africa.
They never submitted to slavery and fled to the Kalahari desert, where no one wanted to go, and where they have survived up to us.
They lived as free men and with their fundamental values. In Namibia, however, steps have been taken to privatize the land. And the bushmen can no longer go out and hunt.
This causes a survival problem; so they teach anyone who wants to if you can meet them how to survive in the Kalahari desert with incredible livelihoods that we would never expect to know, and so we understand how man, so small, manages to defeat the lion, the king of the savannah.
The development of the mining industry with the production of diamonds is also described and told in South Africa, Botzwana, and Namibia.
In fact Petter describes the entire history of the De Beers to find out how they managed to find the diamonds.
It's interesting because it was a race like in the Far West, in search of the promised land.
The Europeans set sail from Holland and France on a ship to the Cape of Good Hope which had recently been discovered, after having completed the circumnavigation of Africa, reaching these lands in search of fortune.
Then they face the stormy sea to reach the Cape of Good Hope and overtaking the skeleton coast, where violent storms, due to the cold current of the Benguela, slammed the ships flying the European flag to the ground and wrecked along the beach.
At these incredible latitudes Namibia we can find in addition to the big five located in the Etosha national park also penguins and seals.

 


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