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Il ritorno del Goblin

Il miracolo coreano tra scrittura, regia e cast straordinari

Sono passati dieci anni dal debutto di Goblin (Guardian: The Lonely and Great God) e, per l'occasione, il cast principale si è finalmente riunito. Il 4 luglio 2026 tvN ha trasmesso il primo dei quattro episodi speciali di Together, We Shine, una serie evento ora disponibile in streaming anche in Italia, su Viki Rakuten.

Gli attori hanno organizzato un viaggio on-the-road a Gangneung, dove fu girata una delle scene più famose del drama. È l'occasione perfetta per rivedere un drama intramontabile, ma anche uno spunto per chi si sta avvicinando ai K-drama, per conoscere non solo un’opera davvero gradevole e intramontabile, ma anche alcuni dei professionisti più apprezzati della cinematografia coreana.

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Per chi non lo conosce: che cos'è "Goblin"?

Andato in onda tra il 2016 e il 2017, Guardian: The Lonely and Great God, universalmente noto come Goblin, e visibile in Italia su Viki Rakuten, ha ridefinito i canoni del fantasy romantico coreano grazie ad una fotografia cinematografica eccellente e un innovativo sincronismo tra riprese e colonna sonora. Scritto dalla celebre sceneggiatrice Kim Eun-sook, il racconto unisce mitologia coreana, dramma epico e commedia moderna.

Kim Shin (Gong Yoo), un generale dell'era Goryeo tradito dal suo re e condannato all'immortalità sotto forma di Goblin, anela porre fine alla propria immortalità. Vi è un solo modo per farlo, ed è trovare l'unica umana in grado di vedere e rimuovere la spada invisibile conficcata nel suo petto, colei che viene definita la Sposa del Goblin. Incontrerà quindi Ji Eun-tak (Kim Go-eun), una studentessa delle superiori dal tragico passato, capace di vedere i fantasmi, mentre entrano a far parte della sua vita un Mietitore di Anime senza memoria (Lee Dong-wook), che diventa un suo bizzarro coinquilino, e Sunny (Yoo In-na), la stramba proprietaria di un ristorante di pollo fritto.

Il drama, che oltre a fregiarsi di un cast di altissimo livello, presenta dialoghi e una colonna sonora indimenticabili, è un’opera poetica che racchiude una profonda riflessione sulla vita, sulla morte e sul destino, esplorando il valore dell'amore, dell’amicizia e del tempo umano.

Dietro le quinte: Titani

La produzione di Goblin ha riunito dietro le quinte un numero decisamente elevato di professionisti che oggi sono di chiara fama ma che anche all’epoca delle riprese avevano già dato prova di sè. Si tratta di veri e propri talenti, che nell’ultimo decennio hanno consolidato la loro carriera ed oggi sono internazionalmente conosciuti e apprezzati.

Kim Eun-sook, la sceneggiatrice ✍️

Spesso il nome dello sceneggiatore resta oscurato dalla fama degli attori e del regista, anche se la trama e soprattutto i dialoghi sono in realtà l’anima di un prodotto cinematografico. Nel caso di Goblin incontriamo una sceneggiatrice tra le più famose e di maggior successo, un vero e proprio titano della sceneggiatura per televisione.

Oltre a Guardian: The Lonely and Great God (2016), anche i suoi Descendants of the Sun (2016) e The Glory (2022) sono stati riconosciuti come capolavori assoluti. Anche Secret Garden (2010), The King: Eternal Monarch (2020) e The Heirs (2013) hanno avuto molto successo, per non parlare di Mr. Sunshine (2018), una vera e propria opera d’arte.

Una sceneggiatrice che può essere definita il Re Mida della televisione coreana, dal momento che le sue sceneggiature totalizzano ascolti record finendo persino con il dettare le tendenze della moda. Così, i libri citati nei suoi drama raddoppiano le vendite e i luoghi delle riprese registrano impennate di affluenze turistiche, come è successo a Gangneung dopo l’uscita di Goblin. Recitare in un suo drama è il viatico per un salto di livello nella carriera di un attore, come è stato Secret Garden per Hyun Bin e Descendants of the Sun per Song Joong-ki, l’amato interprete di Vincenzo.

