Sabato 10 gennaio alle ore 21, presso il Teatro Tordinona di Roma, torna il Maestro Rebecca Guerra con il concerto «Happy Birthday Evangelion».
Sabato 10 gennaio alle ore 21, presso il Teatro Tordinona di Roma, torna il Maestro Rebecca Guerra con il concerto «Happy Birthday Evangelion».
Un programma denso e articolato, eseguito in un contesto cosplay, che accosta brani del grande repertorio classico europeo – il Preludio Pas sur la neige di Claude Debussy, il Terzo movimento della Sonata op. 109 di L. V. Beethoven e il Notturno in Do diesis minore di Frédéric Chopin – a celebri pagine della musica contemporanea giapponese di Joe Hisaishi e Shiro Sagisu.
Nel richiamare la connessione tra la tradizione musicale classica europea e le creazioni asiatiche contemporanee, Rebecca Guerra propone un’ulteriore chiave di lettura del concerto, racchiusa nel sottotitolo «Ghibli vs Evangelion».
Saranno infatti eseguite musiche composte per i film dello Studio Ghibli da Joe Hisaishi: Ashitaka e San (Principessa Mononoke), Memories (Il ragazzo e l’airone), Fantasia di Nausicaä (Nausicaä della Valle del Vento), Merry-Go-Round(Il Castello errante di Howl), One Summer’s Day (La città incantata), Confessions in the Moonlight (Il castello nel cielo) e Mononoke (Principessa Mononoke).
A questi si alterneranno i brani di Shiro Sagisu tratti dalla saga di Neon Genesis Evangelion: Shinji I, Rei I, Thanatos, Rei II e il Concerto per pianoforte e orchestra “Shinji” (versione per due pianoforti).
Il concerto, nello stile del Maestro Guerra, si configura non solo come un omaggio celebrativo, ma come un vero e proprio dialogo estetico tra linguaggi musicali e immaginari differenti, nei quali la musica colta europea del XIX e XX secolo trova sorprendenti risonanze nelle colonne sonore della cultura audiovisiva giapponese contemporanea.
Le pagine di Debussy, Beethoven e Chopin non rappresentano semplicemente un contrappunto “classico” al repertorio cinematografico, ma costituiscono una matrice espressiva che riaffiora, trasformata, nelle scritture di Joe Hisaishi e Shiro Sagisu.
Nel confronto tra Studio Ghibli ed Evangelion emerge inoltre una dicotomia poetica: da un lato l’universo di Hisaishi, legato a una dimensione naturalistica, contemplativa e umanista; dall’altro la musica di Sagisu, che traduce in suono il conflitto interiore, la frammentazione dell’identità e la tensione apocalittica propria della saga di Neon Genesis Evangelion.
In questo senso, il sottotitolo «Ghibli vs Evangelion» non va inteso come opposizione, ma come chiave interpretativa: due visioni del mondo che si fronteggiano e si completano, entrambe debitrici, in modo diretto o indiretto, della tradizione musicale occidentale.
L’elemento performativo del cosplay contribuisce infine ad ampliare il perimetro del concerto, trasformandolo in un’esperienza immersiva in cui musica, immaginario visivo e memoria collettiva dialogano con il pubblico, superando i confini convenzionali del recital pianistico.


