15-11-2019

                                                                                  Recensione di “Corpi, numeri, distanze” di Gaia Spera
"Corpi, numeri e distanze" di Gaia Spera nasce come testo teatrale ed è fonte di ispirazione dell'opera "Il qui e l'oltre" già messa in scena al Teatro Trastevere di Roma nell’ambito della Rassegna EXIT e promossa da Fed.It.Art, con la drammaturgia e regia di Emilio Genazzini ed interpretato da Francesca Tranfo.
I personaggi principali sono Bashaar, giovane africano che lascia il suo villaggio e morirà in mare; sua madre, il tenente che tenta il salvataggio in mare, Ashia,sua sorella, che racconterà la realtà dei centri di accoglienza in Italia e Coscienza, che è la stessa Gaia che si fa personaggio; il tutto intervallato da alcune ninna nanne africane di grande splendore, tramandante oralmente da padre in figlio, riprese dalla cosiddetta tradizione orale africana, e da alcune poesie dell'autrice.
Il tema trattato è la tragedia che si consuma ormai quasi quotidianamente nelle acque del Mar Mediterraneo tra la sponda africana e quella europea che fanno da palcoscenico del teatro umano.
I corpi sono quelli dei poveri migranti, i numeri quelli dei cadaveri annegati nel mare nel primo naufragio avvenuto nella notte del 3 ottobre 2013 cui il testo si ispira, come spiega la stessa autrice in una intervista; le distanze sono quelle che ci dividono dall'Africa: le chete acque del Mare Nostrum conosciuto sin dall'antichità divengono nel mezzo della rappresentazione teatrale della vita umana, letto di morte, per una moltitudine inesatta di esseri umani che provano ad attraversarle su mezzi di fortuna, nella speranza di una vita migliore.
In questo nostro piccolo grande Mare si rispecchiano le due facce opposte dell'Uomo che Gaia vuole far incontrare: sulla sponda europea vive l'uomo ricco, bianco, occidentale, che trascorre il tempo a scurirsi la pelle sotto i raggi del sole ed a lasciare il superfluo, frutto del consumismo, sulle splendide spiagge delle coste della Sicilia, delle isole greche, di Malta e Cipro, culla dell'uomo sin dall'era paleolitica e culla delle civiltà mediterranee, oggi ultimo avamposto occidentale.
Sulla sponda africana del Mare Nostrum vive l'uomo povero, nero, africano, intento a pensare alla sola sopravvivenza, mentre si protegge dai raggi cocenti del sole africano, coprendosi il capo ed il corpo, indossando scarpe da ginnastica impolverate ai piedi quando è fortunato, dimenticate da qualche turista, per proteggersi dalla sabbia del deserto che avanza...
Ma la globalizzazione arriva pure nella polvere della sabbia: internet mostra il mondo occidentale come fosse un miraggio del deserto e gli africani sognando ad occhi aperti partono, inconsapevoli di quanto accadrà loro...
Gaia Spera, dal nome estremamente significativo, si spinge nel cuore della tragedia umana e lo fa suo, immedesimandosi nei vari personaggi, recitandone le parti, esprimendone i sentimenti, la disperazione e la sua sensibilità si fa, di quando in quando, poesia; dalla Sicilia Gaia cavalca le onde del mare a ritroso e viaggia verso l'Africa nella speranza di incontrare vivi i suoi fratelli, nella speranza di salvarli, davvero, questa volta, per sempre dal mare in burrasca, da morte certa.
Ignari di ciò che potrà loro succedere, infatti, giovani uomini e donne in attesa di bambini abbandonano i loro luoghi di nascita, spesso dilaniati dalle guerre oltre che dalla fame e dalla sete, si avventurano disperati su barconi fatiscenti, inconsapevoli di cosa sia il mare, nella speranza di approdare finalmente in terre sicure e ricche. Ma i pochi fortunati che riescono ad approdare dall'altra parte trovano i centri di accoglienza gremiti, dove sono costretti a vivere in attesa di tornare indietro perché non c'è posto per loro in Europa.
Ormai tutti i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo dal Medio-Oriente all'Africa sono interessati a questo fenomeno migratorio, ormai un esodo biblico di persone che fuggono oltre che dalla fame e dalla sete, anche dalle guerre di religione.
I focolai delle guerre sono sempre più numerosi; gli incidenti si stanno moltiplicando e, giorno dopo giorno, il fenomeno del terrorismo è sempre più vicino alle nostre case. Prima ci rendiamo conto di quanto sta accadendo, prima riusciremo a porre rimedio a questo genocidio, tendendo la mano ai nostri fratelli più poveri e derelitti - dice Gaia - tendendo loro la mano sulle acque del mare....

Emanuela Scarponi