La particolarità della sua scrittura risiede principalmente nella struttura dei dialoghi, serrati, ironici, ricchi di doppi sensi, che si articolano con cambi repentini di tono, dal dramma profondo alla commedia brillante, in una singola battuta. Inventa frasi e modi di dire che gli spettatori fanno propri e restano iconici.

La sua creatività si rivela nel far collidere mondi apparentemente impossibili da conciliare, come in Goblin la dimensione storica e la quotidianità moderna, mentre conserva il senso karmico, tipicamente coreano, dell’amore, che è quasi sempre una questione di destino, di promesse passate, di scelte morali pesanti e di legami che superano il tempo o le barriere sociali.

Se non sapete quale drama vedere potete senz’altro affidarvi alla sua firma, la scelta sarà sicuramente di vostro gradimento.

Lee Eung-bok, il regista 🎬

Se prima di Goblin aveva già realizzato piccoli cult come Dream High (2011) e School 2013, Goblin lo colloca decisamente ad un livello superiore, con un uso del colore, degli effetti speciali (VFX) e delle inquadrature simmetriche mai visto prima nei K-drama.

Il prosieguo della collaborazione con la sceneggiatrice Kim Eun-sook, con la quale nel 2016 aveva prodotto anche Descendants of the Sun, altra serie iconica e successo d'ascolti clamoroso, porta alla realizzazione di Mr. Sunshine (2018). Questo drama, visivamente curato come un kolossal cinematografico hollywoodiano, lo consacra come uno dei registi televisivi più pagati della Corea del Sud.

Divenuto il regista di punta per le produzioni originali di Netflix Corea, in tempi più recenti ha cambiato completamente genere, abbandonando le produzioni romantiche per esplorare i settori dell'azione e del thriller psicologico, con le tre stagioni di Sweet Home (2020-2024) e il recente Dear X (2025).

Il tocco del regista Lee Eung-bok si manifesta, a detta dei critici, attraverso elementi caratteristici quali la cura dei paesaggi (le montagne in Jirisan) e il tempismo musicale, dato da un lavoro a stretto contatto con i direttori musicali per far coincidere i movimenti di macchina con il climax delle colonne sonore. Sa sincronizzare il rallentatore (slow-motion) al millisecondo con i picchi della colonna sonora, come l'iconica camminata nella nebbia di Goblin e Mietitore. Così come usa i riflessi negli specchi, le pozzanghere, le ombre e le transizioni stagionali come metafore visive dello stato psicologico dei personaggi.

Un regista che si è cimentato con successo in tanti generi diversi, ridefinendone ogni volta gli standard visivi: dal teen-drama musicale (Dream High), al fantasy romantico moderno (Goblin), al melodramma storico (Mr. Sunshine), fino al monster-horror (Sweet Home). E in questo percorso ha saputo gestire con disinvoltura budget da decine di milioni di dollari, effetti visivi complessi e centinaia di comparse, mantenendo sempre il focus sui sentimenti.

Goblin: Interpreti di eccezione

Nei dieci anni successivi al debutto di Goblin, ciascuno dei quattro interpreti principali (ma anche molti dei secondari), hanno costruito carriere di successo, in una alternanza di ruoli che spaziano nei generi più vari, in un crescendo di perfezione recitativa, spessore umano e fama. 

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Kim Go-eun, La Sposa

L’attrice che ha interpretato la protagonista di Goblin, la sposa designata in grado di liberarlo dalla condanna alla eternità, è Kim Go-eun, una giovane attrice davvero straordinaria, la cui carriera è legata a doppio filo a registi di grande spessore artistico e a traguardi commerciali che hanno fatto la storia del cinema asiatico.

Ha debuttato con A Muse (2012), film del cinema d'autore più coraggioso e di nicchia, dopo essere stata scelta tra 300 candidate dal pluripremiato regista Jung Ji-woo per interpretare Eun-gyo. Un ruolo psicologicamente complesso, poetico ma anche molto crudo e con scene di nudo, che le ha richiesto una maturità recitativa inusuale per i suoi 21 anni. La sua performance è stata così folgorante da farle vincere ben undici premi come Miglior Nuova Attrice in quell'anno.

