Il Sudafrica, dicono essere “il mondo in un solo paese”, ed è proprio vero! Una nazione che offre una varietà di paesaggi straordinari tra deserti, montagne, canyon, savane e coste bagnate da due oceani. Uno stato in continua evoluzione dopo la sconfitta da parte dei neri dell’apartheid e la mescolanza con i bianchi. Un viaggio di 17 giorni on-the-road percorrendo 4.300 km. Da Città del Capo a Johannesburg, passando per due monarchie: il Lesotho denominato “il regno nel cielo” e l’eSwatini (ex Swaziland) con le sue meraviglie. Safari e animali, tribù e villaggi, città e paesaggi stupendi ci hanno accompagnato per tutto il viaggio.Questo giorno abbiamo guidato per 630 km quindi non abbiamo visitato nulla in particolare se non i paesaggi e qualche sosta in piccoli paesi lungo la strada. Siamo però giunti in un altro stato, il regno del Lesotho. E’ grande 1/10 dell’Italia ed ha circa 3 milioni di abitanti. Assieme a San Marino e Città del Vaticano sono le uniche nazioni ad essere enclavi di un’altra nazione. E’ completamente montagnoso, tant’è che è l’unico stato al mondo ad essere completamente esteso oltre i 1.400 mt di altezza fino ad un massimo di 3.400 mt. Un cartello al confine con il Sudafrica dice: “The Kingdom in the sky welcomes you”.
Alla frontiera potreste trovare fila per entrare. Con l’auto dovrete pagare una tassa di ingresso. La moneta è parificata al Rand, quindi non ci sarà bisogno di cambiare denaro. Attenti però a non tenervi i maloti quando uscirete dal Lesotho, perché non vengono accettati in Sudafrica.
Sembrerà uno scherzo, ma in Lesotho il popolo si chiama Basotho e parla il Sosotho.
Varcando la frontiera dal lato nord-ovest, ci si trova praticamente già nella capitale, Maseru. Una città bruttina, che al calar della sera, nelle zone di mercato, non incute tutta questa sicurezza.Torniamo in auto e guidiamo per 80 km tra salite, discese, pastorizia, coltivazioni, piccolissimi villaggi e paesaggi incantevoli. I monti sono verdeggianti e durante il tragitto incontriamo alcuni montanari che si riscaldano il corpo indossando una coperta simile a un plaid. Giungiamo alla fine alla Mohale Dam, una imponente diga sul fiume 
Senqunayane. Al ritorno ci fermiamo in un ristorante panoramico e poi torniamo a Maseru.Lasciamo la capitale per dirigerci a nord del paese. Tutti questi paesaggi bellissimi ci hanno fatto constatare che il Lesotho è completamente diverso dal Sudafrica, anche se lo circonda per intero, e pensare che qui non c’è neanche mai stato l’Apartheid!
La prima fermata della giornata è alle Kome Caves (43R|🕔 8-17), abitazioni rupestri composte da 5 case grotte di fango (le uniche mai esistite in Lesotho) tuttora abitate e costruite sotto le pareti sporgenti di una roccia. I pochi abitanti vivono a stretto contatto con maiali e galline. La strada che porta all’ingresso (1 km) è pessima, ma con estrema lentezza vi arriviamo.
Nel pomeriggio prendiamo la strada che porta alla Katse Dam, un’altra importante diga. Poiché si scatena un fortissimo temporale e le strade sono asfaltate ma ripidissime, decidiamo di arrivare fino al passo 
Mafika Lisiu dove si assiste a una bella vista sulla vallata.
Mentre guidiamo sulla via del ritorno, sui bordi della strada vediamo per puro caso un gruppo di Basotho dell’etnia 
Bale. Abbiamo chiesto chi fossero e hanno detto che provengono dalle montagne e che erano intenti in danze e musiche tradizionali del Lesotho.
Giunti a Bhuta-Bhute ceniamo velocemente in un KFC e andiamo a letto perché in questa città non c’è veramente niente, neanche un ristorante.

ESWATINI/SWAZILAND

Giorno 13: In questa giornata abbiamo percorso 540 km per passare da un regno all’altro… Lasciato il Lesotho, siamo rientrati e usciti di nuovo dal Sudafrica per accedere infine nel regno dell’ eSwatini! Se la frontiera del Lesotho ci era sembrata lenta… quella dello eSwatini ci ha fatto invecchiare! Passato il confine siamo andati diretti al nostro appartamento. Il cielo è coperto e il panorama non si vede, ma la cosa che ci è rimasta impressa è che dalla frontiera fino a Manzini, la strada è in continua discesa!
Come in Lesotho, anche qui la moneta è parificata al Rand, ma non portate o i lilangeni in Sudafrica perché non sono accettati. Lo eSwatini ha due capitali 
Lobamba e Mbabane e 2 milioni di abitanti. Il re Mswati III è monarca assoluto dal 1982 ed ha 14 mogli e 24 figli (dato del 2018). Una qualunque vergine del paese può aspirare ad essere sua moglie. Poiché il 25% della popolazione è malato di AIDS, dal 2001 al 2005 ha imposto per legge il divieto di rapporti sessuali per i minorenni, ma già 2 mesi dopo il suo decreto reale, si era sposato per la tredicesima con la moglie di 17 anni di età! Il 2018 il re ha deciso che per il suo 50° compleanno e per il 50° anniversario dalla indipendenza del regno dalla Gran Bretagna, lo Swaziland si chiamerà eSwatini, perché secondo lui il nome attuale ricorda troppo la Switzerland!

Di prima mattina andiamo al vicino Mercato di Manzini (🕔 7-18) aperto nel 1983. E’ suddiviso in due piani, frutta e verdura al piano terra; artigianato locale e del confinante Mozambico al piano superiore. Qui potrete sbizzarrirvi con oggetti tipici locali, sono molto belli ed economici.
Successivamente visitiamo lo Swazi Cultural Village (100R|🕔 8-17) all’interno del Mantenga N. R.. Il villaggio è composto da capanne di paglia legate con corde, alcuni swazi vi abitano ancora e il capofamiglia può avere più di una moglie. Queste ultime devono avere almeno 3 capanne, una utilizzata per cucinare. Dopo la visita al villaggio ci spostiamo per assistere alla 
Danza Tradizionale Swazi, la Sibhaca (gli spettacoli sono due al giorno: alle 11.15 e alle 15.15). La danza e i canti li ho trovati straordinari, una energia fortissima trasmessa da ognuno di loro. Battono le mani, suonano il tamburo, sorridono, alzano le gambe al cielo e le sbattono violentemente al suolo… Wow!

Dopo ben 4.298 km salutiamo il Sudafrica, il Lesotho e lo eSwatini, paesi che si vivono on-the-road. Sono state mete molto varie e soddisfacenti. Ovviamente non abbiamo visto tutto, ma siamo riusciti a toccare quasi tutte le regioni. Con più giorni o in un altro viaggio ci si può spingere a nord di Città del Capo fino al Kalahari oppure guidare lungo la costa che va da Durban a St. Luciavisitando così anche la regione degli Zulu.  


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