Così giovane e già così eclettica, negli anni immediatamente successivi Kim Go-eun ha rifiutato la strada dei ruoli comodi e fotogenici, preferendo mettersi alla prova in progetti fisicamente e psicologicamente logoranti. Ha quindi continuato a lavorare con autori stimati in progetti complessi come Coin Locker Girl, selezionato a Cannes, Sunset in My Hometown di Lee Joon-ik e, più di recente, nel melodramma d'autore di Netflix You and Everything Else. I registi la scelgono per la sua capacità di recitare "sottraendo", usando lo sguardo e il silenzio anziché la teatralità.

I progetti cui partecipa Kim Go-eun frantumano regolarmente ogni record di incassi o di ascolti precedentemente registrato: se nel 2016 l'episodio finale di Goblin ha registrato uno share che lo ha fatto diventare, all’epoca, il drama più visto nella storia della TV coreana, nel 2024 ha segnato un record storico al Box Office con Exhuma, un horror sciamanico che ha superato gli 11 milioni di biglietti venduti in Corea del Sud, un traguardo quasi impossibile per un film horror d'autore. La sua interpretazione magnetica di una giovane sciamana le è valsa il prestigioso premio come Miglior Attrice ai Baeksang Arts Awards, i Golden Globes sudcoreani che operano una selezione rigidissima effettuata non solo basandosi sulla popolarità o sugli indici di ascolto, ma attraverso la valutazione da parte di una giuria composta da ben 60 esperti del settore dell'intrattenimento.

Dopo aver fatto innamorare il mondo con la dolcezza e la vulnerabilità della giovane Ji Eun-tak in Goblin, in questi dieci anni Kim Go-eun ha dimostrato una versatilità straordinaria, alternando con intelligenza cinema d'autore, serie psicologiche e thriller mozzafiato.

Per chi volesse conoscerla meglio suggerisco la visione dei drama, di più facile reperibilità in Italia, disponibili sulle piattaforme Netflix o Viki Rakuten, quali: The King: Eternal Monarch (2020), che segna un ritorno alla collaborazione con la sceneggiatrice di Goblin, un sontuoso fantasy a universi paralleli; Yumi's Cells (Stagioni 1, 2 e 3): in cui mostra un talento comico e realistico strepitoso, un innovativo drama psicologico-romantico; Little Women (2022), un acclamato thriller psicologico in cui l’attrice riveste i panni della sorella maggiore di tre donne coinvolte in un mistero; il già citato You and Everything Else (2025), una produzione intimista totalmente focalizzata sulla profonda e complessa evoluzione di un'amicizia femminile, e, infine, The Price of Confession (2025), un thriller psicologico ad alta tensione incentrato su un misterioso omicidio, dove ha recitato al fianco della pluripremiata stella del cinema Jeon Do-yeon in un magnetico duello di interpretazioni.

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Lee Dong-wook, il cupo Mietitore

Il ruolo di Mietitore di Anime ha regalato a Lee Dong-wook una popolarità planetaria e ha cementato la sua storica bromance con Gong Yoo. Da quel momento, l'attore ha affrontato una metamorfosi recitativa che dal genere fantasy romantico lo ha portato all’horror e al thriller e poi di nuovo al romance, passando nuovamente dal fantasy con Tale of the Nine Tailed (2020), serie il cui successo ha originato, nel 2023, un fortunatissimo prequel ambientato negli anni Trenta, Tale of the Nine Tailed 1938, un mix perfetto di azione e commedia.

Della sua produzione artistica ricordiamo le serie Strangers from Hell (2019), thriller psicologico e horror, in cui ha scioccato pubblico e critica interpretando un dentista psicopatico e manipolatore, e Bad and Crazy (2021), poliziesco d’azione in cui ha interpretato un poliziotto corrotto, nonché la serie A Shop for Killers (2024), altro action thriller, in cui veste i panni di un misterioso zio, che gestisce un negozio on-line di armi per assassini, di cui è stata avviata la produzione della seconda stagione.

Ancora, nella serie The Divorce Insurance (2025) è un geniale matematico assicurativo, cinico ed esaurito dopo aver affrontato ben tre divorzi personali, che guida una bizzarra squadra di lavoro intenta a lanciare una polizza assicurativa per i fallimenti matrimoniali, mentre nel suo prossimo progetto per Netflix, The Facade of Love, drama che esplora le fragilità del matrimonio e del tradimento, sarà il protagonista assoluto, un uomo dalla carriera stabile e un matrimonio apparentemente felice, che si ritrova improvvisamente spaccato a metà tra la ragione e un sentimento travolgente e distruttivo.

Al di fuori del piccolo schermo, la carriera cinematografica di Lee Dong-wook è costellata di scelte ricercate, dove l'attore ha preferito la qualità dei progetti e lo spessore dei registi ai ruoli commerciali. Il suo esordio d'autore risale al 2010, con il poetico The Recipe, un raffinato mistery drama culinario. Impossibile non citare la sua partecipazione al cult romantico The Beauty Inside (2015), un'opera rivoluzionaria in cui ha condiviso il ruolo del protagonista con i più grandi nomi del cinema coreano, o la commedia corale A Year-End Medley (2021) di Kwak Jae-yong, il leggendario regista di My Sassy Girl. Infine, ricordiamo il kolossal storico Harbin (2024), un'opera potente, in cui Lee Dong-wook ha recitato al fianco di un titano del cinema come Hyun Bin, dimostrando una maturità artistica all’altezza delle produzioni più imponenti del grande schermo.

7 Goblin <3 (KDrama) ... ideas | goblin, kdrama, goblin korean drama

Yoo In-na, la bizzarra coprotagonista

Dopo aver conquistato gli spettatori nel ruolo di Sunny, Yoo In-na ha recitato nel drama Touch Your Heart (2019), una divertente commedia romantica d'ufficio, in cui ha interpretato una diva della TV caduta in disgrazia che, per ottenere un ruolo, è costretta a lavorare sotto mentite spoglie come segretaria per uno scontroso avvocato di grido, impersonato proprio da Lee Dong-wook. La serie ha regalato il "lieto fine" alla coppia, tanto atteso dai fan. In Snowdrop (2021), l’attrice ha sorpreso il pubblico distaccandosi dai ruoli dolci e solari per interpretare una spia nordcoreana glaciale e calcolatrice, mentre in Bo-ra! Deborah (2023) ha interpretato una coach sentimentale che deve ricostruire la propria vita amorosa dopo un brutto tradimento.

Sul grande schermo ha prediletto quasi sempre commedie romantiche corali, film indipendenti o pellicole focalizzate sui legami femminili, come My Black Mini Dress (2011), Love Fiction (2012) e New Year Blues (2021), una commedia romantica corale natalizia, in cui interpreta una donna che sta affrontando un divorzio complicato.

Ma soprattutto Yoo In-na è diventata uno dei volti più amati dei programmi di intrattenimento coreani, grazie alla sua empatia e alla sua voce inconfondibile che l'hanno resa una delle conduttrici più seguite del Paese. Inoltre, per anni è stata la conduttrice di un famoso programma radiofonico, Let's Crank Up the Volume, che l'ha resa una vera e propria icona nazionale della radio. Questa attività professionale le si confà talmente, che tra la fine del 2024 e il 2025 Yoo In-na è tornata ufficialmente a fare la DJ radiofonica lanciando un popolarissimo show indipendente su YouTube, intitolato Yoo In Radio. Nel programma ha ospitato grandi star, registrando centinaia di migliaia di iscritti in pochissimo tempo.

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E infine lui, il Goblin Gong Yoo

Quando ha accettato il ruolo Gong Yoo era già un attore conosciuto e molto amato, avendo preso parte alla serie iconica Coffee Prince ed essendo stato il protagonista di un film di grandissimo successo internazionale come Train to Busan. Dopo la proiezione di Goblin ha lavorato in film di successo e in serie TV di rilievo globale, confermandosi come uno degli attori più selettivi, autorevoli e carismatici dell'industria sudcoreana.

Per il grande schermo ha spesso ricercato progetti dal forte impatto sociale e intellettuale. Così nel 2011 era stato il promotore e protagonista di Silenced, un film crudo, basato su fatti reali, che ha denunciato gli abusi perpetrati in una scuola per non udenti. Il film ebbe una risonanza enorme, spingendo il Parlamento coreano a varare una storica riforma legislativa. Riguardo a questo film, che Gong Yoo considera essere stato uno dei più impegnativi sul piano emotivo, l’attore ha confessato, in una intervista rilasciata in occasione dell’ultimo Florence Korea Film Fest, di aver nutrito forti preoccupazioni circa l’impatto che il film avrebbe potuto avere sulle vittime reali degli abusi riportati nel film, lasciando trasparire una sensibilità e una dolcezza che si avvertono nella resa di molti dei personaggi che ha interpretato e che si colgono immediatamente nello special per il decimo anniversario di Goblin.

Nel 2019, ha recitato nel pluripremiato e discusso film drammatico Kim Ji-young: Born 1982, una pellicola che ha nuovamente scosso l'opinione pubblica, affrontando il tema del sessismo sistemico e della salute mentale materna. Successivamente, nel 2021, ha recitato nel thriller fantascientifico Seobok - La formula dell'immortalità, al fianco di Park Bo-gum, esplorando i dilemmi etici della clonazione, mentre nel 2024 lo troviamo nel suggestivo film corale Wonderland.

Ha anche preso parte a progetti diversi, come l’adrenalinico The Suspect (2013), film di azione e spionaggio, o The Age of Shadows (2016), film di spionaggio con ambientazione storica, sempre regalando agli spettatori, nonostante il genere più commerciale, seppure di straordinaria qualità, emozioni profonde.

Sul piccolo schermo, la sua fama è diventata planetaria. In Squid Game (2021) era prevista una sua breve apparizione, ma la sequenza in cui interpreta l'enigmatico e glaciale reclutatore della metropolitana è diventata memorabile, al punto che il regista lo ha inserito di nuovo nella seconda stagione (2024), con un ruolo più articolato. Sempre per Netflix, nel 2021 è stato il tormentato capitano di una rischiosa spedizione lunare nel misterioso sci-fi The Silent Sea. Infine, è stato il protagonista di The Trunk (2024), un intenso ed enigmatico mystery drama, incentrato sui segreti di un'oscura agenzia di matrimoni a tempo, mentre attualmente è in fase di post-produzione il drama Tantara, in uscita per fine 2026, in cui si allontana dalle atmosfere fittizie e fantascientifiche degli ultimi anni (The Silent Sea, Squid Game), per regalare un'interpretazione nuovamente ancorata al dramma umano, esprimendo un romanticismo maturo e protettivo.

Un attore di respiro internazionale, tanto che la sua masterclass prevista nell’ambito del Florence Korea Film Fest del 2026 è andata sold out in pochissimi minuti. L’evento fiorentino, attraverso le interviste generosamente rilasciate dall’attore, ha svelato una personalità davvero complessa, che unisce tratti di dolcezza e sensibilità al carisma di una grande professionalità e forte determinazione. Un attore che ha saputo conquistare e difendere una totale libertà, che accetta pochi ruoli all'anno rifiutandone tantissimi, perché per firmare un contratto vuole poter credere profondamente nel valore sociale o umano della storia, come nei film-denuncia Silenced o Kim Ji-young, Born 1982. Una persona che, nonostante goda di un notevole successo, ha conservato un profilo di umiltà, che unitamente ad un marcato senso dell’humor lo rende davvero un personaggio affascinante.

'Goblin' 10th Anniversary Trip. Photo | tvN

Together, We Shine - On demand su Viki Rakuten

 da tutti.oggi giunge la triste notizie della morte di papa Francesco, papa amato da tutti. 

dopo essere stato rivcoverato al gemelli per lungo tempo, era tornato a casa Marta, dove si era ripreso abbastanza bene al punto da ritenere che veste superato la polmonite bilateralismi. purtroppo non si e voluto risparmiare per le festività di Pasqua e fino all'ultimo ha voluto testimoniare la sua presenza tra gli uomini. ho

avevo avuto la grande occasione di incontrarlo come editore con Uspi, di cui sono sociasostenirtice. 

un grande giorno incontrarlo e donargli il mio libro sulla Namibia. 

poi di nuovo al gemelli e giunto ammalato. 

gli ho ridato la nuova edizione del mio libro, l'addome si dedica un capitolo ai bushmen, i nostri adamo ed Eva. 

spero tanto lo abbia letto e lo porti con sé. 

un saluto 

di Emanuela Scarponi 

 

La organizzazione AfricanPeople nasce allo scopo innanzitutto di ricostituire in chiave moderna l'Istituto per l'Africa e l'oriente chiuso nel 2011. Di questa organizzazione fanno parte tutti gli africanisti italiani e non, ed intellettuali di variegate discipline (scientifiche e letterarie) prevalentemente legati alle università italiane e perlopiù docenti di africanistica, sia per quanto riguarda storia dell'Africa sia per quanto riguarda storia dei trattati e relazioni internazionali, sia in una più ampia visione di collaborazione con i Paesi africani di esperti progettisti e medici, agronomi e informatici, giornalisti; esperti in immigrazione ed emigrazione. Africanpeople Org. nasce con l'obiettivo quindi di ricostituire questo punto di coordinamento oggi mancante nel nostro Paese trai più illustri nomi italiani e stranieri. A tale scopo questa organizzazione si è dotata di una rivista scientifica dal nome AfricanPeople Review con codice CNR e quindi con valore scientifico; di una radio e TV web, ora di una casa editrice, e di una testata giornalistica per il momento mensile, tutti registrati in tribunale, secondo le norme di legge. Vengono pubblicati ormai dal 2012 articoli di studiosi italiani e africani sull'Africa concernenti varie discipline, tra cui articoli di medicina, storia, arte; antropologia e etnologia e politica internazionale tra Italia e Africa per quanto riguarda specificatamente le mie discipline di competenza. In particolare il mio obiettivo è quello di effettuare un approfondimento scientifico archeologico e paletnologico sulla popolazione più antica dell'Africa, rappresentata dagli X Kung, che vivono nel deserto del Kalahari, i cosiddetti boscimani sui quali molteplici studi sono stati effettuati negli ultimi anni da cui si riscontra l' effettiva probabilità che questa sia la popolazione non solo più antica dell'Africa ma dell'intero pianeta. esistono molte documentazioni concernenti questa antica popolazione non solo in senso etnologico ma anche artistico, tutto cioè il patrimonio artistico delle pitture rupestri che questa popolazione nei secoli ha lasciato e tramandato ai posteri fino ad oggi. Esiste inoltre un museo molto importante
a Citta' del Capo da me visitato che racconta la storia di tutti gli imperi africani che si sono susseguiti. Tra questi viene data particolare attenzione ai boscimani ed al loro mondo. Per quanto riguarda l'antropologia si intende in particolare studiare la connessione tra i ritrovamenti archeologici (di cui ho notizia) effettuati presso Johannesburg e Pretoria negli ultimi anni; e Settore di particolare interesse scientifico e' senza dubbio anche lo studio antropologico della popolazione xkung, comunemente chiamata boscimane e della sua lingua che sembra essere la più antica del mondo poiché la più arcaica. Quindi lo studio verterà sullo studio e sull'evoluzione della lingua xkung nell'arco dei secoli e sullo sviluppo dell'arte ripestre di questo popolo fino al raggiungimento del suo apice artistico, presente in moltissime aree dell'Africa australe. La mia prossima pubblicazione (la terza sull'Africa) sarà correlata dalle molteplici fotografie che io ho effettuato nell'arco di due viaggi in Africa australe sia nell'importante museo di Città del Capo, sia nei parchi nazionali che contengono le riproduzioni dei molteplici esempi di pitture rupestri rinvenute. Ho già effettuato un documentario su tale popolazione che ancora vive nel deserto del Kalahari che si può guardare sul canale YouTube africanpeople news. Auspico pertanto una stretta collaborazione con le autorità africane al fine di facilitare i miei studi ed incrementare così una relazione già positiva ed intensa tra il mio paese, l'Italia e l'Africa tutta. Africanpeople Organization

 

 

Roma 16 marzo 2023

 

 

Recensione del testo: “L’Africa Australe” di Petter Johannensen e Luisa Sorbone edito da “Overland” 2004.

 

Il libro scritto a quattro mani, da Petter Johannensen. Dal 1992 nominato Console Onorario della repubblica della Namibia in Italia. Luisa Sorbone altra autrice è giornalista, responsabile per le relazioni esterne e per il Consolato della Namibia.

I due autori ci descrivono: un territorio distante e poco esplorato: L’Africa Australe: Botswana, Namibia, SudAfrica e Zimbabwe.

Il dottor Sam Nujma allora presidente della Namibia esprime il suo pensiero: tutti i paesi di questa parte di Africa hanno sofferto anni di dura lotta, per raggiungere la loro indipendenza. La Namibia è il più giovane di tutti.

Petter Johannensen, conoscitore di queste terre, nipote del noto esploratore Roald Amunndsen, ha saputo valorizzare con Luisa Sorbone le bellezze naturali dei luoghi, questo libro ricco notizie non vuole essere un saggio di storia e cerca di trasmettere ai lettori una visione completa di questa parte del Continente a partire dall’inizio di quattrocento anni fa.

Sam Nujoma conclude con la difesa del territorio risorsa incontaminata e salvaguardia dei suoi abitanti.

Gli autori narrano le vicende dei popoli dell’Africa Australe e dei complessi rapporti interetnici dal periodo della colonizzazione europea, ai giorni nostri.

Molte sono state le difficoltà nel conoscere i luoghi, per la diffusa arretratezza delle aree desertiche a rischio di siccità.

Il libro è rivolto a tutti ed in particolare ai giovani, per essere interessati ad una parte del mondo pieno di suggestioni. Luoghi, tradizioni, volti.

La raccolta fotografica è la rassegna delle bellezze connaturate alle terre. Dal deserto del Kalahari, gli abitanti si esprimono in lingua clik, rendendo comprensibile il loro linguaggio con suoni e gestualità, al deserto del Namib, fiorito la scorsa Primavera, alle cascate Victoria.

Si conoscono varie etnie che compongono il territorio: Boscimani, Himba, Batonga, Herero, ed altre.

Le pagine di questo ci portano in un viaggio di sapori, colori e note musicali al suono della marimba.

Dopo i meravigliosi tramonti al buio della notte, illuminati dalla Croce del Sud, stella del cielo Australe.

 

A cura di Claudia Polveroni Apn Publisher

 

 

 

Text review: "L'Africa Australe" by Petter Johannensen and Luisa Sorbone published by "Overland" 2004.

 

The book written with four hands, by Petter Johannensen. Since 1992 appointed Honorary Consul of the Republic of Namibia in Italy. Luisa Sorbone another author is a journalist, responsible for external relations and for the Consulate of Namibia.

The two authors describe a distant and little explored territory: Southern Africa: Botswana, Namibia, South Africa and Zimbabwe.

Dr. Sam Nujoma then president of Namibia expresses his thoughts: all the countries of this part of Africa have suffered years of hard struggle to achieve their independence. Namibia is the youngest of all.

Petter Johannensen, connoisseur of these lands, grandson of the well-known explorer Roald Amunndsen, was able to enhance the natural beauty of the places with Luisa Sorbone, this book full of news does not want to be a history essay and tries to convey to readers a complete vision of this part of the Continent since the beginning of four hundred years ago.

Sam Nujoma concludes with the defense of the territory as a pristine resource and the protection of its inhabitants.

The authors narrate the story of the peoples of Southern Africa and the complex inter-ethnic relationships from the period of European colonization to the present day.

There were many difficulties in getting to know the places, due to the widespread underdevelopment of the desert areas at risk of drought.

The book is aimed at everyone and in particular at young people, to be interested in a part of the world full of suggestions. Places, traditions, faces.

The photographic collection is the review of the beauties inherent to the lands. From the Kalahari desert, the inhabitants express themselves in click language, making their language understandable with sounds and gestures, to the Namib desert, which bloomed last spring, to the Victoria falls.

Various ethnic groups that make up the territory are known: Bushmen, Himba, Batonga, Herero, and others.

The pages of this take us on a journey of flavours, colors and musical notes to the sound of the marimba.

After the wonderful sunsets in the dark of night, illuminated by the Southern Cross, star of the Southern sky.

 

 

 

 

 

 

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